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fino al 16.I.2009
Davide Tranchina
Milano, Nicoletta Rusconi
Come un notturno stellato riflesso nel fondo di un lago immenso e profondo. Un attimo irripetibile, sottratto al flusso di un tutto apparentemente immobile. Eppure in moto perpetuo...
pubblicato lunedì 11 gennaio 2010
È la luce la vera protagonista di Big Bang di Davide Tranchina (Bologna, 1972; vive a Milano e Bologna), personale composta da un ciclo di opere inedite in cui l’artista intraprende una strada sperimentale dell’uso della fotografia. “Sono close up in bianco e nero di grande formato”, spiega la curatrice Marinella Paderni, “ottenuti scansionando le impronte di luce lasciate su carta fotosensibile da oggetti di uso quotidiano posti a ‘contatto’. Un eterno ritorno all’atto primo della fotografia, la magia della luce che fissa l’impronta di un oggetto senza la mediazione dell’apparecchio fotografico”.
Lo strumento è proprio la luce. Così, sfruttandolo sapientemente, Tranchina si fa demiurgo d’immagini, portando decisamente in avanti il suo cammino artistico e tracciando inoltre un’interessante parabola intorno alla storia del medium. Dalla camera oscura alle più sofisticate tecniche contemporanee, per un universo mutante e mutevole, che sempre alla luce deve la sua anima.
Ci sono antichi velieri (In altro mare), esplosioni inquietanti (Fungo atomico), galassie immense da scoprire (la serie Big Bang). Un corpo sintetico ma affascinante di opere che modellano il percorso fotografico allestito alla Galleria Nicoletta Rusconi.
In questa “grande esplosione” di luce in bianco e nero è da segnalare l’installazione che conduce lo spettatore in un momento di piacevole interazione. Si accede in una “buia caverna” attratti da un chiarore che squarcia le tenebre, come naufraghi di un vascello fantasma. Così, in un notturno stellato riflesso nel fondo di un lago, non sarà difficile ritrovarsi e specchiarsi, scrutandone l’insondabile profondità.
Davide Tranchina - Big Bang - veduta della mostra presso la Galleria Nicoletta Rusconi, Milano 2009
L’intento di Tranchina è forte, perché punta a liberare la visione oltre la “caverna” delle apparenze. L’obiettivo è sollecitare lo sguardo oltre il visibile, perché ogni cosa ha il suo doppio. Tutto ciò che appare porta con sé una parte illuminata e un lato in ombra. “È un eterno vedere nella fotografia”, sottolinea Paderni, “la ‘scomparsa’ di un oggetto. E guardarlo riapparire sotto forma di immagine latente, indiziale, generando un processo di apparizione e rivelazione di quelle realtà essenziali che sfuggono normalmente allo sguardo umano”.
Ogni immagine fissata sul supporto nega una riproduzione mimetica del reale. Attraverso la fotografia, Tranchina si fa creatore di un’altra realtà. Ogni opera diventa impronta di una presenza che ora non è più tale e forse mai lo è stata. Ogni immagine è l’ombra di qualcosa di cui non possiamo avere certezza. Come la traccia di un sogno. Una memoria fatta di chiaroscuri impalpabili.
Davide Tranchina - In altro mare - 2009 - stampa true giclée su dibond - ed. di 5+2 p.d.a.
Una foto è sempre invisibile: ciò che vediamo non è lei”, scriveva Roland Barthes.

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dal 17 novembre 2009 al 16 gennaio 2010
Davide Tranchina - Big Bang
a cura di Marinella Paderni
Galleria Nicoletta Rusconi
Corso Venezia, 22 (zona Palestro–San Babila) - 20121 Milano
Orario: da martedì a venerdì ore 15-19; sabato su appuntamento
Ingresso libero
Catalogo disponibile
Info: tel. +39 02784100; fax +39 0277809369;
info@nicolettaruscon.com; www.nicolettarusconi.com

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