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fino al 5.IX.2010
Pio Pullini
Roma, Palazzo Braschi

   
 Bisogna osservarle da vicino. Per apprezzare lo spirito dolente e sarcastico delle sue opere è necessario entrare nella scena, catturare le espressioni vivaci dei personaggi, seguire i tagli di luce... alessandro iazeolla 
 
pubblicato
Lungi dal prototipo del disegnatore di genere a cui può essere riservata un’attenzione fuggitiva, Pio Pullini (Ancona, 1887 - Roma, 1955) è stato un artista complesso, in grado di coniugare una lunga carriera accademica e rilevanti commesse istituzionali a una produzione controcorrente, in grado di mettere alla berlina il regime, documentandone con ironia i lati grotteschi.
Se il versante ufficiale lo vede allievo apprezzato di Giulio Aristide Sartorio e autore di affreschi e decorazioni in importati edifici pubblici, dal Palazzo Reale di Centinje in Montenegro al Viminale di Roma, la professione dell’insegnamento si svolge tra le cattedre di disegno a Cagliari, Rovigo e Faenza fino al 1935, quando si stabilisce definitivamente a Roma, sua città d’adozione.
Nello stesso anno prende impulso la produzione umoristica, già avviata nel ’21 su La Tribuna Illustrata, con un’esposizione di 40 acquerelli. Pio Pullini - Un figlio solo - 1938 - china - Museo di Roma, Palazzo BraschiMa è soprattutto dal ’36 che si avvia la feconda collaborazione, che durerà fino al ’49, con la rivista L’Urbe, fondata e diretta da Antonio Muñoz, la cui stima e amicizia eserciterà una grande influenza sull’artista.
I lavori pubblicati sul mensile segnano una divaricazione nella forma delle sue illustrazioni: da un lato l’aspetto ufficiale, dall’altro l’impronta satirica. Il suo profilo pubblico dimostra, al di là dell’apparente conformismo, un’ironia latente. Ne sono testimonianza, ad esempio, l’acquerello L’augusteo, trasposizione a colori di una sua illustrazione sull’urbanistica fascista apparsa sul secondo numero de L’Urbe, così come la serie di chine ispirate alla politica demografica del regime pubblicati nel ’38. Sul versante opposto, privato, si colloca invece il filone sarcastico, graffiante, ma attento anche a cogliere la tragedia umana delle vicende belliche, come nella serie di acquerelli non pubblicati all’epoca, realizzati fino al ’46 ed esposti poi al Caffè Greco nel ‘49.
Seguendo le fasi della sua esperienza artistica, la mostra di Pullini si articola dunque in tre sezioni (illustrazioni pubblicate, acquarelli del periodo bellico e dipinti) e propone circa 90 opere appartenenti a differenti collezioni pubbliche e private, tra cui gran parte delle più recenti acquisizioni del museo. Pio Pullini - Notturno - 1944 - acquerello - Museo di Roma, Palazzo BraschiQuest’ultima raccolta va a incrementare il già consistente nucleo di grafiche dell’artista conservate a Palazzo Braschi anche per impulso dello stesso Muñoz, che fu direttore dei Monumenti della Soprintendenza e poi capo della Ripartizione Antichità e Belle Arti.
È proprio nella sezione centrale della mostra, sviluppata tra il ’40 e il ’46, che maggiormente si coglie l’urgenza per l’artista di riportare su carta le impressioni colte per strada, tragiche o ironiche che fossero.
Dalla parodia sugli atteggiamenti fascisti di Un assente all’adunata agli angosciosi rastrellamenti nel ghetto, le vicende di Roma prendono vita nella magistrale scorrevolezza del suo pennello e nell’affettuosa e poetica partecipazione personale. Al pari di quella di Trilussa, a cui Pullini fu peraltro legato da un profondo sentimento di ammirazione e affetto.

 

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alessandro iazeolla
mostra visitata il 21 luglio 2010


dal 21 aprile al 5 settembre 2010
Pio Pullini e Roma. Venticinque anni di storia illustrata (1920-1945)
a cura di Maria Elisa Tittoni, Simonetta Tozzi, Angela Maria D’Amelioc
Palazzo Braschi - Museo di Roma

Via di San Pantaleo, 10 (zona piazza Navona) - 00186 Roma

Orario: tutti i giorni ore 9-21 (la biglietteria chiude mezz’ora prima)
Ingresso: intero € 8; ridotto € 6

Catalogo Gangemi

Info: tel. +39 060608;
museodiroma@comune.roma.it; www.museodiroma.it

 

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