pubblicato mercoledì 19 aprile 2006Terzo appuntamento con l’
infinito alla NT Art Gallery. In una doppia personale tutta indiana. Il titolo è quanto mai coerente:
1001 rupie, a rappresentare il superamento di un numero pari, che si spinge oltre rimettendo tutto in discussione.
È proprio un’autocritica, una denuncia dello stato delle cose, il soggetto principale delle ultime opere di
Davide Grazioli (Milano, 1972). Alla sua seconda mostra presso la galleria bolognese, Grazioli si appropria dei concetti spirituali della cultura orientale e si trasforma in un tramite per renderci partecipi dell’ineluttabilità del nostro vivere occidentale. La nostra frenesia, la nostra schizofrenia consumistica, il nostro essere convinti di essere al centro di tutto ciò che ci circonda, sta causando, secondo questa teoria, un sempre maggiore distacco dai valori primigeni: la vita e il rispetto per ogni sua forma. Il tema trattato è apparentemente ambientalista: gli animali in via di estinzione e la tigre come animale simbolo, vittima di bracconaggio e scandaloso sacrificio in nome di immaginarie virtù afrodisiache. In realtà, Grazioli va oltre. Con i suoi collage di santini induisti e buddisti multicolore, con le sue statuine d’incenso raffiguranti rinoceronti, elefanti e tigri, sottolinea quanto l’animale, come ogni forma di vita, sia divino, tanto quanto il soggetto di ogni intima preghiera. L’animale è degno di rispetto, perché in lui sono instillate gocce di divino che noi tutti esseri viventi portiamo dentro. L’immagine dell’animale è quindi posta su un altare, circondata da profumati petali di rosa bianca; la tigre è disegnata su drappi di stoffa appesi ad un filo in forma di preghiera.

Con il rito simbolico del rogo di statuite di incenso, Grazioli denuncia il suo e il nostro Occidente, prega perché non si giunga a conseguenze irreversibili e tenta di scuotere l’osservatore a reagire e a voltare pagina verso un infinito più cosciente.
1001 rupie è un progetto che include anche l’artista indiana
Asma Menon (Chennai, India, 1961) alla prima esperienza espositiva in Italia. L’artista ha fatto suo, come Grazioli, l’impegno sociale (è stata insignita del Cristies Award, premio attribuito anche a Madre Teresa di Calcutta). Attraverso sgargianti tele, decorate come tessere di un grande mosaico, che devono essere osservate con attenzione nei loro infiniti dettagli, la Menon rappresenta il mito attribuendogli un’interpretazione personale tutta femminile. La donna viene rappresentata attraverso icone talvolta zoomorfe. È alata come un uccello, sinuosa come un felino; è simbolo di purezza ma al tempo stesso di piacere. Portatrice di vita, ma anche di sembianze oniriche fantasiose. La teatralità dei suoi gesti e delle sue espressioni ne fanno un’eroina femminista, in grado di portare dentro di sé tutta la forza sottovalutata dal regno maschile. L’uomo c’è, ma è una figura di sfondo, che offre sostegno alla grande protagonista della scena.
alessandra cavazzimostra visitata il 13 aprile 2006
1001 RUPIE- Davide Grazioli e Asma Menon. A cura di Vittoria Coen - dal 12 aprile al 22 maggio 2006
NT Art Gallery, Via del Luzzo 6/c (40125), Bologna
orario: dal martedì al sabato, 11.00 – 13.00 e 16.00 – 20.00 -(possono variare, verificare sempre via telefono)
ingresso libero - info: tel. +39 051237722, fax +39 0512914014 - info@ntartgallery.com - www.ntartgallery.com [exibart]