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Speciale Biennale/Parlano gli artisti del Padiglione Italia |
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L’incontro tra Elisabetta Benassi e Paola Ugolini chiude il nostro viaggio per conoscere meglio gli artisti che ci rappresentano a Venezia. Benassi è l'unica altra donna presente, oltre Francesca Grilli. Di poche parole, come spesso sono gli artisti ... segue
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Ritratto del curatore da giovane |
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Continua il nostro viaggio nella giovane curatela. Questa volta Manuela Valentini intervista Cecilia Canziani. Toccando anche alcuni punti critici che possono generarsi dalla sovrapposizioni di ruoli e incarichi. E Cecilia risponde ... segue
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Parola d'artista |
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L'intenzione e il caso di Patrizia Cavalli
La poetessa ha da poco inaugurato una mostra presso lo studio Stefania Miscetti di Roma con, tra altre, un'installazione ricavata dai suoi appunti mattutini. Pubblichiamo il testo che ha scritto per la mostra romana ... segue
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Scacco alla crisi |
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Seconda tappa del nostro viaggio alla ricerca di realtà che provano a non farsi inghiottire dal buco nero della crisi. Questa volta la contromossa è di Eventi-Arte-Venezia. Ascoltiamo da Matteo Efrem Rossi, fondatore dell'associazione, come reagiscono all'impasse attuale di Elisa Decet ... segue
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La Lavagna |
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Autocommiserazione, cultura ed economia in Italia di Raffaele Gavarro Ma davvero il nostro è un problema di autocommiserazione? ... segue
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Musica elettronica, parole d’artista, specchi e luci sono gli ingredienti del terzo appuntamento di “Con Parole Sue”, al Museo Del Novecento di Milano. Per coniugare note e arte contemporanea, sotto Lucio Fontana di Caterina Failla ... segue
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L'ARTE ETERNA PREMIA Ben 150mila euro: è la cifra complessiva messa in palio dal neonato e succoso Premio Terna. Il tema? Trasmettere energia: una metafora contemporanea. Per capirci qualcosa di più, abbiamo fatto qualche domanda a Francesco Cascino, curatore del concorso insieme a Gianluca Marziani... |
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pubblicato mercoledì 9 luglio 2008Com’è germinata questa collaborazione con un’azienda così importante come Terna?L’azienda ha una vocazione all’innovazione anche per quel che attiene alle attività di sviluppo culturale del territorio in cui opera, come dimostra il concorso sulla progettazione dei nuovi tralicci vinto da Foster. È probabile che i numerosi concept prodotti da me e da Marziani negli anni scorsi, legati alla contaminazione reale tra valori aziendali e arte visiva, abbiano spinto l’azienda a scegliere per competenza ed esperienza, così come accade nelle dinamiche aziendali. Il board curatoriale è dunque composto da te e da Gianluca Marziani. Come vi siete suddivisi i ruoli?Come facciamo sempre, anche in questo caso seguendo le rispettive skill professionali: Gianluca segue la parte strettamente teorica e curatoriale, garantendo coerenza tra gli obiettivi dati e l’accreditamento storico e accademico del Premio. Io seguo la parte relativa all’organizzazione e, pur avendo un taglio curatoriale in osmosi con Marziani, le mie competenze sono di carattere manageriale e comprendono i rapporti con la Giuria e con il sistema dell’arte italiano ed estero, oltre che quelle legate alla produzione del concept di sovrapposizione tra modelli aziendali e sistema dell’arte. I miei dieci anni di azienda e gli altri dieci da art advisor si sposano in una visione che tende a creare un valore comune. In questi anni di globalizzazione le aziende italiane piccole e grandi (Terna fra queste) si sono rinnovate. Svecchiate. Si sono insomma assolutamente predisposte alla competizione internazionale. Non è stato lo stesso per il settore dell’arte contemporanea. Il premio vuole impattare su questo gap? Esattamente. E come al solito la sottile domanda di “Exibart” contiene già la risposta, perché questa è la vera battaglia culturale e professionale che combattiamo da anni, e che anche la rivista conosce e sostiene da tempo. Alla base di questo gap risultano esserci diversi fattori, dalla mancanza di esperienza aziendale di molti operatori alla assoluta assenza di strategie comuni per un territorio, quello italiano, che sarebbe gestibile con facilità e che esprime comunque il terzo posto mondiale come spesa sul contemporaneo.
Siamo secondi solo a americani ed inglesi e non ce ne rendiamo conto... Già, perché questo enorme flusso di capitali va all’estero, dove il sistema è un sistema vero, con tanto di regole e competenze precise e inequivocabili. Peccato per il Paese, per i collezionisti, per gli investitori, ma anche per gli artisti.
Quali sono le innovazioni, concretamente, che ritieni necessarie per superare la sindrome dilettantistica del nostro settore, in Italia? Quali sono insomma le best practices internazionali che occorrerebbe “importare”?
 Esistono diverse risposte a esigenze diversificate per area, ma alcune delle best practices sono universali: per esempio, la politica dei prezzi. In Italia si usa chiedere (e ottenere) sconti sulle opere, e questo penalizza sia chi vende sia chi compra. Alla lunga, le opere che si scontano dimostrano tutta la loro debolezza, non vengono difese adeguatamente e perdono valore anziché acquisirlo, ovviamente. Poi esiste un forte problema di “percorsi di sviluppo” che riguarda gli artisti: il Premio Terna contiene tre categorie perché abbiamo voluto pervadere il progetto di reali caratteristiche imprenditoriali. Come in azienda esistono i junior e i senior, così bisogna assumere l’atteggiamento laico e professionale di inserire gli artisti in veri percorsi di carriera, dove siano riconoscibili i diversi elementi di forza che bisogna poi curare e difendere attraverso le metodologie aziendali. Gli artisti hanno bisogno di viaggi continui, di rapporti con il mondo a tutti i livelli, di scambi culturali organizzati da istituzioni, privati e gallerie. E di supporto da parte del Paese che, però, presuppone una campagna di comunicazione corposa e rigorosa, con la collaborazione di tutti gli operatori. Un coinvolgimento totale.
Siete riusciti a strappare un “montepremi”, come si diceva una volta, di tutto rispetto. Sì, l’azienda ha sposato l’idea in pieno, ed è stato gratificante ricevere la piena fiducia su temi sofisticati come questo.
L’atteggiamento è quello di “fare sistema”. L’approccio è aziendalistico per certi versi. Insomma, si va oltre al trito mecenatismo? Non si è più trattato di costruire un progetto di mecenatismo contemporaneo, ma anche di dargli una forma concreta attraverso la sua modulazione operativa. La sovrapposizione fra i modelli imprenditoriali e quelli dell’arte è la vera novità, sul panorama italiano, ed è per questo che i membri della Giuria hanno aderito con entusiasmo. Sono professionisti italiani e internazionali molto sensibili e non sono solo operatori di mercato o di cultura, sono uomini e donne impegnati nella battaglia quotidiana dell’evoluzione, passano molto tempo nelle trincee della conoscenza, per spiegare che mercato e cultura coincidono, che l’arte visiva non si può spegnere come la tv, che contiene messaggi e motivazioni indispensabili al progresso, che sposta pensiero ed economia.

Avete concepito una terna di sezioni per questo premio... La terna delle categorie è un’idea di Terna, appunto... Volevamo trovare un modo di presentare al Paese gli artisti come dei professionisti. Quale modo migliore di far coincidere nome e anima?
articoli correlati150mila euro, si colloca nell’élite mondiale il neonato Premio Ternaa cura di m. t. Scadenza Bando: 30 ottobre 2008 ore 18 Inizio voto Premio Online: 3 novembre 2008 ore 8 Scadenza voto Premio Online: 20 novembre 2008 ore 18 Info: tel. +39 0658335926; info@premioterna.it; www.premioterna.it[exibart]
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