28 giugno 2007

arteatro_festival Uovo Performing Arts Festival

 
Puntuale come sempre è tornato UOVO, progetto indisciplinato sulla contemporaneità delle arti performative. Pianoforti in miniatura, un torrenziale Pannella in audio e una coinvolgente ricostruzione dell’Olocausto…

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Giunto alla sua quinta edizione, UOVO – Performing arts festival conferma la sua vocazione nomade e invade nei nove giorni di programmazione i luoghi dell’arte, della moda, del design, del clubbing milanese. UOVO 2007, in tono minore per la mancanza di supporti finanziari adeguati ad un evento che si pone tra i più stimolanti della scena nazionale, segue la tendenza consolidata nelle scorse edizioni di ospitare artisti famosi e non, intrecciando arti visive e plastiche, teatro, danza in una pluralità di spazi cittadini: stupore, curiosità, insolito. Folta la schiera degli artisti italiani: dai due anziani romagnoli da balera di Francesca Grilli con Arriverà e ci coglierà di sorpresa, al contributo audio di un Pannella torrenziale di Nark Bkb con Giacinto Pannella, detto Marco. Dal gallo-scorpione di Teodora Castellucci con à elle vide all’ipnotica video-installazione di Carloni e Franceschetti Voyage au bout de la Nuit (i due video-artisti che collaborano da anni con la Socìetas Raffaello Sanzio). Un’attenzione particolare è stata riservata quest’anno al rapporto danza-musica, offrendo l’opportunità di esibirsi agli esponenti delle due discipline. E se lo spettacolo Speaking Dance, capitolo terzo di una trilogia del coreografo inglese Jonathan Burrows e del compositore italiano Matteo Fargion, è stato annullato all’ultimo momento per motivi personali, l’onore di aprire il festival è spettato ad un gradito ritorno di UOVO, Xavier Le Roy. Il coreografo francese, promotore del provocatorio filone francese della non-danse, incontra il musicista e compositore tedesco Helmut Lachenmann e spinge la sua ricerca ad indagare le possibilità del corpo danzante attraverso la dissociazione tra suono e movimento.
Hotel Modern, History of the World, Part Eleven
A rinverdire i fasti di John Cage e delle sue bizzarrie musicali ci ha pensato l’austriaca Isabel Ettenauer, originale pianista che, negli spazi austeri del Museo Diocesano, ha eseguito una performance con i “toy pianos”, pianoforti giocattolo. Il profano Rainbow Club, ha ospitato, invece, il concerto performativo dei Liquid Architecture, band électro-rock parigina, fondata da una figura di spicco dell’arte contemporanea come Jérôme Sans.
Con Kamp, spettacolo tra i più originali del festival, il collettivo teatrale olandese Hotel Modern ha proposto una drammatizzazione dell’Olocausto attraverso la ricostruzione in miniatura del campo di concentramento di Auschwitz. Muovendosi su un terreno “minato” in bilico tra documentario, performance, installazione e video, i visionari artisti nordeuropei hanno materializzato, in una chiave di lettura asettica e plumbea, gli orrori compiuti nel luogo nefasto di Auschwitz. Centinaia di pupazzi in terracotta, più volte utilizzati da questa compagnia nei lavori precedenti, vengono manovrati a vista dagli attori nell’automatica esecuzione delle loro “mansioni” di vittime o di carnefici, conservando sembianze umane molto simili a quelle dell’Urlo drammatico di Munch, ma ulteriormente amplificate dalle riprese in diretta di microtelecamere, inserite dai performer negli interstizi oscuri e bui delle camere a gas e dei cinerei casermoni ricostruiti con scatole di cartone. La sovrapposizione dei linguaggi, dal performativo al cinematografico-documentaristico, attribuisce all’azione scenica una veste sterilizzata, in cui gli attori interpretano il ruolo di Reporter di Guerra e di Grande Burattinaio, conferendo all’opera un impatto emotivo disarmante e deflagrante.
Hotel Modern, Kamp
La stessa modalità scenografica, ma con una resa meno greve, è stata utilizzata per la videoinstallazione degli stessi autori alla Fabbrica del Vapore, History of the World, Part Eleven, dedicata all’11 settembre, dai colori e ritmi propri di un videoclip di MTV, in cui le Torri Gemelle sono irriverenti contenitori di succhi di frutta in tetrapak perforati da modellini di aeroplani, elementi di uso quotidiano protagonisti di una tragedia dai contorni universali.

link correlati
www.insituproductions.net
www.hotelmodern.nl
www.isabelettenauer.com
www.liquidarchitecturemusic.com
www.raffaellosanzio.org

costantino pirolo
spettacoli visti dal 12 al 20 maggio 2007

arteatro è una rubrica a cura di piersandra di matteo


Uovo Performing Arts Festival – V edizione
Dal 12 al 20 maggio 2007 presso IED Moda Lab, Museo Diocesano, Fabbrica del Vapore, DiD studio, Rainbow Club, Triennale di Milano
Direzione artistica: Umberto Angelini
Con il Patrocinio e il Contributo del Comune di Milano, Tempo Libero – Cultura, del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, della Provincia di Milano, della Regione Lombardia – www.uovoproject.itinfo@uovoproject.it


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