14 settembre 2007

fino al 30.XI.2007 Roberto Barni Firenze, Museo Archeologico

 
Sempre in cammino, un perpetuo dinamismo anatomico-psicologico. Le figure di Roberto Barni sfidano qualsiasi legge fisica, si reggono in equilibrio precario su variabili di tensione...

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Un percorso simbolico che da Boboli s’incunea nel centro storico di Firenze, attraversa piazza della Repubblica, il loggiato degli Uffizi e approda al Museo Archeologico. Qui le sculture sembrano trovare la propria casa. Entrano silenziosamente nelle sale e nelle teche del Museo, le dimensioni si riducono e l’anima dell’Ulisse inquieto torna a Itaca. Introduzione significativa, appena dietro i due busti dell’urna del V sec. a.C. dell’Etruria centrale, inizia con Faccia a faccia una dialettica discreta e silenziosa tra grandi tradizioni e grande scultura. I profili bronzei di Roberto Barni (Pistoia, 1939) si fronteggiano e sembrano interrogarsi e comprendersi. Anche se con Impresa l’artista esprime tutta l’ansia e le difficoltà di un’esposizione così complessa. Tra canopi, anfore e buccheri le figure scultoree si “distendono” e si integrano perfettamente con i tesori del passato. Alcune tematiche essenziali dell’opera di Barni si esprimono in questo secondo atto della rassegna Gambe in spalla in tutta la loro forza. La rappresentazione della figura umana, l’espressività che si nutre e si rigenera nel mito, la terminologia musicale che spesso sottolinea l’intimo dinamismo della scultura. E l’Adagio si insinua fra le anfore della sala di Pescia romana (VI sec. a.C.), mentre Scherzo dialoga con i canopi di Chiusi e Atto Muto interagisce con le ceramiche ateniesi.
Le opere di Roberto Barni al Museo Archeologico
Gli uomini di Barni, uomini qualsiasi, anonimi, dispersi nella folla cittadina, le grandi sculture dell’artista che animano Firenze dal 25 giugno scorso, assumono nelle sale dell’Archeologico un’identità possente. I replicanti, prigionieri del pensiero reagiscono all’appiattimento e si apprestano “gambe in spalla” ad una nuova corsa verso la conoscenza.
Si vestono di pathos rappresentativo, accolgono lo stimolo antico di dar voce e corpo alla figura umana e sembrano sbalzare da fibule e armille. L’uso del rosso e dei riferimenti zoomorfi e fitomorfi li lega con Passione e Remar a quel sottile filo che percorre impercettibile tutta la storia dell’arte. Splendida la sala dove Sadovasomaso ossequia ed omaggia con le due figurine che si aggrappano in contrapposizione a un vaso cilindrico l’avvincente bellezza del Vaso François (570 a. C.).
Il colore, sempre rosso, torna nei disegni esposti nel corridoio tra il primo e secondo piano del Museo. Pochi ed essenziali tratti delineano volti e forme. Sottolineano e testimoniano l’importanza della pratica del disegno nel lavoro dell’artista.
Le opere di Roberto Barni al Museo Archeologico
L’ultimo evento della rassegna si aprirà sabato 29 settembre a Le Pagliere con l’esposizione di sculture e dipinti di grande formato e la presentazione del volume edito da Cambi Editore, con testi di Alberto Boatto, Lóránd Hegyi e Maurizio Vanni che documenta le opere installate nei vari luoghi scelti per l‘esposizione.

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daniela cresti
mostra visitata il 7 settembre 2007




dal 7 settembre al 30 novembre 2007
Roberto Barni – Gambe in spalla – Sculture e dipinti
Museo Archeologico, piazza S.S. Annunziata, 6 – Firenze
Orario: lunedì 14.00 – 19.00; martedì e giovedì 8.30 –19.00;
mercoledì, venerdì, sabato e domenica 8.30 – 14.00

Altre sedi: 25 giugno – 30 ottobre 2007
Sculture Monumentali: Giardino di Boboli, Piazza Pitti, Piazza della Repubblica, Piazzale della Galleria degli Uffizi
Orario del Giardino di Boboli: 8.15 – 19.30 da giugno ad agosto; 8.15 – 18.30, settembre; 8.15 – 17.30, ottobre. Escluso il primo e l’ultimo lunedì del mese.

dal 29 settembre – 30 novembre 2007
Le Pagliere, viale Machiavelli 24
Orario: tutti i giorni 9.00 – 18.00.

Per Informazioni: Galleria Alessandro Bagnai, Tel. 055 6802066
Galleria Poggiali e Forconi, Tel. 055 287748
Ufficio stampa: Davis & Franceschini – Lea Codognato – Caterina Briganti
Tel. 055 2347273 – fax. 055 2347361 – e-mail: davis.franceschini@dada.it


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