23 giugno 2010

fino all’1.VII.2010 Christian Frosi Palermo, Francesco Pantaleone

 
Una mostra ispirata a una città e alle sue contraddizioni. Per un artista che indaga da sempre lo spazio, le sue caratteristiche fisiche e i suoi movimenti vitali...

di

Girovagare per una città sconosciuta, senza itinerario né direzione. Perlustrarla e provare a indovinarne l’anima, poco per volta. Poi raccontarla, nella forma partorita da un’intuizione creativa. Christian Frosi (Milano, 1973) arriva a Palermo per una residenza, in vista di una personale. È la sua prima volta qui. In mente ha già qualche spunto su cui lavorare; se non fosse per quel vortice di sensazioni precipitategli addosso, subito dopo l’atterraggio. Ogni spunto è risucchiato e immediatamente messo in crisi.
Palermo chiassosa e notturna, nobile e claudicante; Palermo perversa, cupa e assolata; estrema come il bordo più affilato, innocua come una casa conosciuta. Tiepida, fetida, accogliente, odorosa, perturbante, mortifera e vivissima. Frosi cattura tutto questo e lo elabora, sulla base di quel suo modo così sottile di sentire le cose, gli spazi, le geometrie e le dissonanze dei luoghi.
La sua Palermo è fatalmente precaria, deflagrata in mille illogici pezzi, disegnata da luci e ombre, oziosa eppure sul punto di decollare; o meglio, è questo il suo bagaglio da flâneur, la sua risposta a una permanenza breve ma intensa. Non è esattamente il ritratto di una città, questa mostra. Piuttosto, è l’eco di una storia di seduzione.
Christian Frosi - veduta della mostra presso la Galleria Francesco Pantaleone, Palermo 2010 - photo Giacomo Daguanno
Il primo ambiente è quasi buio: unica luce quella di alcune torce elettriche, elementi di una scultura leggerissima. Quattro sfere gonfiabili reggono un’impalcatura piramidale, costituita da esili sostegni lignei. È un oggetto misterioso, effimero, sempre sul punto di spostarsi o crollare. È così che l’artista pensa lo spazio e ne risolve spesso l’enigma: costruendo architetture celibi, compiendo azioni senza scopo, utilizzando materiali di recupero, reinterpretando i luoghi secondo forme transitorie e instabili. Più che una scultura, New Title OOOO la stanza favorita
è un miraggio o un’idea accesa nel cuore di una notte urbana.
Ha invece la forza di una memoria esplosa la grande finestra frantumata, raccattata a un angolo di strada e poi compressa in una struttura di legno. Un reperto da contenere e custodire, un’accumulazione dinamica emersa da un processo di archiviazione e occultamento.
Poi, ancora un omaggio al senso dell’equilibrio incerto e allo stato di potenziale accelerazione che ne deriva. Alcune sculture in compensato, costituite da moduli a forma di ‘c’ variamente assemblati, sono segni grafici approdati alla tridimensionalità, tendenti all’oscillazione e sdoppiatisi nel proprio opposto umbratile. Presenze che commentano lo spazio – quello della galleria, ma anche quello di certi scorci cittadini, in cui l’artista le ha inserite e poi fotografate – nei termini di una riflessione sulla natura cinetica, cangiante, concreta e insieme geometrica dei luoghi e degli oggetti.
Christian Frosi - veduta della mostra presso la Galleria Francesco Pantaleone, Palermo 2010 - photo Giacomo Daguanno
E funziona proprio come un piccolo portrait
la scultura che sta in alto: una foglia di palma, pianta tipica del luogo, incastrata su un banale supporto in alluminio, di quelli che servono come appoggi orientabili per le tv. Efficace ossimoro estrapolato dal paesaggio – assolutamente contraddittorio – di una città distesa fra inestricabili eccessi.


articoli correlati

Frosi da Zero…

In collettiva alla Fondazione Sandretto
Ancora da Zero… nel 2002

helga marsala
mostra visitata il 30 aprile 2010


dal 30 aprile al primo luglio 2010
Domani a Palermo #11 – Christian Frosi
a cura di Laura Barreca e Francesco Pantaleone
Galleria Francesco Pantaleone Arte Contemporanea
Piazzetta Garraffello, 25 (zona mercato della Vucciria) – 90133 Palermo
Orario: giovedì ore 16-20; gli altri giorni su appuntamento
Ingresso libero
Info: tel. +39 091332482; info@fpac.it; www.fpac.it

[exibart]

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui