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A me gli occhiali please

   
 Si dice che gli occhi siano lo specchio dell'anima. Può allora un paio di lenti essere lo specchio dell'arte e del design? Un oggetto d'uso comune, in cui moda, arte e design si incontrano... valia barriello 
 
pubblicato
Scomodi, ingombranti, a volte imbarazzanti. Gli occhiali da vista, fino a pochi anni fa, erano considerati un ostacolo alla bellezza, una caratteristica distintiva dei secchioni, degli sfigati. Oggi le cose sono decisamente cambiate e quello che era visto come un difetto è quasi considerato un valore aggiunto. L'occhiale non è più un fastidioso accessorio da indossare per vedere meglio, ma un ornamento da sfoggiare. A cosa è dovuto questo cambiamento? Moda, arte e design hanno fatto proprio l'occhiale da vista e da sole, lanciandolo sulle passerelle, indossandolo e persino riprogettandolo.
Ecco allora che il timido oggetto necessario diventa un complemento d’arredo della persona e viene indossato alcune volte per sfizio, altre per inseguire una moda e altre ancora per indicare uno status o una professione. Lo ha capito Persol, azienda italiana che si occupa di occhiali da vista e da sole dal 1917, che per spiegare l'arte insita nell'antica professione dell'ottico ha raccolto diciassette artisti da tutto il mondo per il progetto A work of Persol. I giovani autori invitati hanno realizzato un'opera esclusiva per il marchio, mostrando il loro stile più intimo, la loro personale vena artistica. La stessa azienda si è messa alla prova come 18esimo artista. È stato possibile apprezzare tutti i lavori ad ArtBasel 2010 e il processo creativo grazie al libro Art in process. A work of Persol. Il volume, arricchito dalle illustrazioni di Harriet Russel, segue passo dopo passo gli artisti nella produzione dei lavori e dimostra come il processo che è alla base un'opera d'arte non è lontano da quello che si nasconde dietro un paio di occhiali. Passione, meticolosità, creatività e invenzione sono le caratteristiche che avvicinano sempre più l'arte al disegno industriale e il progetto Persol testimonia come le due professioni siano vicine.
Giulio Iacchetti - 4 Occhi - prod. Aspesi 1910
Persol fortunatamente non è l'unica azienda italiana che si è lanciata in ambito artistico: Vanni Occhiali - con la designer Irene Chinaglia - conferma da tre anni il sodalizio con Artissima per "guardare l'arte con occhiali creativi”. Di anno in anno, oltre a rinnovare il suo supporto all'arte, il brand torinese varia anche la tipologia di collaborazione con contest e iniziative culturali che si interrogano sull'affinità che corre tra design e arte. Con il progetto Ascolta chi scrive Vanni ha realizzato assieme a Exibart una serie di interviste ai personaggi del mondo dell'arte e del design e con il concorso Autofocus il marchio torinese ha dato la possibilità ad artisti italiani di farsi conoscere.
Non sono solo i marchi con una storia solida alla spalle o quelli già affermati a indagare in campi sperimentali, ma anche gli emergenti. Jplus, brand italiano molto giovane, ha basato fin dagli esordi la sua filosofia progettuale su design, arte e comunicazione. La contaminazione tra le discipline e la curiosità sono le basi del lavoro dell'azienda padovana, che mantiene uno stretto legame con il pubblico organizzando eventi e contest (vedi il box in basso).
Sempre rimanendo in Italia, assistiamo a sperimentazioni e ricerca sul tema dell'occhialeria anche da parte di singoli designer che hanno ribaltato, cambiato e rianimato l'oggetto-occhiale.
Li ha "ritagliati” dal legno Matteo Ragni, che con W-eye ha realizzato una montatura la cui particolarità risiede nelle stanghette fisse, che non si possono piegare; l'occhiale è un pezzo unico, in tutti i sensi... La riuscita del prodotto è data dal felice incontro tra un'azienda di lavorazione del legno e un designer o, meglio ancora, dall'incontro tra l'antica arte della falegnameria e il disegno industriale.
Irene Chinaglia - Flame V1864 A00 - prod. Vanni Occhiali
Li ha "raddoppiati” Giulio Iacchetti per Aspesi 1910 con il suo modello 4 Occhi, riprendendo il nome canzonatorio che viene dato a chi solitamente indossa gli occhiali. Il progetto è nato per ovviare ai problemi di chi lotta quotidianamente con due paia di occhiali: normale e da lettura, o semplicemente da vista e da sole. 4 Occhi ha una montatura doppia con quattro lenti e, a seconda dal verso in cui lo si indossa, consente di cambiare modello con un unico occhiale.
Tutti questi casi dimostrano che la progettazione di un oggetto d'uso comune custodisce all'interno un elaborato processo creativo, la scelta del materiale o la precisione dell'opera. Tutto questo è individuabile come arte: l'importante è saperla… vedere.

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*articolo pubblicato su Exibart.onpaper n. 68. Te l’eri perso? Abbonati!

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