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La didattica che crea nuovi Segni

   
 Il Dipartimento educazione del Castello di Rivoli e l’Istituto dei sordi di Torino, insieme per un progetto unico al mondo: il primo Dizionario di Arte Contemporanea in Lingua dei Segni. Ne parliamo con Anna Pironti... Annalisa Trasatti 
 
pubblicato
Com’è nato il progetto?
Dalla sinergia attivata da Catterina Seia, cultural advisor indipendente, già UniCredit & Art Project manager. L’idea è nata dall’osservazione del contesto internazionale. Dopo aver riscontrato a Documenta Kassel 2007 la presenza di un folto pubblico di visitatori con deficit uditivi, è stata immediata la domanda: nel nostro Paese favoriamo l’accessibilità alla culturaper queste persone? Dall’analisi è emersa una lacuna che si esprimeva nella mancanza stessa della terminologia riferita all’arte contemporanea nella Lingua Italiana dei Segni. Se consideriamo che le parole sono cose, il nostro mondo esiste quando abbiamo le parole per definirlo. Pertanto, la lacuna nella Lingua dei Segni indicava la distanza fra due mondi che non comunicavano. Abbiamo quindi avviato un gruppo di ricerca unico nel suo genere, composto da persone sorde e udenti, per un graduale percorso di scambio e formazione reciproca, finalizzato alla creazione della nuova terminologia e quindi a rendere l’arte contemporanea accessibile alle persone sorde segnanti.

Il cuore di questo dizionario è quello di lavorare sul linguaggio... Una sfida tanto stimolante quando creativa. Come vi siete mossi?
Il processo di creazione linguistica è stato complesso e molto affascinante; la Lingua dei Segni, poi, con il suo carattere visivo e gestuale, è ancora più interessante per noi che ci occupiamo di arti visive. Abbiamo lavorato a partire dalla costituzione del gruppo di ricerca interdisciplinare: Brunella Manzardo, ricercatrice del Dipartimento educazione, ha ricevuto una formazione di base alla Lingua dei Segni e ha avviato Francesca Delliri, linguista, e Luciano Candela, informatore sordo, alla conoscenza della Collezione Permanente del Castello di Rivoli. Gradualmente abbiamo coinvolto la comunità sorda in esperienze di avvicinamento all’arte del nostro tempo, attraverso visite guidate sperimentali e weekend’arte per bambini e adulti. Inoltre abbiamo organizzato visite guidate in altri contesti, come Artissima. In varie occasioni è stato coinvolto l’informatore sordo con funzioni di mediazione (in linea con i principi della peer education).
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Sono quindi stati individuati (anche attraverso verifiche condotte durante le esperienze con i sordi) i termini specifici relativi all’arte contemporanea, ancora non tradotti in LIS o tradotti con segni che non rendevano compiutamente il significato: pensiamo alla parola ‘olio’, il cui segno evocava la metafora visiva del condimento. Una traduzione fuorviante, problema che abbiamo superato con l’ideazione di un nuovo segno indicante l’olio come materiale pittorico.
Il Dizionario che abbiamo recentemente pubblicato e che contiene gli 80 segni inediti è unico nel suo genere, in Italia e nel mondo; è realizzato in lingua italiana e inglese, al fine di condividere la metodologia a livello internazionale. Siamo consapevoli che le Lingue dei Segni sono lingue nazionali, ma ci auguriamo di individuare partner in Europa e nel mondo con cui condividere la ricerca e proseguire con la traduzione dei segni.

Quanto ha contributo la vostra esperienza educativa nonché creativa? E che arricchimento ne avete avuto?

Il Dipartimento educazione, in linea con la mission istituzionale del Castello di Rivoli, opera con la convinzione che i musei siano spazi pubblici al servizio del pubblico, di tutti i pubblici. Le proposte e i progetti realizzati dentro e fuori dal museo sono finalizzati a democratizzare l’arte e la cultura contemporanea. Intendiamo il museo come agenzia educativa, luogo di inclusione sociale, spazio aperto al dialogo e al confronto, in costante relazione con il territorio dall’ambito locale a quello internazionale. In tal senso intendiamo rendere accessibile il patrimonio culturale del museo anche attraverso progetti sperimentali e di ricerca come quello rivolto alla popolazione sorda, insieme ad altre sperimentazioni condotte con l’Unione Italiana Ciechi ed Ipovedenti, a progetti territoriali come Abil-mente, a iniziative in partenariato come i progetti condotti con la Consulta Persone in Difficoltà di Torino. I feedback del progetto sono estremamente positivi: un grande arricchimento per noi e l’avvio di un rapporto duraturo con la comunità sorda, a partire dall’entusiasmo e dalla curiosità del gruppo di persone che ha iniziato a frequentare costantemente il Castello di Rivoli, dapprima accogliendo le nostre proposte, poi organizzandosi autonomamente.

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In che modo pensate di veicolare il dizionario? Sono previste occasioni formative anche per operatori di altri musei italiani d’arte contemporanea?

La ricerca è da intendersi come una proposta alla comunità sorda segnante, un progetto in divenire, che si nutre si stimoli sempre nuovi e guarda al futuro. Non trascuriamo il fatto che ci occupiamo di una lingua viva; ci auguriamo quindi che il lessico venga non solo acquisito, ma elaborato e se necessario modificato ad opera della comunità segnante. Sarà opportuno inoltre individuare, con l’Istituto dei Sordi, percorsi di formazione specifica per quanti si occupano di Lingua dei Segni in tutta Italia. Il Dizionario ha il patrocinio dell’Amaci e abbiamo già previsto di presentarlo nei principali musei d’arte contemporanea italiani e non solo, oltre che in contesti culturali diversi: a breve lo presenteremo a Copenaghen nell’ambito del seminario Museums meet adult educators e a Bologna ad Artelibro, per condividere con altri soggetti questi nostri pensieri, la ricerca, l’impianto concettuale, andando incontro a pubblici differenti.

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a cura di annalisa trasatti


Dipartimento Educazione Castello di Rivoli
Responsabile: Anna Pironti
Castello di Rivoli – Museo d’arte contemporanea
Piazza Mafalda Di Savoia – 10098 Rivoli (TO)
Info: tel. +39 0119565213; educa@castellodirivoli.org; www.castellodirivoli.org

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