Natura
Dèi Teatri compie 15 anni. Il
festival parmense dedicato alle forme più sperimentali della scena performativa
internazionale, attento alla complessità indisciplinata che comporta,
quest’anno indaga - dal 29 ottobre al 13 novembre - l’evidenza poetica e
politica dell’esteriorità del corpo nella creazione contemporanea.
Cute, infatti, è il tema e il nodo concettuale intorno
al quale si articolano le opere che compongono la programmazione del festival.
Cute è inoltre il secondo tassello di una trilogia
tematica che, costruita a partire dalla lettura dell’opera di Ovidio e
inaugurata nel 2009 con
Campi, si
concluderà con l’edizione 2011 che avrà per titolo
Di uomini e cani.
Fondato
a Parma nel 1996 da
Maria Federica Maestri e
Francesco Pititto,
Natura Dèi Teatri,
visual and performing art project si caratterizza come una delle realtà italiane più
attente alle differenti discipline artistiche che trovano nel reinventato
spazio postindustriale di Lenz Teatro, abitazione creativa. È questo il luogo
cardine del festival dove artisti di fama internazionale propongono sette prime
assolute, e mettono in campo estetiche, visioni e tensioni poetiche, per
analizzare l’idea di ‘cute’ e la materia corporea che il tema custodisce.
Esporre
il corpo, quindi, per indagarlo come territorio significante, come spazio
performativo esso stesso, superficie scrivibile e materia comunicante. Guardare
la cute come un
limen, come la superficie
che divide l’interno dall’esterno, l’involucro in perenne metamorfosi e i
sottostrati dell’organismo fisico, poetico, emotivo; quell’epidermide che
separa sottilmente e invisibilmente le differenti discipline artistiche -
teatro, musica, danza, video, performance - fuse in un unico complesso
organismo.

Tre
- di cui due prime assolute - sono le creazioni presentate da
Lenz
Rifrazioni. Debutta, presso la
Rocca dei Rossi di San Secondo Parmense,
Hamlet - per la regia di Maestri e Pititto -, un evento
speciale da intendersi come il punto d’arrivo della lunga avventura che Lenz ha
intrapreso nel 2000 in collaborazione con il Dipartimento di Salute Mentale
dell’Ausl di Parma. Interpretato da ex lungodegenti psichici del manicomio di
Colorno, lo spettacolo rileva l’attenzione di Lenz alla sensibilità psichica
dell’attore contemporaneo.
Di
una feroce visionarietà vive
Dido
che, dopo
Radical Change,
Chaos ed
Exilium, prosegue la lettura de
Le Metamorfosi, i
Tristia di Ovidio per giungere, infine, alle
Epistulae Heroidum. Didone ed Enea, il corpo mitico dell’Africa e
Cartagine, divengono qui il pretesto per la costruzione di una partitura
filmica stratificata che espone mappe emozionali dilatate in azioni
performative, capaci di proporre una riscrittura contemporanea
della condizione dell’esilio.
Il
terzo progetto di Lenz Rifrazioni,
Die Schachtel, nasce da una coproduzione con la Fondazione
Prometeo
e la rassegna di
musica contemporanea
Traiettorie
di Parma. Azione per performer, proiezioni e orchestra da camera composta da Francesco
Evangelisti (1926-1980) nel 1962-63,
lo spettacolo è una rielaborazione drammaturgico-visiva a cura di
Pititto e Maestri, con la direzione musicale di
Marco Angius e la supervisione strumentale del geniale
esploratore di suoni inauditi
Salvatore Sciarrino.

Racconta l’epidermide
e i processi di costruzione della cute l’azione collettivaideata
da
Luca Scarlini con
l’attrice-acrobata
Nicole Keherberger nel lavoro
Tutte le volte che tendi un braccio mille cose non
accadranno mai più.
Analizza il corpo come diaframma di
traduzione di codici linguistici
HeroNeroZero dell’ensemble performativo belga
Voetvolk, composto dalla straordinaria danzatrice
Lisbeth
Gruwez e dal musicista e
compositore
Maarten Van Cauwenberghe. Muove dall’idea di un corpo sollecitato e spinto a vivere in una
dimensione crono-topica all’interno della quale esplorare possibilità
epifaniche
L’igiene, nuova fase
di ricerca della formazione romana
Habillé D’eau diretta dalla filosofa
Silvia Rampelli.
Drammaturgie fisiche estreme
e spintamente autobiografiche sono quelle incarnate da
Gyula Noesy, artista berlinese di adozione, ospite a
ND’T con la performance
Wet Opinions e l’opera video
Fundamentals. Spazio alla
musica elettronica è garantito con la performance musicale del londinese
Janek
Schaefer,
ospite con la sua ultima composizione per radio
portatili, trasmettitori FM, amplificatori, e foundsound. Esplicitamente ideato
per il festival è
il nuovo
pezzo elettroacustico di
Giuseppe Ielasi che, con
Cutis,
realizza una composizione quadrifonica, eseguita dal vivo al laptop e
realizzata a partire dalla campionatura dei rumori di oggetti e corpi, nel
tentativo di trasformare lo spazio performativo in parte integrante della
dialettica tra suono e non suono.