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fino al 25.III.2006
PLATFORM # 1. Semiconductor + son:DA
Milano, C/O Careof

   
 Una piattaforma di collaborazione, l'accostamento inedito di due collettivi di artisti che ci parlano di una realtà elettrificata e iperconnessa. Quella in cui viviamo. Of course... Domenico Quaranta 
 
pubblicato
Il mondo è pieno di cavi. Cavi e prese infestano i nostri interni, s'insinuano fra mobili ottocenteschi, guizzano fra i piedi di scrivanie Ikea. Spesso cerchiamo di nasconderli, murarli, tanto per motivi estetici quanto per non inciamparvi la notte. Miltos Manetas è stato il primo a rivelarne l'intrinseca eleganza, ma non è certo l'unico. Una nuova estetica del cavo è in formazione, e spetta ai son:DA fissarne imperituramente il ricordo, potremmo dire parafrasando –con la dovuta ironia– il buon Breton. Dalla svolta del secolo, il duo sloveno porta avanti un lavoro rigoroso e coerente con una molteplicità di media diversi, dipingendo un ritratto convincente del nostro mondo elettrificato e iperconnesso attraverso la pittura, il video, l'installazione e la performance. I loro quadri –disegni tracciati in punta di mouse con Photoshop, e poi stampati su tele di grandi dimensioni– sono forse la parte più sorprendente del loro lavoro, non tanto per la loro straordinaria perizia tecnica, quanto per la loro forza allegorica, che gli consente di giocare con la tradizione della pittura con un’ironia e leggerezza che colpirono anche il compianto Szeemann. La loro alta definizione si scontra con l'approccio low-tech, sporco e analogico delle loro installazioni, a cui spesso si accompagnano: metri e metri di cavo fissati col nastro isolante nero a tutte le superfici di un interno, che spesso si concludono con jack che interferiscono con l'emissione di schermi che crescono come funghi iridescenti nei posti più impensati, quasi a rievocare la nascita del video e gli esperimenti di un altro compianto, il grande Nam June Paik.
Di questa dimensione di intervento ambientale si sente un po' la mancanza in PLATFORM # 1. Semiconductor + son:DA, anche perché gli interni dello spazio Careof, che ospita la mostra, l'avrebbero autorizzata in pieno; così come dispiace un po' che l'incontro tra questi due collettivi non abbia prodotto un progetto specifico, e si sia limitato ad affiancare, e coordinare, lavori già pronti.
Semiconductor, All the Time in the World, surround sound DVD installation, aprile 2005. Courtesy the artists
Ma a Chiara Agnello, curatrice della mostra, possiamo perdonare questo e altro, in quanto fautrice di un incontro per molti versi necessario, che ci si augura possa produrre altre, più organiche collaborazioni.
Non che i due collettivi abbiano molto in comune: condividono però alcuni temi, come quelli dell'elettricità e delle reti, e soprattutto un atteggiamento, un approccio ai media in cui l'artista collabora con la macchina, o meglio interviene come agente di disturbo in quello che la macchina fa. Il duo inglese Semiconductor, particolarmente attivo nell'ambito della performance audiovisiva –tanto da mettere a punto un apposito software, chiamato Sonic.Inc– sono autori di video che chiamano “sound videos”, a sottolineare il ruolo che il suono ha nel determinare l'immagine. Potremmo dire che sono attratti dall'energia che pervade ogni cosa, se questo non gli attribuisse un'aura di misticismo orientale che non gli appartiene affatto. Particolarmente attratti dal tema della città, sono ugualmente attratti dai fenomeni naturali.
son:DA, room Nr _151, 2005. Stampa al plotter su tela, courtesy the artists
All the Time in the World (2005), il lavoro più monumentale presente in mostra, è una videoinstallazione in cui il paesaggio della Nortumbria è attraversato da scariche di energia, che producono prima dei fuochi fatui, poi delle scosse telluriche che modificano il paesaggio. La vicenda geologica della zona è riassunta da dati scientifici tradotti in suoni, che a loro volta intervengono sull'immagine, condizionandone la staticità. Altre volte l'intervento degli artisti si sovrappone all'elemento reale come forma astratta, senza mediazione; altre ancora la realtà è totalmente generata dal suono. Come nei son:DA, il mezzo, usato con grande consapevolezza, viene superato per costruire la metafora di una realtà attraversata da flussi e correnti, che è quella in cui viviamo.

link correlati
son:DA
Semiconductor

domenico quaranta
mostra visitata il 21 febbraio 2006


PLATFORM # 1. Semiconductor + son:DA - a cura di Chiara Agnello
Milano, C/O careof - Fabbrica del Vapore, Via Luigi Nono, 7 - 20154 Milano
da martedì a sabato, dalle ore 15.00 alle 19.00 - tel. +39 02 3315800
careof@careof.org  - www.careof.org


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