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fino al 28.III.2010
Arte Povera
Varese, Villa Panza

   
 Dal Mart a Villa Panza, capolavori e rarità dell’Arte Povera. Dialoghi da brividi fra architettura, collezione permanente e i capolavori di Pistoletto, Paolini e soci... Stefano Castelli 
 
pubblicato
Dopo l’eccellente, intima mostra su Morandi, Villa Panza e il Mart tornano a collaborare con la mostra sull’Arte Povera. Una selezione delle opere poveriste della collezione del Mart arriva così in prestito a Biumo Superiore, e l’occasione è davvero unica. Vedere le creazioni di Pistoletto, Anselmo, Paolini e compagni collocate nelle sale della villa, in dialogo con le opere minimaliste del conte Panza, dà sensazioni che ricordano da vicino la vertigine.
Se le opere nelle Scuderie - di grandissimo livello - appaiono leggermente sacrificate, le cinque opere esposte al primo piano della villa sono valorizzate come poche volte accade all’Arte Povera. Un’arte che è in sé dialettica e che quindi, più che tollerare, necessita di luoghi fortemente connotati che ne amplifichino l’eco. L’immensa portata del movimento è illustrata a campione, con uno o due lavori per artista. Pier Paolo Calzolari - Scala 2000 lunghi anni lontano da casa - 1969 - struttura ghiacciante (scala) in ottone e rame, piombo, tubi fluorescenti azzurri, motore frigorifero, trasformatore - cm 270x43,5x65 / 120x90 ca. (vasca di piombo) - Mart, Trento-Rovereto - courtesy Ileana SonnabendMa l’idea complessiva che la mostra restituisce è davvero indicativa, sia quando seleziona capolavori, sia quando propone opere poco viste o eccentriche nel corpus dei singoli artisti.
La citazione classica spezzata in due di Paolini contesta e assieme valorizza l’eleganza delle sale della Villa: un tocco di postmoderno che non distrugge ma eleva, cui si affiancano la stella archetipica di Zorio, l’autosufficienza dei materiali di Penone e l’installazione di Pistoletto. Un’opera quasi ottimista, quest’ultima: lo spettatore si riflette negli specchi inglobati nei tronchi, la progressione dal chiuso allo spalancato mima la fioritura delle possibilità individuali negata dalle gabbie della modernità. Un’idea moderna del senso di elevazione che può ispirare un’opera d’arte, non spiritualistica né lirica, ma mediata dalla contingenza storica.
Una mostra rigorosa, spettacolare e ben fatta, dunque. Ma, sia detto a margine, stupisce ancora una volta la completa rimozione di un aspetto fondamentale dell’Arte Povera: quello politico. L’uso di materiali quotidiani, poveri e naturali non è solo una scelta stilistica o interna al dibattito sulle forme artistiche. È un abbassamento di tono che significa riappropriazione del linguaggio, del mondo e della sua rappresentazione; la prescrizione di un ritorno all’autodeterminazione dell’individuo. Anche i testi critici in catalogo, peraltro ottimi, sorvolano su quest’aspetto, presente a livello programmatico nelle intenzioni del movimento poverista.
Michelangelo Pistoletto - Orchestra di stracci. Quartetto - 1968 - stracci, vetro, cemento e bollitori - misure variabili - Mart, Trento-Rovereto
Tornare su questo aspetto è oggi necessario e urgente, soprattutto ora che i vari tentativi di costruire un’arte governativa dichiarano di voler confinare l’Arte Povera nel dimenticatoio. Un’ottima occasione per questa revisione critica potrebbe essere la gigantesca mostra annunciata per la seconda metà del 2011 e curata da Germano Celant.

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stefano castelli
mostra visitata il 16 dicembre 2009


dal 16 dicembre 2009 al 28 marzo 2010
Arte Povera: energia e metamorfosi dei materiali
a cura di Gabriella Belli e Anna Bernardini
Villa Menafoglio Litta Panza
Piazza Litta, 1 (loc. Biumo Superiore) - 21100 Varese
Orario: da martedì a domenica ore 10-18 (ultimo ingresso ore 17.30)
Ingresso: intero € 10; ridotti € 5
Catalogo Silvana Editoriale
Info: tel. +39 0332283960; fax +39 0332239669; faibiumo@fondoambiente.it


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