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fino al 30.I.2010
Arnaldo Pomodoro
Roma, 20ArtSpace

   
 Come una termite ha costruito scavando nella materia. Ha scritto nella purezza delle forme assolute la violenza dell’azione che erode e svela. Pomodoro a Roma, per inaugurare una nuova galleria... alessandro iazeolla 
 
pubblicato
Nel linguaggio di Arnaldo Pomodoro (Morciano di Romagna, Rimini, 1926; vive a Milano) è stata universalmente riconosciuta una delle più efficaci espressioni della scultura contemporanea. Le sue opere governano e scandiscono lo spazio nel quale sono collocate e si fanno di volta in volta oggetto urbano o architettonico. Ovunque siano: al MoMA di New York o in una piazza di Mosca, Copenhagen, Dublino, Brisbane, Roma, Milano.
È proprio nella Milano della fine degli anni ’50 che Pomodoro inizia a delineare il suo percorso, frequentando artisti e uomini di cultura come Lucio Fontana, Enrico Baj, Ugo Mulas, differenziandosi gradualmente del fratello Giò Pomodoro. Iniziano le assidue frequentazioni degli Usa, dove incontra Mark Rothko, Barnett Newman, Robert Rauschenberg, Andy Warhol, e dove ottiene enorme successo già dalla prima personale di New York del 1965, che segue di poco il premio della Biennale di San Paolo del 1963 e quello nazionale di scultura della Biennale di Venezia del 1964.
L’instancabile attività di Pomodoro, attentamente seguita dal compianto Giovanni Carandente, cui la mostra è dedicata, sarà poi contrassegnata da numerosi altri premi internazionali.
Per la galleria 20ArtSpace, dunque, questa importante esposizione non poteva costituire più efficace incipit per segnare l’inizio del proprio discorso sull’arte, in uno spazio di circa 400 mq a due passi dal Quirinale, ben strutturato e articolato, e alla cui conformazione finale ha contribuito lo stesso Pomodoro nella fase d’ideazione della mostra.
Arnaldo Pomodoro - Disco in forma di rosa del deserto - 2006 - bronzo - diam. cm 70 - courtesy 20ArtSpace, Roma - photo Aurelio Barbareschi
Vi sono esposte oltre venti grandi fusioni in metallo, scelte direttamente dall’artista per descrivere lo sviluppo della propria ricerca. La collezione inizia con La colonna del viaggiatore del 1960, testimone delle suggestioni evocate da Brancusi, Klee e Dubuffet, e suggerite anche dalla formidabile erosione dei solidi euclidei, come Colonna (1962) e Il cubo (1962-63).
L’azione di dissoluzione culmina con lo smembramento e la scomposizione totale della materia nei grandi bronzi Soglia, dedicato alla memoria dello scultore basco Edoardo Chillida, e Colpo d’ala, un bagliore futurista in omaggio a Boccioni.
Ma è forse nei progetti delle opere più imponenti che si coglie maggiormente il senso d’appropriazione profonda dello spazio, che si trasforma e si arricchisce in funzione della scultura che ospita. Così è nel bozzetto per la Porta dei Re del duomo di Cefalù, rimasto tuttora non realizzato, e nel modello della colonna Novecento, voluta dal Comune di Roma per il nuovo millennio e collocata, nella sua reale altezza di 21 metri, all’Eur.
Arnaldo Pomodoro - Porta dei Re del Duomo di Cefalù. Studio - 1997-98 - bronzo e ferro cm 106x100x80 - courtesy 20ArtSpace, Roma - photo Giorgio Boschetti
Esempi in cui scultura, paesaggio urbano e architettura si integrano, costituendosi come cifra assoluta della sua arte.

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Galleria 20ArtSpace

Via XX Settembre, 122 (zona Quirinale) - 00187 Roma

Orario: feriale ore 10-20; domenica su appuntamento

Ingresso libero

Catalogo con testo di Luciano Caramel

Info: tel. +39 064824334; fax +39 064873062;
info@20artspace.it; www.20artspace.it

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