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fino al 14.XI.2010
Mario Merz
Torino, Fondazione Merz

   
 Opere merziane, opere marziane. Un corteo di animali alieni vanno oltre la zoologia, l’estetica tradizionale, perfino oltre l’infinita serie di Fibonacci. È il viaggio di Mario Merz nell’iperuranio... stefano riba 
 
pubblicato
C’è un coccodrillo che cammina in verticale su una parete trascinandosi dietro i numeri di Fibonacci. Ci sono mufloni, lucertole, rinoceronti, avvoltoi e altri animali non ben definiti e definibili. Sembrano scappati dallo squarcio nella juta che avvolge la Tenda di Gheddafi e ora pascolano liberi negli spazi della Fondazione Merz.
Corteo della pittura non è solo una mostra sulla pittura di Mario Merz (Milano, 1925 - Torino, 2003), ma è molto di più, è un inno alla fantasia, al quidlibet audendi potestas oraziano. Un invito a osare oltre le barriere del reale, che l’artista ha colto tanto da scrivere: "La pittura prende vita nella mente ancora prima di essere fatta. Fino a poco tempo fa si poteva diffidare dell’immaginazione, al giorno d’oggi si deve portare nuovamente più fantasia possibile nell’arte”.
La fondazione di via Limone diventa così uno zoo di bestie che sembrano uscite dalle pagine del Manuale di zoologia fantastica di Jorge Luis Borges. Già, perché gli animali di Merz sono allo stesso tempo reali e immaginari. È utile certo, ma anche limitativo, ridurli a espressione della serie fibonacciana che lo rese famoso (i numeri del matematico pisano sono nella crescita circolare delle corna dei mufloni, nel corno del rinoceronte, nel guscio della lumaca) e di quella spirale di crescita infinita che trova una negazione vivente in "fossili viventi” come il coccodrillo o la lucertola.
Mario Merz - Benito Cereno - 1983 - tecnica mista su tela, neon - cm 245x305 - coll. La Gaia, Busca (CN)
Questi animali sono difficilmente ingabbiabili, vanno oltre la critica d’arte e oltre la zoologia, appartengono a una dimensione onirica, quasi pre-cognitiva, dove gli sproloqui teorici e filosofici non attaccano.

La libertà estetica di Merz era innanzitutto libertà tecnica. Chi, come Mariano Boggia, ha collaborato con lui per decenni prima di diventare, nel febbraio scorso, presidente della fondazione che ne porta il nome, ricorda come l’artista "lavorasse con un senso di immediatezza in un clima di urgenza e libertà totale”. Rudi Fuchs, il curatore della mostra, racconta di quando lo vide dipingere: "Usava pennelli zuppi di colore e qualche bomboletta di vernice su tele non intelaiate, leggere come lenzuola. Era così veloce che più che dipingere sembrava disegnare, ma le sue figure avevano forme ben delineate, potenti”.
Quelle di Merz sono silhouette disegnate di getto, come nel tentativo di afferrare qualcosa di evanescente, che ricordano la libertà gestuale dell’Espressionismo Astratto e quella concettuale del Romanticismo settecentesco. Forse, come suggerisce Fuchs paragonandolo a Pollock e applicando sui muri citazioni tratte da Blake, Coleridge, Wordsworth, Merz è davvero un ibrido tra il padre dell’Action painting e un pittore-scrittore romantico. E con uno sforzo di fantasia non è difficile immaginare le tigri nella notte di Blake spuntare da una foresta di fascine e sentire, nei suoi "venti preistorici”, il sibilo della tempesta degli Stürmer und Dränger settecenteschi.
Mario Merz - Vento preistorico. Tela 2 mufloni - 1981 - tecnica mista su tela - cm 240x500 - coll. Theo + Elsa Hotz, Zurigo
Ma in fondo le opere merziane sono opere marziane, non vengono da un mondo di citazioni rimasticate ed estetiche predigerite, ma dall’iperuranio platonico, da quel punto al di là del cielo, marziano appunto, dove risiedono le idee.

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mostra visitata il 14 maggio 2010


dal 12 maggio al 14 novembre 2010 
Mario Merz - Corteo della Pittura
a cura di Rudi Fuchs
Fondazione Merz

Via Limone, 24 (Borgo San Paolo) - 10141 Torino
Orario: da martedì a domenica ore 11-19
Ingresso: intero € 5; ridotto € 3,50; gratuito ogni prima domenica del mese
Catalogo Fondazione Merz
Info: tel. +39 01119719437; fax +39 01119719805; info@fondazionemerz.org; www.fondazionemerz.org

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