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fino al 18.III.2007
Franz von Stuck, Lucifero moderno
Trento, Mart

   
 Mentre il Mart di Rovereto dedica una grande mostra alla Secessione viennese di Schiele, nella sede di Trento viene affrontata la figura che fu alla base della sua formazione. Quella del controverso artista monacense... Duccio Dogheria 
 
pubblicato
Il B side della grande mostra roveretana sulla Secessione viennese è l’elegante esposizione dedicata, nella sede del Mart di Trento, al maggior esponente della Secessione monacense, Franz von Stuck (1863-1928), il cui lavoro fu alla base della formazione di Egon Schiele.
L’inquietante sguardo dell’opera d’apertura, un Lucifero (1889-1890) proveniente dalla National Gallery di Sofia e per la prima volta esposto in Italia, sembra non a caso psicologicamente collegato a quello del Ritratto di Eduard Kosmack (1910) dell’artista viennese, uno dei capolavori esposti a Rovereto. Uno sguardo ipnotico, volto contemporaneamente alla classicità e alla modernità; ambivalenze che marcano perfino i numerosi studi di figura, che se da un lato segnano un ritorno alla plasticità del disegno in chiave anti-impressionista, dall’altro poggiano però sulle moderne soluzioni della fotografia. Medium, quest’ultimo, utilizzato dall’artista per indagare pose e gesti di una classicità dinamica, psicologicamente attualizzata. Ben diversa, insomma, da quella pittoricamente ricalcata di un Von Gloeden, le cui fotografie apparvero, negli stessi anni, sulla rivista secessionista Die Kunst für alle, alla quale anche von Stuck collaborò.
Tali fotografie, tutt’altro che facile riempitivo documentario, sono una delle sorprese che questa mostra offre, assieme a un non trascurabile nucleo di dipinti. Tra questi, particolarmente significativo risulta Scherzo (1909), forte di un ritorno a una primitivismo arcadico, immacolato da ogni morale e pregiudizio, profondamente istintivo ed erotico. La classicità rivisitata da tali enfasi, atroci e deliziose, torna anche in altri dipinti, come Oreste e le Erinni (1905), Medusa (1908) e soprattutto nel sensuale Il peccato (1908), che presenta una lattea e avvenente fanciulla a seno scoperto abbracciata da un diabolico serpente. La corniceFranz von Stuck, Lucifero, 1889-1890, olio su tela Sofia, National gallery for Foreign Art dorata di quest’ultimo dipinto, a foggia di tempietto dorico con colonne rudentate, sottolinea inoltre tra le righe l’interesse secessionista per le arti applicate, alle quali von Stuck si dedicò soprattutto in campo grafico, collaborando a importanti riviste illustrate, su tutte Fliegende Blätter.
Gustosi i progetti grafici esposti, destinati a ingentilire menu ed altri ephemera cartacei, raccolti nel 1896 in un album pubblicato dall’editore Gerlach & Schenk di Vienna. Altri disegni, dal taglio più accademico e pittorico e realizzati a carboncino e a sanguigna, documentano invece l’attenzione dell’artista per il dettaglio anatomico, per la gestualità e la postura.
Alcuni ritratti -da quello inciso della madre a quello pittorico del direttore di musica Hermann- testimoniano infine la fama che von Stuck si guadagnò in questo genere, anche se è nella dimensione al di fuori del contingente e della storia, nella dionisiaca spensieratezza di opere come Girotondo, che l’artista dà il meglio di sé.

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duccio dogheria
mostra visitata il 10 novembre 2006


Franz von Stuck, Lucifero moderno
a cura di Alessandra Tiddia e Sergio Marinelli
Trento, Mart – Museo d’arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, Palazzo delle Albere, via R. da Sanseverino, 45
mar-dom 10.00-18.00 - ingresso intero € 5,00, ridotto € 3,00, biglietto unico con le mostre di Rovereto €10 - Catalogo Skira - tel. 800.397760 - 0461.234860
fax 0461.234007 - www.mart.trento.it - info@mart.trento.it


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2 commenti trovati  

09/01/2007
passaparola
http://domenico-schietti.blogspot.com/
La dottrina di Dio, quella di Lucifero.... e quella di Schietti

Ho chiesto a Schietti (l'inventore del moto perpetuo) un chiarimento sulla dottrina Luciferiana, quella di Dio e... quella di Schietti:

In realtà succede cosi... mentre Dio più è stronzo e più viene supplicato di essere buono, e i fedeli gli ubbidiscono in tutto e per tutto nella speranza che sia buono almeno per qualche attimo ogni tanto, o che lo diventi nel momento della propria morte concedendo il paradiso...

nella dottrina luciferiana, più Lucifero è stronzo,e più i fedeli lo supplicano che diventi ancora più stronzo. Quindi quando Lucifero fa de male, tutti inneggiano che ne faccia ancora di più. Ed i fedeli quando subiscono una punizione, ne invocano subito un'altra. Gi adepti non vogliono che Lucifero sia buono con loro, ma cattivo, cattivissimo. Esser uccisi da Lucifero è una grande aspirazione. Nelle messe di Lucifero si invoca la sofferenza, la morte, la distruzione per sè e per gli altri.

Inevitabilmente il gioco di Lucifero conduce all'autodistruzione perchè seminando ogni volta sempre più morte e distruzione, alla fine si uccide e si distrugge tutto.... quello che sta accadendo nel mondo.

Molto più bello e divertente è puntare alla soddisfazione ed alla gioia di tutti.

La felicità non è vero che annoia, bisogna avere solo un po' di fantasia.

Per esempio quando fa molto freddo stare accoccolati davanti al fuoco di un caminetto... quando fa molto caldo bere una bibita fresca... quando si è ghiotti di qualcosa farsene una scorpacciata e poi niente per un mese o due e poi farsene una nuova scorpacciata.

Viaggiare, essere in forma, imparare qualcosa di nuovo, fare spettacoli di danza, teatro... competizioni sportive. Bisogna seguire i ritmi delle stagioni e della natura conducendo una vita sana, semplice senza false aspettative.

Ma la cosa più bella del mondo è aiutare gi altri: vivi e aiuta a vivere!


27/11/2006
lusc, roma
complimenti per l'articolo, dettagliato e chiaro. Fa davvero venir voglia di andare a vedere la mostra

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