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Ted Stoffer & Sayaka Kaiwa

   
 Al Festival Equilibrio di Roma, Stoffer e Kaiwa presentano il loro primo duo: Under Erasure. Studio dell'identità attraverso processi di scrittura e cancellazione, lo spettacolo vive di una danza a metà fra istinto animale e puro artificio... matteo antonaci 
 
pubblicato
Under Erasure, lo spettacolo creato per il Festival Equilibrio di Roma dai coreografi Ted Stoffer e Sayaka Kaiwa, interroga il concetto di identità. Possediamo davvero un'identità o siamo piuttosto posseduti dai fattori che la governano? Intorno a questa domanda si interrogano i due artisti, che per dare risposta attingono dalle teorie di Stuart Hall, teorico della cultura e professore di Sociologia alla Open University di Birmingham, secondo il quale il concetto di identità andrebbe visto alla luce di un processo di cancellazione, risolvendosi nel “rapporto tra emersione e capovolgimento”.
Nello scarto costante tra fattori esterni e fattori interni (all’io e al corpo) sta la danza di Stoffer e Kaiwa. Il movimento corporeo è già scrittura di un'identità: plasma spazio e tempo, agisce in queste due dimensioni, poi, in un immediato ribaltamento dei ruoli, ne soccombe. Dunque, in un processo di emissione il movimento scrive le dimensioni in cui il corpo andrà ad agire e in un processo di immissione assorbe le caratteristiche del luogo spazio/temporale da esso stesso creato. Per sottolineare tale processo di scrittura i due danzatori scelgono uno spazio totalmente spoglio e bianco, reso etereo attraverso l'utilizzo di luci pallide e “dilatato” tramite l'intrusione del fattore sonoro/musicale.
Sul lato sinistro della scena il musicista Johan Van Krej campiona ed elabora suoni elettro-acustici, prima riverbero del movimento corporeo, poi causa di esso. Una sottile linea ironica attraversa l'intera coreografia spezzandola in tre quadri. C'è, sullo sfondo, la dolcezza di un incontro – quello tra i due coreografi, impegnati nella loro prima collaborazione, che deflagra in frammenti di intimità, scomposti e stilizzati all'interno dello spettacolo.
Ted Stoffer & Sayaka Kaiwa - Under Erasure
Ted Stoffer entra in scena, al buio. Illuminato da un rettangolo di luce gelida, compie gesti minimi, impercettibili. Scrive il suo corpo sulla scena bianca come in un processo di nascita: il corpo rannicchiato si annoda, piano si espande, si tiene in piedi, allarga gli arti superiori fino a raggiungere una posizione statica, rigida. Sayaka Kaiwa entra in scena dalla platea, guarda il “suo uomo”, sorride, quindi gli corre incontro scaraventandosi contro il suo petto più volte, fino a penetrare il suo equilibrio, fino a piegarlo, gettarlo a terra. Quindi utilizza il corpo di Stoffer come quello di un manichino al quale dettare posizioni e movimenti. Il danzatore reagisce ai vari input del partner, li asseconda, contorce il suo corpo in gesti minimi, come scariche elettriche che d'improvviso attraversano i suoi arti. È una danza che ha l'istintività dell'animale e la freddezza gelida del robotico, ancora una volta suggerita dallo sfondo sonoro. Come se i danzatori in scena fossero animali intenti ad imitare i movimenti di una macchina artificiale che a sua volta tenta di essere umana.
Un processo di cancellazione e scarti, appunto, in cui l'identità passa tra l'artificio (culturale, sociale e antropologico) e l'istintività primitiva rinchiusa nell'uomo. Istintività che è parte dello scomporsi di quello sfondo descritto precedentemente: in un secondo momento dello spettacolo i performer cercano un contatto più caldo, Kaiwa tocca i genitali di Stoffer mentre il danzatore appoggia una mano sul deretano di lei. Ma quel toccare diventa, ancora una volta, una forma di controllo di un corpo sull'altro. Infine, l'ultimo quadro termina nell'incompiutezza del movimento, cancellato dallo spegnersi delle luci, e di un'identità che si sottrae insieme al terminare dello sfondo sonoro.
Ted Stoffer & Sayaka Kaiwa - Under Erasure
Paradossalmente la principale problematica che affiora osservando Under Erasure è quella di una mancanza di identità del lavoro stesso. Si apprezzano le capacità tecniche dei danzatori, ma rimane più labile il carattere dello spettacolo che si spinge oltremodo in un'estetica gelida, quasi minimale, pretendendo di risolversi attraverso esplosioni ironiche. In questo passaggio Stoffer e Kaiwa finiscono per non mettere a fuoco il loro bersaglio e i tre i quadri prima descritti appaiono come performance isolate e frammentate, gelide e distaccate. Che sia una scelta poetica quella di negare identità ad un lavoro focalizzato su tale concetto? Ciò che rimane è la dolcezza di quello sfondo, di due anime artistiche che si sono incontrare e che hanno deciso di mostrarsi unite.

matteo antonaci
spettacolo visto il 13 febbraio 2010

la rubrica arteatro è diretta da piersandra di matteo


dal 12 al 13 febbraio 2010
Ted Stoffer & Sayaka Kaiwa - Under Erasure
Equilibrio 2010 - Festival della nuova danza

Teatro Studio
Info: www.auditorium.com

[exibart]

 


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