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A Roma le fiere erano in realtà tre. Anzi, una era una Unfair...

   
   
 
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57875Si sta pian piano affermando come una delle realtà più dinamiche ed aggressive della scena romana, negli ultimi giorni sotto i riflettori per le due fiere che erano al debutto. E proprio 1:1projects - piattaforma per la creazione, lo sviluppo, la produzione e la promozione di progetti nell'ambito della cultura contemporanea - ha prodotto The Unfair Fair, progetto sperimentale ospitato dallo spazio Loto Arte, in cui ogni giorno si avvicendavano esperimenti, performance, lavori e idee, e dove alle politiche del mercato si sostituivano le poetiche del gioco. Curata da Cecilia Canziani e Vincent Honoré, in collaborazione con Athéna Panni e Ines Musumeci Greco, l'iniziativa ha centrato in pieno i suoi obbiettivi, con file di visitatori a tutte le ore per scoprire le proposte di un ricco ed eterogeneo gruppo di artisti, fra i quali Navin Rawanchaikul, Lili Reynaud-Dewar, Francesco Arena, Bik van der Pol, Ursula Mayer, Jacob Dahl Jürgensen, Haris Epaminonda, Ra di Martino, Goldiechiari, Sandrine Nicoletta.

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indice dei nomi: Athéna Panni, Bik van der Pol, Cecilia Canziani, Francesco Arena, Goldiechiari, Haris Epaminonda, Ines Musumeci Greco, Jacob Dahl Jürgensen, Lili Reynaud-Dewar, Navin Rawanchaikul, Ra di Martino, Sandrine Nicoletta, Ursula Mayer, Vincent Honoré
 

1 commento trovato 

06/03/2008
marcello carriero, italia
Nello scambio nord - centro, tra Bellini e Casiraghi, il sistema fieristico a Roma ha puntato sulla missione valorizzatrice, da una parte sfruttando la bizzarrìa del contrasto, dall'altro la disseminazione nell'antico per allestire una specie di wunderkammer.
Unfair fair,invece, leggera, veloce pret - à - porteter dell'arte che si poteva acquistare in un negozio fronte strada, ha puntato sul senso dialettico e dialogico tra pubblico e l'arte evitando il corpo "pesante" dell'arte è stato piuttosto un check up del corpo pensante dell'arte. Sembra che 1:1 abbia fatto centro un'altra volta!


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