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Fino al 21.VI.2014
Prato-Sarajevo
Sedi Varie, Prato

   
 Prato e Sarajevo: due città e un unico obiettivo, voltare pagina, rinnovarsi, crescere e rigenerarsi partendo da “dentro”  Enrica Ravenni 
 
pubblicato
Risale al 1997 la sigla del gemellaggio tra Prato e Sarajevo, due città molto diverse tra loro per cultura, lingua e civiltà, che in questo momento si trovano a essere molto più vicine di quanto si possa immaginare.
A distanza di vent’anni dal conflitto in Bosnia, quando la capitale fu messa a ferro e a fuoco dalla guerra civile, viene rinsaldata questa liaison con Prato: l’unione dunque di due città con uno sguardo verso il futuro. La prima intenta ancora a "ricostruirsi”, a cancellare gli orrori della guerra, la seconda invece dedita a rinnovarsi a mutare il proprio punto di vista, la propria pelle e la percezione di sé.
È su questa scia che viene proposto il progetto Prato Sarajevo ArtInvasion promosso dalla Regione Toscana, dalla Provincia di Prato e con l’apporto determinante del Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci, la collaborazione di Dryphoto e Kinkaleri e in collegamento con Ars Aevi di Sarajevo.

Prato-Sarajevo ART INVASION ph. Andrea Abati

Attraverso lo scambio e l’attivazione in residenza di dieci artisti under 35 (Francesca Banchelli, Lana Cmajčanin, Gaetano Cunsolo, Emma Grosbois, Lori Lako, Valentina Lapolla, Giacomo Laser e Giulia del Piero, Olga Pavlenko, Bojan Stojčić, Virginia Zanetti) di nazionalità diverse ma che vivono in Toscana o in Bosnia, dall’aprile scorso ha preso avvio il progetto che ha l’intento di proporre una riflessione sul rapporto tra l’arte contemporanea e il territorio di riferimento. La città con la sua gente è dunque il luogo principe per la discussione e lo scambio; gli artisti, infatti sono partiti proprio da lì, sono entrati nelle scuole e negli oratori, hanno promosso laboratori, hanno lavorato sui bus, in strada si sono inseriti nel tessuto urbano; hanno insomma accettato una sfida con la città, con questa si sono confrontati e hanno interagito. Le opere vengono costruite con la città attraverso degli strabismi di sguardi e non per la città, non sono quindi state imposte con autorità.
Si tratta di un progetto altamente performativo che si prospetta ad ampio raggio attraversando una miriade di situazioni, sfumature e percezioni che coinvolgono, il colore, la sonorità, l’immagine, il corpo.
Scopo dell’iniziativa è dunque quello di stimolare dibattiti sulla città e in città attraverso i variegati e molteplici linguaggi dell’arte. 
La realizzazione di un apposito network tra artisti, operatori culturali e cittadini che si concentrasse sulla comunicazione e sugli esiti del progetto ha accorciato i tempi e avvicinato i luoghi favorendo un dialogo continuo e immediato tra gli artisti ospitati e la comunità locale.
La regia e il supporto al progetto è data da due istituzioni del settore il Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato e l’Ars Aevi di Sarajevo che si sono assunte il compito di ridefinire il ruolo dell’arte contemporanea sul territorio e di veicolarne il messaggio e il carattere identitario della città. 
Il 2014 sarà un anno determinate per il Pecci in vista della "rinascita” come Centro per le arti e il conseguente ampliamento degli spazi espositivi e di fruizione, ma sarà anche l’anno di "nascita” dell’Ars Aevi di Sarajevo il cui progetto realizzato a titolo gratuito da Renzo Piano già nel 1999 ha trovato i fondi ministeriali per prendere avvio e un valido e generoso sponsor in Illy caffè che devolverà al museo i proventi della realizzazione di una tazzina in edizione limitata da vendersi in tutto il mondo. Il museo avrà dunque una sede espositiva definita e adeguata per accogliere la collezione con oltre 160 opere donate dai maggiori artisti contemporanei da Michelangelo Pistoletto a Jannis Kounellis, da Joseph Beuys a Braco Dimitrijevi, da Joseph Kosuth a Nan Goldin, da Marina Abramović ad Anish Kapoor.
Il sottotitolo del progetto Prato-Sarajevo è ArtInvasion e, infatti, si tratta di una vera e propria invasione di idee, soluzioni, elaborazioni che gli artisti hanno sviluppato in città, che travalicano le differenze razziali e culturali e che tendono a concentrarsi sul dialogo per superare le diversità. Sono proprio le metodologie utilizzate attraverso le quali il fruitore può interagire che favoriscono questo sviluppo. La città è intesa come un luogo di discussione che, a partire da pratiche e da esperienze condivise, giunge a concepire un modello per la crescita culturale e produttiva e coniuga il pensiero progettuale degli artisti alla valenza pubblica del loro operare.

Enrica Ravenni

Fino al 21 giugno 2014
Prato-Sarajevo Art Invasion
Sedi varie
Prato


 


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