in fumo_ - Satira dell'anarchia 3083 utenti online in questo momento
exibart.com
 
community
Express
17/06/2019
Il documentario dei Beastie Boys realizzato per i 25 anni di “Ill Communication”
17/06/2019
Un bambino di tre anni ha distrutto un’opera di Katharina Fritsch ad Art Basel
15/06/2019
Libri, film, interviste. A Milano, Gucci punta tutto su Harmony Korine
+ archivio express
Exibart.segnala
Blog
recensioni
rubriche
         
 

in fumo_
Satira dell'anarchia

   
 La satira vive. Anche in questo nuovo decennio. Ma le cose cambiano. Sul web, grazie a collettivi autonomi di autori attenti, si sviluppano nuovi movimenti. E in edicola c'è chi, come Il Vernacoliere, ha resistito con intelligenza al vuoto degli anni '90 e ha fatto scuola... Gianluca Testa 
 
pubblicato

Fin dall'Antica Grecia la satira è stata espressione della libertà di pensiero. Un pensiero critico, motivato, intelligente. Capace di mettere al centro le contraddizioni della società e, soprattutto, della politica. Nella nostra storia recente abbiamo avuto esempi rabbiosi e geniali in edicola (Il Male, Frigidaire, Totem, Cuore) e televisivi (dal Pippo Chennedy Show a Tunnel, da Satyricon a Il caso Scafroglia di uno straordinario Corrado Guzzanti). Ma, dopo gli anni '80 e '90, qualcosa è cambiato. Le vignette sono rimaste appannaggio di quotidiani condotti da editori che, più o meno apertamente, hanno spinto per il politically correct. La satira feroce è diventata così satira "allineata". E la televisione ha perso molti dei suoi grandi autori.
Ma c'è anche chi è sopravvissuto. Perché Il Vernacoliere c'era e c'è ancora. Anzi, c'è sempre stato. Il mensile satirico nato a Livorno, tra cronache vernacolari e astuti umorismi, ha saputo parlare al suo pubblico adeguandosi ai tempi. “Vedi, noi siamo liberi pensatori. Non abbiamo da rispettare gli interessi di nessuno", spiega il fondatore, nonché editore e direttore, Mario Cardinali. “Questa”, aggiunge, “è la mentalità dissacratoria tipica livornese mediata dall'intelligenza. Se diciamo le solite parolacce senza riempirle di contenuti, beh, scadiamo sul livello televisivo". Una tavola de La ministronza di Alessio SpataroE qui cita Oreste del Buono, grande ammiratore del Vernacoliere, che definiva la banalità la “vera volgarità del nostro parlare quotidiano".
Ma perché, eccetto Il Vernacoliere, le riviste di satira sono scomparse? “Passato il momento della satira militante, c'è chi è rimasto orfano di qualcosa”, risponde Cardinali. “Dopo il momento d'oro, si presentano nuovi prodotti più per restare a galla che per comunicare. La satira è diventata un business, e ogni editore ha trovato il suo tornaconto". Cardinali continua a pensare che la la satira sia un particolare esercizio critico dell'intelligenza alimentata da una buona dose di passione civile”. A chi dice che la satira è sparita dalle edicole, Cardinali risponde che non è vero. “L'intellighenzia satirica di sinistra ha il vizio di autoincensarsi. Se non ci sono loro, non esiste nessuno". E pensare che la sinistra ha accreditato una funzione politica al Vernacoliere. “Se identificano in noi l'ultima bandiera, significa che si raschia il fondo del barile".
In questo contesto si è addirittura cominciato a discutere delle differenze ideologiche e stilistiche fra la satira di destra e quella di sinistra. “Se una distinzione esiste è perché la destra è in grado di 'mostricizzare' le cose. A volte si prende troppo sul serio. Così viene passata come satira di sinistra l'altra. Quando in realtà ritengo che la satira di sinistra (e così probabilmente ci etichetteranno) forse neppure esiste", commenta Roberto Corradi, direttore responsabile del Misfatto, nuovo inserto satirico che da febbraio esce ogni domenica all'interno del Fatto Quotidiano. “Il giornale”, dice Corradi, “nasce con l'obiettivo di andare al di là della realtà per dare spazio agli aspetti più grotteschi di questo paese, che poi sono la maggioranza. Quello di cui vogliamo parlare lo metteremo in pagina. E non abbiamo né ancore né collocazioni. Tutto, poi, dipende dagli occhi di chi guarda". Tra le firme del Misfatto ci sono, fra gli altri, Flavio Oreglio, Bebo Storti, Dario Vergassola, Stefano Disegni e Maurizio Di Bona, il vignettista conosciuto come The Hand. “L'arrivo del ‘Misfatto’”, spiega Di Bona, “è un ottimo segnale di vitalità della satira".
Il caso Scafroglia di Corrado Guzzanti
Allora la satira non è morta. Neppure in edicola? “Negli ultimi anni sono stato testimone di tentativi velleitari finiti male e di tanti buchi nell'acqua", aggiunge. “Produrre e distribuire un giornale, oggi, ha costi enormi. E sopravvivere in un mercato drogato e piegato alle logiche di potere diventa una lotta. Fortunatamente c'è il web, che permette di superare molti ostacoli". Il contesto politico, con distinzioni così poco nette, definite anche da Corradi come "amalgama mellifluo", se da una parte offre maggiori spunti, dall'altra crea paradossi. È il caso di Alessio Spataro. L'autore catanese è passato dalle riviste ai libri monografici satirici (Cribbio, Bertinotte, Papa Nazingher, Berluscoiti). Ma con l'uscita de La Ministronza (2009) si è sollevato un caso politico e una critica bipartisan. “Si voleva creare un polemica ad arte per avere una risposta all'accusa di maschilismo nei confronti di Berlusconi", commenta Spataro. "La satira”, prosegue, “catalizza rabbia e critica. Certo, non avere grossi contenitori collettivi, oggi, è un deficit. I tentativi ci sono stati, ma esprimendo posizioni scomode non sono stati sostenuti. Così i comici e i satirici si sparpagliano. E il pubblico non è più abituato alla satira". SUna locandina de Il Vernacoliereul dualismo fra satira di destra e sinistra, Spataro ha difficoltà a parlare. "Forse sarò considerato radicale, ma quella di 'destra' non la definirei proprio 'satira'. Sono soltanto disegni che non fanno ridere. Non c'è una critica dell'esistenza, ma una caricatura degli uomini politici".
Eppure Veleno, prima inserto del quotidiano Linea e autonomamente in edicola da gennaio in formato tabloid, era stato etichettato come una rivista di satira della destra anarchica. “Noi proponiamo una satira a 360 gradi che non fa riferimento a partiti. Non facciamo sconti a nessuno", spiega il direttore (e vignettista) Alessio Di Mauro. “Quella di ‘Veleno’ è una satira trasversale. Di fronte alle manifestazioni contraddittorie del potere, l'autore dev'essere capace di superare le sue posizioni. Ci hanno etichettati come autori satirici di destra? La posizione non mi dispiace. Tradizionalmente la satira di destra ha dimostrato sensibilità su questo tema. Penso a Longanesi e Maccari. Autori che giudicavano la realtà per quella che era. Se siamo spiazzanti è perché si fa fatica a definirci. Spesso il rosso e il nero propongono una lettura condivisa dei contesti...".
Alessandro Ruggieri
è stato anche autore per Cuore, "quello di sinistra". E ora collabora con Veleno. "La satira più nota”, dice, “è sempre partita dalla sinistra. E la satira di destra c'è sempre stata, ma non va certo identificata in quella 'nazionalpopolare' del Bagaglino. ‘Veleno’ attacca tutti. Non c'è questa distinzione netta. Alla fine nessuno si sente di difendere una parte. Io che di destra non sono, beh, non saprei cosa salvare".

articoli correlati
La nascita de Il Misfatto
Gipi a teatro
Don Zauker

gianluca testa

*articolo pubblicato su Exibart.onpaper n. 64. Te l’eri perso? Abbonati!


Info: www.ilvernacoliere.com / www.ilmisfatto.it / www.alessiodimauro.it

[exibart]



strumenti
inserisci un commento alla notizia
versione in pdf
versione solo testo
le altre recensioni di Gianluca Testa
registrati ad Exibart
invia la notizia ad un amico
indice dei nomi: Alessandro Ruggieri, Alessio Di Mauro, Corrado Guzzanti, gianluca testa, Longanesi, Maccari, Mario Cardinali, Oreste del Buono, Roberto Corradi
 

Il navigatore dell'arte
trovamostre
@exibart on instagram