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“GIOVANI ARTISTI, PRIMA PASSATE DA NOI”

   
 Produzione, promozione, acquisizione. Così CAP - Contemporary Art Projects cresce i suoi giovani e realizza progetti. Obiettivo? Dare fiducia agli artisti, premiare il merito, diventare un utile riferimento per enti e istituzioni. Incontro con Paolo Agliardi, collezionista e protagonista di CAP, che racconta a Exibart la sua ultima iniziativa... marianna agliottone 
 
pubblicato
Paolo Agliardi, chi sei e cosa hai fatto sino ad oggi?
Nato a Milano, sono architetto, appassionato d’arte contemporanea, cultore della materia e collezionista. Il mio amore per l’arte contemporanea è nato nel 1970 quando, appena laureato, in un cercato incontro con Fabio Mauri ho comprato Schermi, la prima opera della collezione. Da allora ho raccolto una rilevante quantità di documenti autografi di artisti, curatori e direttori di musei, e diverse opere d'arte senza cadere nella "bulimia" del collezionista. Sono stato tra i fondatori di Acacia, di Contemporanea, di Artroom21, oltre che fondatore e presidente di ArteGiovane Milano dal 2003 al 2009. Ho una ricca biblioteca di libri e cataloghi (diversi dei quali oggi introvabili) e un archivio di oltre 2.500 artisti.

La novità oggi è CAP, che punta a dare supporto finanziario ai giovani artisti italiani e stranieri per consentire loro di realizzare progetti. Quali sono le motivazioni?
Dare fiducia all’artista nella fase esecutiva del proprio lavoro; premiare il merito, mettendo l’artista nella condizione di non doversi occupare anche della copertura degli oneri di produzione (o almeno non di tutti). In realtà questo progetto è il naturale sviluppo di quanto da noi avviato (durante la mia presidenza di ArteGiovane Milano e poi tramite Artroom21) con le residenze per giovani artisti italiani a New York, grazie al prezioso contributo del Comune di Milano e della società Anima, lungimirante sponsor privato. Frequentando questi luoghi di formazione ci siamo resi conto dell’entusiasmo e della grinta che i giovani artisti sono capaci di tirare fuori davanti alle straordinarie possibilità di crescita offerte da certi musei, curatori e gallerie. Abbiamo inoltre verificato che, per la propria maturazione e il raggiungimento della massima autonomia, è fondamentale che l'artista possa contare su un supporto organizzativo e su un iniziale appoggio finanziario. Ovviamente il nostro supporto, preventivamente stabilito con l’artista, non potrà coprire tutte le spese e tutti i costi di produzione; la partecipazione di CAP potrà anche limitarsi a una sola fase.

Com’è strutturato il team?
CAP nasce anzitutto da una passione, la mia, sostenuta e condivisa dall’amico Massimo Buffetti e da altri collezionisti.

Paolo Agliardi - photo Ornella SancassaniQuali sono i risultati, in termini di visibilità, che mirate a fornire agli artisti prescelti?
Puntiamo a far diventare CAP una tappa importante per la crescita dell'artista, attivando al proposito diversi canali di promozione, esposizione, e contribuendo affinché le loro opere possano essere presenti in collezioni italiane e straniere.

Su quanta e quale economia riuscirete a basare un progetto simile?
I fondi verranno messi a disposizione sia dai membri di CAP che dagli sponsor ai quali verrà illustrato il progetto e suggerita l’acquisizione di un lavoro dell’artista prescelto a condizioni favorevoli. Lo sponsor potrà così avere in contropartita un’opera o semplicemente prestigio e visibilità verso i propri clienti con l’organizzazione di una mostra dedicata. Comunque, non abbiamo scadenze né paletti di percorso. Opereremo in assoluta autonomia e senza condizionamenti di mercato. Se richiesti, affiancheremo i galleristi di riferimento, che saranno componente imprescindibile del progetto. Se gli artisti non hanno una galleria di riferimento, potremo essere il tramite per un possibile accasamento. Saremo anche a disposizione dei curatori per un franco dialogo. Il budget varierà in base al numero dei progetti e della disponibilità del team.

Come sarà gestito l’accordo economico tra CAP, artista e relativo gallerista?
CAP potrà concordare col gallerista un diritto di prelazione su una o più opere realizzate dall'artista. L’opera potrà così entrare per quote nel patrimonio comune di CAP, essere acquisito da uno dei membri del team oppure dallo sponsor.

La vostra prima uscita è stato il supporto a Matteo Norzi e Hilario Isola per il lavoro realizzato presso la Fondazione Bevilacqua La Masa in occasione della 12. Mostra Internazionale di Architettura...
Abbiamo incontrato Matteo e Hilario alcuni mesi fa perché invitati a vedere la loro mostra presso Art in General a New York, e ne abbiamo subito apprezzato la professionalità, l’approccio pragmatico e poetico risultato della loro esperienza internazionale. Li abbiamo ritrovati subito dopo in Italia, e con loro abbiamo approfondito la conoscenza del progetto per la Fondazione Bevilacqua La Masa, curato da Paola Nicolin. Ne siamo rimasti affascinati e abbiamo concordato il nostro contributo, a parziale copertura dei costi. La soddisfazione di aver sostenuto questi artisti e l’eccellente risultato raggiunto in una sede così prestigiosa ci ripagano ampiamente degli sforzi fatti.

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di marianna agliottone


CAP - Contemporary Art Projects
Via San Vittore 47 - 20123 Milano
Info:
info@contemporaryartprojects.net; www.contemporaryartprojects.net

[exibart]

 


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3 commenti trovati  

19/02/2011
Commentatore
Un altra Italian Factory per scalare il mercato.
Pessimo!!!


18/02/2011
un artista
Concordo: pessimi!

18/02/2011
un collezionista
apprezzare il lavoro di isola e norzi ce ne vuole! si sono allineati con il sitema pur di emregere visto che il lavoro di prima non funzionava! pessimi.

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