Manifesta7 - Rovereto - Principle hope 3068 utenti online in questo momento
exibart.com
 
community
Express
19/01/2019
David Bowie è stato nominato dal pubblico del Regno Unito il più grande entertainer del XX secolo
19/01/2019
L’Urlo di Munch in bianco e nero, arriva a Londra
18/01/2019
Daniel Pennac non è gradito a Empoli: polemica per l'invito dello scrittore francese che difese Cesare Battisti
+ archivio express
Exibart.segnala
Blog
recensioni
rubriche
         
 

Manifesta7 - Rovereto
Principle hope

   
 Una mappa per segnalare le tracce degli impulsi della trans-località. Una strada per creare strategie temporanee. Il principio speranza di Budak è il mezzo per articolare un mondo migliore. Una scommessa per il futuro sostenibile di un'Europa che incalza... francesca baboni 
 
pubblicato
Come parlare di regionalismo in termini critici? Come trascenderlo? Questo si chiede il curatore Adam Budak, focalizzandosi su Rovereto, città che ha dato i natali ad Antonio Rosmini, autore dei Principi di scienza morale, e al Fortunato Depero della Ricostruzione futurista dell'universo. Il principio è infatti l’argomento cardine della sua poetica espositiva, e la speranza fattore determinante, emozione militante, impulso che dà l'avvio a un moto riflessivo.
Budak s’ispira al principio speranza di Ernst Bloch per mostrare i desideri di una cinquantina di artisti che, attraverso lo studio delle politiche di narrazione comune, mostrano un orizzonte di possibilità. Speranza come docta spes, desiderio di sostenibilità. Suddiviso in due spazi -non a caso edifici storici recuperati per l'occasione-, quello multiforme dell'ex Manifattura Tabacchi e quello più lineare dell'ex fabbrica Peterlini, il percorso si snoda tra opere video e installazioni che cercano di sviscerare un pensiero comune, di porre una nota a una realtà in divenire, solo in parte cogliendo il punto.
Tasto dolente è un'eccessiva dispersione. Negli spazi articolati dell'ex Manifattura, non essendovi un percorso sistematico, si perdono le connessioni tra un'opera e l'altra, e la mostra perde di organicità. Una suddivisione per sezioni tematiche avrebbe forse reso i lavori più fruibili da parte del pubblico. Ma la qualità della scena europea è decisamente buona, e gran figura fanno -finalmente, si può dire- gli italiani, dal livello qualitativo decisamente alto.
Anna de Manincor per ZimmerFrei - Ghost Track (Vertigo) - 2007 - courtesy Monitor, Roma
Molto valida l'opera di Alterazioni Video, che s'interroga sulle architetture siciliane rimaste incompiute con una decisa critica ai sistemi di potere; Zimmerfrei crea una sintesi particolare della disunità politica e culturale, ispirandosi alle atmosfere della Donna che visse che due volte di Hitchcock; Rä di Martino mette in scena, con una duplice visione, un attore che prova il proprio ruolo nel deserto come fosse un luogo immaginifico, con una giacca accanto a fargli da spalla. Nico Vascellari e Deborah Ligorio ragionano invece sull'identità di un paesaggio reale o immaginato, l'uno riproducendo un'ambientazione naturale con suoni orchestrati per sequenze apparentemente casuali, l'altra viaggiando nella memoria del Trentino, tracciando i caratteri di una scomparsa, rievocando il progetto di un lago artificiale, senza mai abbandonare la criticità verso le politiche ambientali.
Gli stranieri giocano sul contesto politico, come il giovane Igor Eskinja, il cui tappeto di polvere manifesta una resistenza contro le narrative dominanti dell'apparato istituzionale, o Christian Müller, che si veste da escursionista e attraversa i confini austriaci illegalmente per otto volte, sondando la loro funzione come barriera verso l'ex blocco sovietico. Curioso anche il lavoro di Tim Etchells, che dialoga con un gelataio locale e un critico d'arte su come i linguaggi dell'arte possano creare nuovi gusti, mentre nella corte della Manifattura un carretto dà al visitatore la possibilità di assaggiare quegli stessi gusti creati dalla fantasia dell'artista.
Tatiana Trouvé - Sans titre - 2007
Interessante anche alcuni interventi contestuali. In particolare, nell'ampio locale dell'ex Peterlini, si segnala il lavoro di Johannes Vogl, che ha creato spioncini attraverso la parete per mostrare parti non ancora restaurate dell'edificio, un vero esempio site specific di riuso e rivalorizzazione del luogo. Il visitatore ha infatti la possibilità di vedere e apprezzare spazi non utilizzati, trasformando il principio speranza, come scrive Budak, nella “fantasia di una regione ancora da conoscere”.

articoli correlati
Manifesta7, la mostra a Fortezza

francesca baboni
mostra visitata il 17 luglio 2008


dal 19 luglio al 2 novembre 2008
Manifesta 7 - Principle hope
a cura di Adam Budak
Manifattura Tabacchi
Piazza Manifattura, 1 - 38068 Rovereto (TN)
Ex-Peterlini
Via Savioli, 20 - 38068 Rovereto (TN)
Orari: da lunedì a domenica ore 10-19; venerdì ore 10-21
Ingresso: € 15
Catalogo Silvana Editoriale
Info: tel: +39 0461493670; info@manifesta7.it; www.manifesta7.it


[exibart]
 


strumenti
inserisci un commento alla notizia
vedi la scheda tecnica dell'evento
versione in pdf
versione solo testo
le altre recensioni di francesca baboni
vedi calendario delle mostre nella provincia Trento
registrati ad Exibart
invia la notizia ad un amico
indice dei nomi: Adam Budak, Alterazioni Video, Christian Müller, Deborah Ligorio, Fortunato Depero, Igor Eskinja, Johannes Vogl, Nico Vascellari, Rä di Martino, Tim Etchells, Zimmerfrei
 

3 commenti trovati  

26/07/2008
Giovanno Ratti
Vabbe' Mango, gli artistini autoctoni ci devono stare sennò chi paga il conto alla fine?

25/07/2008
Mango
fantastici spazi, ma troppi lavori; risultato? tutto sembrava esser stato fatto da un solo artista (almeno a Rovereto).
una manifesta abbastanza piatta.
e con i soliti artistini italiani.



25/07/2008
krippo
I lavori di Alterazioni Video e Ra di Martino sono vecchi, terribilmente vecchi!!
In una manifestazione come Manifesta dovrebbe essere OBBLIGATORIO presentare lavori inediti!


Il navigatore dell'arte
trovamostre
@exibart on instagram