in fumo_opinioni - Satira, generazioni a confronto 3084 utenti online in questo momento
exibart.com
 
community
Express
26/06/2019
A Roma riapre al pubblico il Ninfeo degli Specchi al Palatino
26/06/2019
Ecco il nuovo motore di ricerca per chi non ricorda i titoli dei film
25/06/2019
Un manifesto per l’arte attiva. Al MAXXI, la prima bozza di Art Thinking
+ archivio express
Exibart.segnala
Blog
recensioni
rubriche
         
 

in fumo_opinioni
Satira, generazioni a confronto

   
 Due generazioni di autori satirici a confronto. Da una parte c'è la vecchia guardia, dall'altra i giovani emergenti. Il pretesto della polemica? La resurrezione de Il Male e la collaborazione per questo primo numero zero... Gianluca Testa 
 
pubblicato
Prendiamo ad esempio Altan. Oppure Emilio Giannelli. Due vecchi della satira, due editorialisti dell'immagine. Una loro vignetta è capace di comunicare più di quanto possano fare sei colonne in cronaca. Se questo accade è perché il lettore, nonostante la sua proverbiale pigrizia che spesso lo limita nell'assimilazione dei soli titoli, riceve da quel connubio di illustrazione e parole un messaggio chiaro. La vignetta, quindi, fa opinione. La vignetta, se è buona, fa pensare. E in casi estremi può capitare che sollevi polveroni politici (pensiamo a Vauro ad Anno Zero) o delle vere e proprie sommosse (come il caso delle vignette anti-Islam, poi "indossate" anche da Roberto Calderoli e mostrate in tv).
La libertà di satira e d'espressione, al di là delle reazioni - e dei paradossi - dei casi appena citati, dovrebbe essere garantita. Sempre. Ma non è così. Trascurando la finta satira di trasmissioni come Striscia la notizia, ci sono situazioni in cui il potere politico o il controllo serrato di editori - più attenti alle esigenze degli inserzionisti che ai contenuti del proprio giornale - complica la vita agli autori satirici. A volte si arriva perfino a rinunciare a queste libertà solo per non offendere certe sensibilità influenti. Episodi come questi li abbiamo raccontati anche su in fumo. Dopo alcune interviste e altrettante presentazioni di testate o inserti che tornano sul mercato con il nobile obiettivo di restituire alla satira la propria dignità (ed efficacia), desideriamo riprendere l'argomento per condividere e rilanciare un dibattito nato a seguito della possibile riesumazione de Il Male.
Mentre il Fatto quotidiano ha lanciato da poco il suo inserto satirico (Il Misfatto, che nonostante i grandi nomi coinvolti propone una satira leggera, dimostrando di non avere ancora raggiunto la maturazione), quello che era l'inserto di Liberazione è tornato da pochi giorni nelle edicole come rivista autonoma. Stiamo parlando di Frigidaire. Un'operazione che sembra riuscita. Eppure le difficoltà ci sono, eccome. Vignetta di Flaviano ArmentaroI problemi economici e di distribuzione, i giovani autori messi inevitabilmente a confronto coi grandi maestri del passato sbocciati e cresciuti con questa testata, i temi di attualità che sotto l'etichetta Frigidaire sembrerebbero assumere un profilo di analisi propria dei reduci di un ideologia.
Eppure il direttore Vincenzo Sparagna, che abbiamo intervistato appena una settimana fa, pur consapevole di tutto questo si è fatto avanti e, al di là della risposta dei lettori ancora tutta da valutare, sembra abbia colto nel segno. Quando gli abbiamo chiesto di un possibile ritorno in edicola de Il Male, Sparagna ci ha risposta dicendo che si tratta "di un'idea molto vaga. Rispetto a Frigidaire, Il Male è molto più legato a una certa stagione. Alla fine degli anni ‘70 la satira aveva una forza particolare. Ma alcuni moduli di racconto, di interferenza o parodia li abbiamo sempre conservati. Staremo a vedere. In un passato più recente abbiamo sperimentato con la parodia de L’Unità. Non è detto che non si ripetano di nuovo giochi di questo tipo".
La risposta (quella vera) arriva però dal blog personale di un giovane autore: Flaviano Armentaro. Con coraggio - e un po' di sana incoscienza - ha reso pubblico un botta e risposta fra lui e Massimo Caviglia (sì, quello che faceva coppia con Stefano Disegni e ha lanciato pure Par Condicio) che gli chiedeva di collaborare a una nuova edizione de Il Male. La mancanza di riferimenti ad accordi economici di collaborazione e il confronto con la vecchia generazione di autori ha fatto nascere un confronto che ha coinvolto - fra attestati di stima e considerazioni più caute - molti autori e operatori del settore editoriale. Vignetta di Massimo Caviglia"Questa mattina”, scrive Armentaro, attivo anche sulle riviste Mamma e Scaricabile, nella premessa al suo post, “mi è arrivata una mail di Massimo Caviglia che mi chiede di collaborare al numero 0 del ‘Male’ assieme a Vauro, Vincino, Scòzzari, Liberatore, Mannelli, Perini, Bucchi, Riondino, Willem, Luttazzi (senza però parlare di contratti o prezzi, tu invia e basta!)...".
Questo pretesto è servito per dar vita a un confronto fra i vecchi e i giovani autori. Gipi, stimolato dalla polemica, scrive: “Armentaro si lamenta che non ci siano state negli ultimi trent'anni delle riviste di satira come si deve. Rimprovera gli autori Vecchi di stare al loro posto, pagati fior di quattrini e impedendo ai Giovani di farsi strada. Ma i Vecchi fanno bene a non togliersi di torno. Sono i Giovani che dovrebbero essere più forti e spaccargli la faccia. A suon di innovazione e disegni con i controcoglioni e visioni della vita trasversali e innovative". Detto questo, a Gipi dell'uscita di un nuovo Male importa poco.
Ciò che conta, però, è riconoscere in alcuni autori la difficoltà di “tirare a campare”. Un'esigenza reale, concreta. Ma che probabilmente non si può unire a una professione - che prima ancora di esser tale è passione e talento - legata alla libertà d'espressione e all'arte. Essere un autore satirico non è come occupare un posto fisso nel settore pubblico. Non è un lavoro in banca. Questo, però, non deve mai legittimare lo sfruttamento: né da parte delle vecchie glorie (molte delle quali, se resistono, è perché ancora hanno qualcosa da dire) né di editori affamati dai ricavi e non dal valore culturale e sociale che possono avere i loro prodotti.
Detto questo, crediamo che negare (e giudicare) l'uscita di una rivista o un libro o un qualunque prodotto di cultura prima di averlo fra le mani, beh, non sia mai un bene. Esercitare il diritto e la libertà di critica dopo averlo letto è invece tutt'altra cosa. Infine, quello che forse manca è proprio una tutela specifica per certe categorie di autori.

articoli correlati
Frigidaire is back

Alessio Spataro
Satira dell'anarchia
Il Misfatto

link correlati
Scaricabile

Mamma
Flaviano Armentaro

gianluca testa

[exibart]



strumenti
inserisci un commento alla notizia
versione in pdf
versione solo testo
le altre recensioni di Gianluca Testa
registrati ad Exibart
invia la notizia ad un amico
indice dei nomi: David Riondino, Emilio Giannelli, Flaviano Armentaro, gianluca testa, Luttazzi, Massimo Bucchi, Massimo Caviglia, Riccardo Mannelli, Roberto Calderoli, Roberto Perini, Scòzzari, Tanino Liberatore, Vauro, Vincenzo Sparagna, Vincino, Willem
 

Il navigatore dell'arte
trovamostre
@exibart on instagram