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fino al 30.X.2010
Luce e movimento
Venezia, Signum Foundation

   
 Una mostra celebra la gallerista francese Denise René. E con lei i protagonisti dell’arte cinetica. Che a partire dagli anni ’50 si ricollegarono alle istanze dell’avanguardia costruttivista... Pericle Guaglianone 
 
pubblicato
Non sempre per quei movimenti che hanno fatto la storia dell’arte contemporanea l’apporto determinante è arrivato, come invece si è portati a credere, dalle intuizioni e dalla capacità organizzativa di un critico militante.
La vicenda della cosiddetta arte cinetica, con il suo notevole successo durante gli anni ’60, dovuto principalmente al lavoro svolto dalla Galleria Denise René di Parigi, dimostra chiaramente questa discontinuità, ovvero che in talune circostanze i soggetti propulsivi rivelatisi decisivi sono poi risultati altri rispetto ai critici patentati, anche dal punto di vista dell’indirizzamento teorico.
La piccola ma leggendaria mostra Le mouvement, del 1955, con la quale gli artisti che si ricollegavano all’avanguardia costruttivista anteguerra rubarono definitivamente la scena all’astrazione lirica propugnata dai protagonisti del Tachisme, fu ideata e attentamente costruita (oggi diremmo curata) da Madame Denise René, direttamente in galleria. Alla sua intelligenza e lungimiranza si devono la scelta di puntare su un nucleo di giovani artisti che operavano in aperta contrapposizione con le istanze di matrice espressionista in voga in quel momento, e la capacità di sostenere il fenomeno dell’arte cinetica una volta esploso.
Martha Boto - Déplacement Chromocinetique - 1967 - oggetto + luce - cm 80x80x35
Un decennio più tardi, all’apice del successo internazionale e con la galleria parigina ormai attivissima protagonista in campo (da ricordare, oltre alla mostra del decennale Le mouvement 2, tenutasi nel 1965, quella sui costruttivisti polacchi Wladyslaw Strzemiński e Katarzyna Kobro, cui venne affiancato Kazimir Malevic, del 1957), la consacrazione per l’arte cinetica si ebbe nel 1967, con una collettiva di più ampio respiro, dal titolo Lumière et mouvement, allestita al Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris.
Associata nel titolo al suo passaggio espositivo più altisonante, la mostra veneziana Luce e movimento si occupa del senso complessivo di questa storica esperienza, rendendo omaggio attraverso l’esempio di Denise René al ruolo "creativo” del gallerista di razza e dando conto dell’ampiezza di un discorso che abbraccia pressoché interamente il secolo scorso.
Jesús Rafael Soto - Pénétrable BBL Bleu 1/8 - 1999/2007 - fili di nylon, metallo verniciato - cm 365x460x400 - Signum Foundation, Venezia
Se per un verso è fuori discussione la pertinenza dell’inserimento tra i dieci artisti rappresentati di Werner Graeff e László Moholy-Nagy, già attivi negli anni ’20 in ambito Bauhaus, e di uno come Jósef Robakowski, che invece è stato un protagonista della videoarte negli anni ’70 e ’80, un’altra ipotesi di lettura cui la mostra sembra rimandare, riguarda il debito da parte di molta produzione site specific attuale incentrata sul problema della percezione sensoriale, nei confronti degli ambienti percorribili concepiti da Jesús Rafael Soto e Carlos Cruz-Diez, maestri riconosciuti dell’interazione psico-fisica tra opera e spettatore.
Da segnalare il finissage-evento con la proiezione di un film d’artista commissionato a Delfina Marcello, intitolato Inside, che racconta e documenta la mostra.

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pericle guaglianone
mostra visitata il 7 agosto 2010


dal 22 maggio al 30 ottobre 2010
Luce e movimento / Lumière et mouvement
a cura di Grzegorz Musial e Franck Marlot
Signum Foundation - Palazzo Donà

Campo San Polo, 2177 - 30125 Venezia
Orario: mercoledì e sabato ore 15-19
Ingresso libero
Catalogo Marsilio con testi di Grzegorz Musial, Arnauld Pierre, Denise René, Andrzej Turowski
Info: tel. +39 0415289797;
www.signum.art.pl

[exibart]

 


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indice dei nomi: Andrzej Turowski, Arnauld Pierre, Carlos Cruz-Diez, Delfina Marcello, Denise René, Franck Marlot, Grzegorz Musial, Jesús Rafael, Jósef Robakowski, Katarzyna Kobro, Kazimir Malevic, László Moholy-Nagy, pericle guaglianone, Werner Graeff, Wladyslaw Strzeminski
 

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