cono d'ombra - Carol Rama: la bisbetica indomita 3077 utenti online in questo momento
exibart.com
 
community
Express
19/01/2019
David Bowie è stato nominato dal pubblico del Regno Unito il più grande entertainer del XX secolo
19/01/2019
L’Urlo di Munch in bianco e nero, arriva a Londra
18/01/2019
Daniel Pennac non è gradito a Empoli: polemica per l'invito dello scrittore francese che difese Cesare Battisti
+ archivio express
Exibart.segnala
Blog
recensioni
rubriche
         
 

cono d'ombra
Carol Rama: la bisbetica indomita

   
 Una carriera che ha attraversato il XX secolo, e che sta attraversando il successivo. Breve storia artistica della donna con la treccia avvolta sul capo. E dei suoi esiti sul mercato... Alfredo Sigolo 
 
pubblicato
"Io dipingo prima di tutto per guarirmi... Vogliono guarire togliendo i desideri, ma quelli me li tengo ben stretti” (Carol Rama)

MESSA A FUOCO
Per molti aspetti Olga Carol Rama (Torino, 1918) rappresenta un unicum nello scenario artistico italiano. Artista protagonista del XX secolo, ha dovuto aspettare gli anni ’80 per vedere riconosciuto in pieno il suo talento. Da quel momento però è divenuta una sorta di figura trasversale, passata dallo status di outsider a quello di genio del Novecento, anche nel contesto di posizioni critiche tra loro antagoniste: Bonami l’ha inserita nel suo noto progetto Italics a Palazzo Grassi, Sgarbi sembra intenzionato a offrirle un posto nel Padiglione Italia alla prossima Biennale di Venezia.
Il percorso concettuale dell’artista, che appare coerentemente improntato a un autobiografismo onirico, un eros fantastico e carnale sempre in bilico sull’abisso della coscienza, non può essere considerato formalmente lineare: la sperimentazione di generi, materiali e tecniche costituisce un aspetto tipico che rendono la conoscenza di Carol Rama piuttosto complessa.

Carol Rama - Pissoire - 1941 - acquerello su carta - cm 46x72
MINI-BIO

Olga Carol Rama nasce a Torino il 17 aprile 1918. Autodidatta, si mette in evidenza a partire dagli anni ’30 con lavori profondamente autobiografici, nei quali sono condensate paure e angosce derivanti da precoci drammi familiari. Inizialmente assegnata a un generico ambito surrealista, degli anni ’50 è la sua adesione al MAC - Movimento Arte Concreta guidato da Gillo Dorfles, mentre negli anni ’60 il sodalizio con Edoardo Sanguineti le consentì di pervenire a una sintesi nuova nella celebre serie dei bricolage, nei quali inaugura l’uso di materiali di recupero che caratterizzeranno le sue opere nei decenni successivi.
Sono questi anni molto intensi nei quali entra in contatto con i principali artisti e intellettuali dell’epoca, italiani e stranieri. A partire dagli anni ’70 riaffiorano nette le tematiche autobiografiche nelle opere realizzate con le camere d’aria ed è solo negli anni ’80, ormai ultrasessantenne, che l’artista riscopre la figurazione, dove narrazione e allusioni magiche la fanno da protagoniste.
A partire da questi anni si intensificano le mostre a lei dedicate, in Italia e all’estero, un crescendo che porterà dall’antologica allo Stedelijk Museum di Amsterdam del ’98, al Leone d’oro alla carriera alla Biennale veneziana del 2003 (complessivamente sono cinque le sue partecipazioni), fino alle mostre personali del 2004 alla Fondazione Sandretto (poi al Mart) e del 2008 a Palazzo Ducale di Genova, dove festeggia i suoi novant’anni. I più attenti alla carriera dell’artista la ritengono oggi alla vigilia di nuovi importanti appuntamenti internazionali, favoriti anche dal recente lavoro intrapreso sulla piazza berlinese dalla galleria Isabella Bortolozzi.

Carol Rama - L’isola degli occhi - 1967 - bricolage su carta - cm 120x160
ANALISI DI MERCATO

Il mercato di Carol Rama degli ultimi anni, pur potendosi reputare complessivamente stabile e regolare, ha avuto connotati prettamente nazionali, tendenzialmente riservato all’ambito galleristico. I passaggi in asta non sono infatti rappresentativi del reale fatturato e valore dell’opera dell’artista. La sua produzione è stata estremamente prolifica, soprattutto sul fronte del disegno e dei piccoli acquerelli, lavori che spesso sono però circolati fuori controllo in contesti minori e periferici.
76930
Il collezionismo vero di Carol Rama è affezionato, riservato, poco avvezzo a cedere a lusinghe di facili vendite. Ecco perché i lavori storici e di maggior qualità, soprattutto degli anni centrali dai ’50 ai ’70, in particolare quelli realizzati con le camere d’aria, non sono di facile reperibilità. Sono chiaramente esemplari delle potenzialità di un mercato tutto da costruire i recenti record ottenuti in asta da Sotheby’s a Milano, nel maggio scorso: l'opera Spazio anche più che tempo (1970) è stata aggiudicata a 31.000 euro, raddoppiando le stime, mentre Movimento e immobilità di Birnam (1977) ha toccato i 27.000 euro.
Proseguendo nel filone delle opere con camere d'aria, nel 2008 Organismi ancora ben definiti e vulnerabili (1969) è stato venduto a 18.000 euro e Arsenale 71 (1971) per 12.500 euro, mentre un altro dipinto della serie Spazio anche più che tempo (1971) è stato battuto al doppio della stima nel 2001 per 4.100 euro.
Le altre opere degli anni ‘70 presentano stime d'asta molto basse (1.500-3.000 euro) e un'alta percentuale di invenduto. Ad esempio, Segni e luogo (1975) non è stata venduta nel marzo 2002 con stima pari a 5-7.000 e neppure a dicembre con stima abbassata a 2.500-3.000 euro.
Quarto movimento
(1952), l'unica opera rappresentante del periodo di adesione al MAC, è passata in asta due volte nel 2007, invenduta a maggio da Christie's a Milano con una stima forse intempestiva di 30-40.000 euro e ceduta poi in dicembre, a Prato, al di sotto della sua stima minima per 26.000 euro.
Nel 2007-2008 troviamo aggiudicazioni di opere degli anni ‘50 di altri colleghi del MAC come Mario Nigro e di Atanasio Soldati che superano i 40.000, di Luigi Veronesi che raggiungono i 26.000, per non parlare dei prezzi raggiunti da Piero Dorazio. Probabilmente è a queste stime che sono state allineate quelle di Carol Rama in queste circostanze, nel tentativo di forzare un rialzo dei prezzi che non avevano mai superato i 15-20.000 euro nemmeno per le sue opere più rappresentative. Che forse non vanno ricercate in questo periodo, posto che la personalità dell’artista fatica a prorompere tra i confini di un movimento codificato.
Numerosi dipinti degli anni 60 sono passati in asta tra i 5-8.000 euro, mentre quelli degli anni ‘70 rivelano un alto tasso di invenduto o aggiudicazioni contenute, intorno ai 2.000 euro.
76931
Per quanto riguarda invece la categoria disegno/acquerello, i prezzi maggiori sono stati raggiunti da due opere del 1966, Becker (10.800 euro) a Londra e Composizione (7.400), entrambe aggiudicate molto oltre le stime. Altri acquerelli degli anni ‘60 vanno dai 2.800 ai 4.500 euro, mentre quelli successivi hanno prezzi inferiori, fino ad arrivare alla produzione degli anni ‘90-Zero che difficilmente supera i 2.000 euro.
Negli anni ‘90 numerosi sono i disegni che celebrano l'ammirazione di Carol Rama verso Buster Keaton: "Per me Keaton è stato un grande modellatore di immagini, attraverso il silenzio si proponeva come solitario e come massa”. La corona di Keaton (1993), pennarello su carta, è comparso in asta ben quattro volte ma è stato venduto solo nel 2009, a 1.200 euro. Il sogno di Keaton (1995) invece è passato a 1.500 euro nel 2008 al di sotto della sua stima (2-3.000 euro).
Il mercato d'asta di Carol Rama è esclusivamente italiano, ripartito tra Genova e Torino, a parte le opere più valutate che compaiono da Christie's e Sotheby's di Milano.

Carol Rama - Organismi ancora ben definiti - 1970 - tecnica mista su tela - cm 110x110
CONCLUSIONI

Preso atto che siamo al cospetto di un mercato tutto da costruire, da varie direzioni emergono segnali che danno chiara misura delle potenzialità di rivalutazione dell’opera. La collocazione trasversale rispetto alla critica e il curriculum fanno di Carol Rama artista refrattaria alle mode e naturalmente portata alla solidità.
Da non sottovalutare la produzione grafica, che in mostra ha spesso rivelato grande qualità.
Mai come in questo caso vale l’invito ai collezionisti di rivolgersi a operatori autorevoli, diffidando dalle facili occasioni.
Pro: interesse crescente degli ultimi anni, ampia produzione, solida reputazione, prezzi contenuti.
Contro: offerta reticente sui lavori di qualità, storia complessa che impone una conoscenza approfondita, alto tasso di invenduto in asta, rischio di incappare in opere minori o di scarso valore.
Alcune gallerie di riferimento: Franco Masoero (Torino), Carlina (Torino), Isabella Bortolozzi (Berlino).

articoli correlati
Torino sperimentale

Carol Rama a Genova

alfredo sigolo e martina gambillara

[exibart]



strumenti
inserisci un commento alla notizia
versione in pdf
versione solo testo
le altre recensioni di Alfredo Sigolo
registrati ad Exibart
invia la notizia ad un amico
indice dei nomi: alfredo sigolo, Buster Keaton, Edoardo Sanguineti, Francesco Bonami, Franco Masoero, Gillo Dorfles, Isabella Bortolozzi, Luigi Veronesi, martina gambillara, Olga Carol Rama, Piero Dorazio, Vittorio Sgarbi
 

2 commenti trovati  

23/10/2010
Mb2, Italia
Rama grandiosa

23/10/2010
Diana Marrone, Italia
http://www.pressreleaseundercover.com
Alla Sesta edizione della Biennale di Liverpool (www.biennial.com) ad ingresso gratuito e fino al 28 novembre, Carol Rama è una delle artiste invitate nella sezione International, intitolata Touched. La sua splendida personale si trova in una delle più famose e longeve gallerie pubbliche della città, The Bluecoat, dove è possibile ammirare una ricostruzione del suo studio che ospita sia dipinti sia una serie di abiti-sculture.

http://www.thebluecoat.org.uk/events/view/exhibitions/819

Intensa quanto paradigmatica scelta curatoriale, l'esibizione della Rama in particolare ha destato grande interesse del pubblico abituato alla pittura ma non allo stile dell'artista italiana, che non aveva mai esibito i pezzi in mostra nel Regno Unito.


Il navigatore dell'arte
trovamostre
@exibart on instagram