fiere_resoconti - Salon International du Patrimoine Culturel 2010 3097 utenti online in questo momento
exibart.com
 
community
Express
10/12/2018
Il Premio Fabbri si apre alla fotografia. Ecco i vincitori della sesta edizione
09/12/2018
La storia della grafica dal XIX secolo ai giorni nostri, nei due nuovi volumi editi da Taschen
08/12/2018
Al Castello di Rivoli, Milovan Farronato e Carolyn Christov-Bakargiev ricordano Chiara Fumai
+ archivio express
Exibart.segnala
Blog
recensioni
rubriche
         
 

fiere_resoconti
Salon International du Patrimoine Culturel 2010

   
 Parigi ha ospitato, come ogni anno, il Salone del Patrimonio Culturale. Tematica: Il Patrimonio Mediterraneo. Un evento che ha coinvolto numerosi Paesi. Grande assente: l’Italia... valeria gatti 
 
pubblicato
Il Salon International du Patrimoine Culturel 2010 è stato un importante crocevia di circolazione di prodotti e oggetti d’artigianato, di arte, recupero, conservazione e restauro delle opere, di diffusione di nuove idee e confronti stimolanti tra le varie parti interessate. Unendo cultura ed economia, il salone è da considerarsi un fertile terreno d’incontro di esperti del settore: restauratori e imprese d’arte, precettori e maestri artigiani, collettività territoriali e istituzionali, associazioni, scuole, laboratori, edizioni, stampa, comunicazione. Per citare qualche numero: un totale di 250 espositori, 20mila visitatori circa, 3mila mq di stand. Come ha voluto sottolineare il presidente del salone, Serge Nicole, tutte le persone coinvolte in esso sono "animate da una stessa vocazione: proteggere e valorizzare il nostro patrimonio”.
Per la seconda volta in 16 edizioni, l’organizzazione del rendez-vous al Carrousel du Louvre è stata curata da Ateliers d’Art de France, gruppo fondato nel 1868 e di cui fanno parte professionisti dei mestieri e delle arti, 2.800 fra artigiani, artisti e manifatturieri d’arte di tutto l’Esagono. Salone Internazionale del Patrimonio Culturale 2010È dalla presa di coscienza della profondità delle radici culturali a cui si può attingere che si parte per dare nuovo dinamismo alla produzione contemporanea: nella magniloquenza delle costruzioni del passato e nel nostro modo di onorarle risiede il segno della vitalità culturale di un Paese ai giorni nostri.
In particolare, il salone ha ospitato: professionisti del restauro di vari settori, ossia arti meccaniche (orologi, carillon ecc.), legno, cuoio, strumenti musicali, ferro battuto (serre, scale, cancellate...) e altri metalli, carta, cotto, pietra, stoffa, vetro, edifici di vario tipo; tecnici, vale a dire esperti di messa in sicurezza degli edifici, esperti in tecniche del restauro e deumidificazioni, trattamenti specifici, illuminazione, informatica applicata; esperti dei servizi come architetti, ingegneri culturali, portavoce di centri di ricerca e studi del territorio; esperti in promozione e valorizzazione del territorio, ossia associazioni e gruppi, collettività territoriali e istituzionali, volontari, responsabili del turismo culturale; responsabili di formazione, quindi centri didattici, laboratori artigiani, scuole; e infine esperti in diffusione dell’informazione culturale, nelle figure di editori, librerie, portali dedicati, multimedia, stampa.
Il tema del Patrimonio del Mediterraneo ha dunque unito realtà e associazioni differenti in rappresentanza dei loro rispettivi Paesi, da Euromed Heritage IV all’Istituto Europeo degli Itinerari Culturali, dall’Istituto Valenzano di Conservazione e Restauro all’Ufficio del Turismo Croato, all’Associazione Culture Sud. Dalla Tunisia al Marocco, dalla Romania alla Croazia fino alla Grecia, passando per la Francia e la Spagna. Molte le realtà coinvolte. Sorprendentemente assente dal circuito l’Italia. O meglio, era presentata in un paio di incontri da francesi che si sono spostati in territorio italiano. O viceversa con un solo stand di un maestro forgiatore del ferro, emigrato in Francia 15 anni prima, "perché in Italia non veniva più valorizzato il mestiere che aveva appreso da suo padre, che a sua volta aveva imparato da suo nonno”.
Grazie a presentazioni, incontri e interventi specifici organizzati durante il salone, anche molti artisti contemporanei (da Elie Hirsch a Pascal Le Moine, ad Akashi Muratami e tanti altri) hanno avuto modo di confrontarsi ed esprimere il loro parere circa il nuovo sguardo sul mestiere dell’arte: 38 artisti che si sono qui riuniti per dimostrare come l’artigianato e la valorizzazione del patrimonio culturale possono essere delle vie efficaci e durevoli in materia di impiego e sviluppo culturale. Oltre ai singoli artisti erano presenti anche diversi atelier noti e meno noti: di pittura (Atelier Meriguet Carrère, ad esempio), ceramica, orologeria (Mamias), maestri forgiatori, ebanisti (Atelier Guy Cornevin), artisti della pietra, gioiellieri, ricamatrici (Danielle Carl), persino artigiani di lacche e madreperle provenienti dalla Corea (KCDF).
La piazza del Carrousel du Louvre
In un universo in cui la tradizione e la maestria e le maestranze soprattutto francesi l’hanno fatta da protagonista, spesso e volentieri spingendosi fino allo Stivale per studiare i nostri modi di realizzare manufatti artigiani e per carpirne la fantasia e le tecniche, ha stupito e un po’ rammaricato l’assenza di un Paese, l’Italia appunto, che ha sempre fatto dell’artigianato quotidiano in tutte le forme e in tutte le regioni e particolarità in cui si è espresso nel corso della storia un suo punto di valore e di forza.

valeria gatti


dal 4 al 7 novembre 2010
Salon International du Patrimoine Culturel 2010
Carrousel du Louvre - 75001 Paris
Info:
patrimoine@ateliersdart.com; www.patrimoineculturel.com

[exibart]

 


strumenti
inserisci un commento alla notizia
versione in pdf
versione solo testo
le altre recensioni di valeria gatti
registrati ad Exibart
invia la notizia ad un amico
indice dei nomi: Akashi Muratami, Danielle Carl, Elie Hirsch, Pascal Le Moine, valeria gatti
 

Il navigatore dell'arte
trovamostre
@exibart on instagram