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Fino al 25.IX.2016
Benvenuto Ferrazzi
Musei di Villa Torlonia, Casino dei Principi, Roma

   
  Flavia Matitti 
 
Fino al 25.IX.2016 - Benvenuto Ferrazzi - Musei di Villa Torlonia, Casino dei Principi, Roma
pubblicato

Carceri, manicomi, cimiteri, sono questi alcuni dei soggetti prediletti da Benvenuto Ferrazzi (1892-1969), pittore originale, sorprendente e affascinante, fino a oggi sconosciuto ai più, ma collezionato da una piccola cerchia di appassionati intenditori come Vittorio Sgarbi, Enzo Cucchi e Andrea Fogli. L’occasione per riscoprire questo artista singolare, definito da Lorenza Trucchi nel 1951 «un surrealista spontaneo», è offerta da una magnifica mostra, curata magistralmente da Laura Moreschini e Valerio Rivosecchi, allestita fino al 25 settembre 2016 nelle sale del Casino dei Principi di Villa Torlonia a Roma. Organizzata dalla Fondazione Oppo in collaborazione con l’Archivio Ferruccio Ferrazzi e l’Archivio della Scuola romana, l’esposizione presenta una sessantina di dipinti e numerosi disegni, accompagnati da documenti e fotografie d’epoca che ripercorrono l’intero itinerario artistico e biografico del pittore. 
Ci si rende conto, allora, che Benvenuto, artista apparentemente naïf, possedeva in realtà una solida formazione. Il pittore, infatti, il cui vero nome era Riccardo, ma che in omaggio a Cellini aveva scelto di chiamarsi Benvenuto, era figlio secondogenito di Stanislao, famoso copista di soggetti religiosi e fratello di Ferruccio, uno dei pittori più noti del periodo tra le due guerre. 

Benvenuto Ferrazzi, Chimera, 1958

L’essere un outsider rispetto al panorama artistico romano è perciò frutto soprattutto del suo carattere irrequieto, ma le sue opere sono apparse con regolarità in tutti i maggiori eventi espositivi della capitale. Alla sua fama di personaggio bizzarro contribuisce, ad esempio, il fatto di aver alloggiato per molti anni da giovane nella camera mortuaria che i frati del convento dei Santi Cosma e Damiano, ai Fori romani, gli avevano messo a disposizione. E del resto il tema della morte è una costante fonte d’ispirazione nella sua produzione, a partire da opere giovanili come l’anarchico Ceccarelli sul letto di morte (1917, ubicazione ignota) fino alle ultime «visioni» degli anni Sessanta. 
Il pittore e critico d’arte Cipriano Efisio Oppo ci ha lasciato di lui un vivido ritratto quando nel 1920 ha recensito su «L’Idea Nazionale» la terza personale dell’amico, allestita presso la Casa d’Arte Bragaglia, luogo d’elezione dell’avanguardia romana: «Il Ferrazzi è uno di quegli uomini strani poco amanti del vivere in società; alto, secco, allampanato, se ne va, ravvolto in un gran mantello, con il suo passo dinoccolato da cammello, con gli occhi aperti e quasi allucinati, per vie deserte e poco illuminate, e vede spettacoli tristi ad ogni canto e sente la profonda malinconia delle povere cose umane dei quartieri popolari». In occasione della mostra Laura Moreschini ha curato anche la prima monografia dedicata al pittore, un prezioso volume edito da Artemide, con presentazione di Valerio Rivosecchi, dal titolo Benvenuto Ferrazzi (1892-1969). Il ‘Realismo fantastico’ tra le avanguardie del Novecento.

Flavia Matitti
mostra visitata il 30 giugno

Dal 25 maggio al 25 settembre 2016
Benvenuto Ferrazzi
Musei di Villa Torlonia
Via Nomentana 70 - 00161 Roma
Orari: da martedì a domenica ore 9.00-19.00
Info: www.museivillatorlonia.it

 


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