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Artissima 17

   
 Uno sguardo d’insieme su Artissima, all’edizione 17 con un nuovo spazio e un nuovo direttore. Qualità media ancora in aumento, molte ottime opere, qualche novità e alcune riscoperte. Ma sezioni collaterali da mettere a punto... Stefano Castelli 
 
pubblicato
Artissima, si sa, è la fiera più contemporanea e di ricerca del panorama italiano. Senza compromessi col moderno né con le gallerie di media rilevanza. La prima buona notizia dell’edizione 2010 è il mantenimento di tale altro profilo. Ma un passo in più è da registrare (la verifica delle prossime edizioni dirà se il merito è del nuovo direttore, Francesco Manacorda): la qualità media è aumentata rispetto alle precedenti edizioni. Paradossalmente proprio in corrispondenza di un aumento del numero delle gallerie (153 contro le 141 del 2009), si avverte il benefico effetto di una maggiore selezione, soprattutto nel novero delle gallerie straniere, che storicamente raccoglieva qualche tappabuchi di troppo.
Una fiera italiana senza brutture è di per sé una notizia. La presenza di opere indimenticabili, che spicchino nell’immenso calderone degli stand è un’altra cosa, ma i sussulti non sono mancati, così come le sorprese.
Cerchiamo di fare ordine, per punti, ben sapendo che la completezza è velleitaria nel resoconto di un evento che riunisce migliaia di opere senza un criterio espositivo.

Artissima 17 - photo Max Tomasinelli
MAIN SECTION

La sezione principale, come detto, non affligge con nessuna opera meno che dignitosa, e spesso gratifica con opere di grande qualità. Tra le gallerie italiane, bene De Cardenas con Elizabeth Neel, Maurizio Anzeri, John Stezaker e Lorcan O’Neill con uno stand che è quasi una piccola personale di Kiki Smith, convincente come sempre ma un po’ più decorativa del solito.
Cardi Black box
proclama orgogliosa il nuovo contratto di rappresentanza con Gianni Piacentino: nello stand alcune sue ottime e non molto viste opere d’epoca fanno compagnia a un cappotto gigante di Bayrle e a un lavoro di Tom Sachs. John Stezaker è protagonista anche da A Palazzo di Brescia, e da Artiaco non può mancare (per fortuna!) Carl Andre.
Da Luger un obelisco di Michael Aerts affianca il sempre entusiasmante Di Matteo, da Pinksummer Trevisani si intreccia letteralmente con Saraceno (stand poco leggibile e affollato, ma alta qualità delle opere). I nuovi video di Masbedo e di AES+F sono il punto forte di Noire, mentre Lia Rumma propone come sempre uno stand con ottimi nomi, con l’unica defezione di Marzia Migliora, che porta un’opera troppo approssimativa per il tema pesante che tratta.
Da Raffaella Cortese sempre meglio i collage di Maloberti, presenti con i lavori sulle vetrine di Martha Rosler e un video di William E. Jones. Paolo Chiasera fa la solita ottima figura da Francesca Minini e da De Carlo spicca Matthew Monahan.
Dorothy Iannone - Hommage aux femmes et aux hommes - 1983 - Air de Paris, ParigiFra le straniere, Maureen Paley di Londra apre bene le danze, vicino all’ingresso, con un ottimo Liam Gillick (presenza costante in vari stand) e con Tillmans, fra gli altri. In situ di Parigi può fregiarsi di un’ottima e ampia opera di Mark Dion, la berlinese Opdahl propone una scultura a parete di Jimmie Durham e Dorothy Iannone, grande artista pop troppo trascurata, si riaffaccia da Air de Paris.
Interessante il rinnovamento della poetica di Haluk Akakçe, esposto da Alison Jacques di Londra assieme a un’ottima Hannah Wilke. Tra le opere di maggior impatto, quella perturbante di Elmgreen & Dragset (da Wallner, Copenhagen): un neoclassico, straniante pastore con la canottiera.

NEW ENTRIES
Disseminate tra quelle della sezione principale, 29 gallerie fondate dopo il 2005 esordiscono ad Artissima. Meritato il Premio Guido Carbone (che elegge il migliore stand della sezione) alla galleria Raebervonstenglin di Zurigo. Buone le opere di Födinger e Wagner, e soprattutto interpretato alla perfezione l’allestimento dello stand, che mette in questione la presenza del visitatore e contestare la classica disposizione "da bancarella” delle fiere. Tra le altre buone novità, anche Spazio A di Pistoia, con ottime opere di Bazzana, Carone e Nasuti Wood.

PRESENT FUTURE
15 gallerie, anch’esse alla prima presenza, presentano mini-personali di giovani artisti. Sezione un po’ scialba nel complesso, ma con qualche sorpresa. Il protagonista assoluto è Clément Rodzielski, proposto da Chantal Crousel di Parigi, con le sue riviste ritagliate, ottima idea (e stile quasi a punto) per un approccio nuovo al collage. Interessante ma non abbastanza formalizzata l’idea di Sophye Nis (galleria Greta Meert, Bruxelles), che indaga il concetto di pubblico ludibrio, sotto tono Giorgio Andreotta Calò da Zero... e poco significativi molti degli altri artisti.
Il Premio Illy al miglior progetto della sezione è andato a Melanie Gilligan, presentata da Franco Soffiantino con un video di non facile fruizione in fiera.

Artissima 17 - photo Max Tomasinelli
BACK TO THE FUTURE

È la grande idea dell’edizione numero 17. Dare spazio ai precursori del postmoderno, protagonisti o maestri dimenticati degli anni ‘60 e ‘70, con stand monografici. Il risultato è un po’ confuso, ma riserva picchi notevoli. Difficile dare un’idea di lavori in maggioranza concettuali nei pochi metri di uno stand, e in alcuni casi le opere sono minori.
Notevolissima comunque la presenza di artisti come Anna Maria Maiolino (Raffaella Cortese), Gianfranco Baruchello (Janssen), Maria Lai (Bortolozzi), Nanni Balestrini (Guidi & MG, ottima selezione di opere) e l’architetto-artista Gianni Pettena (da Enrico Fornello, lo stand più ludico della fiera, con il suo groviglio di carta che imbriglia chi ci entra).
Una sezione da riproporre l’anno prossimo, ma con alcuni accorgimenti. Altrimenti meglio tornare al tradizionale e suggestivo Constellations, con grandi installazioni di nomi altisonanti.

APPUNTI SPARSI (SORPRESE, RISCOPERTE, NOMI RICORRENTI)
La proposta quest’anno è stata varia, e non sono molti gli artisti che ricorrono da uno stand all’altro. Forse la sola eccezione è Liam Gillick, esposto tra gli altri da Maureen Paley e Air de Paris. Doppia presenza per John Stezaker, finalmente riscoperto anche in Italia, proposto sia da De Cardenas che da A Palazzo, e per l’interessantissima marocchina Latifah Echakhch (si poteva acquistare da Kaufmann Repetto e da Mennour di Parigi).
Tra le piacevoli riscoperte, spiccano i già citati John Stezaker e Dorothy Iannone. Ed ecco qualche novità da seguire: Maurizio Anzeri da De Cardenas, autore di straordinari cuciti su fotografia; Sergia Avveduti, rigorosa contestatrice dall’interno del Modernismo e del design (da Antonio Colombo); il pittore Paul P. da Maureen Paley; il duo di fotografi Gioberto Noro da Peola, da tenere d’occhio.

Melanie Gilligan, vincitrice del Premio Illy present future
LA SEDE

È una delle novità del 2010, e non delude affatto. L’Oval è affascinante e funzionale, con corridoi spaziosi e un aspetto accogliente. L’effetto cattedrale nel deserto è parte del suo fascino. Solita nota stonata, i servizi. Nei bar si mangia malissimo a cifre esorbitanti (e a pensare che a un chilometro e mezzo c’è Eataly la rabbia aumenta...), e non ci sono nemmeno i classici punti d’appoggio in piedi. La cosiddetta area fumatori esiste solo nelle insegne: bisogna uscire al gelo. Per non parlare di bancomat e taxi, non pervenuti.

IL CATALOGO
Era un’idea più che stimolante. Ma la realizzazione è stata fallimentare. Al posto del tradizionale catalogo, un raccoglitore ad anelli in cui riunire il materiale proposto dalle gallerie. Risultato: fotocopie in bianco e nero con poche o nessuna informazione, la scomodità di cercare lo stampato sui tavoli degli stand, una visita ancora più convulsa per i completisti che volevano conservare traccia di tutti gli stand. Per fortuna c’era anche l’agendina, più tradizionale raccolta degli indirizzi delle gallerie (anche qui, senza una foto) e Palinsesto, terzo volume del composito catalogo che però si concentra, pur con buona dovizia di particolari, sulle sezioni collaterali alla principale.

stefano castelli


dal 4 al 7 novembre 2010
Artissima 17
direzione: Francesco Manacorda
Oval - Lingotto Fiere
Via Nizza, 294 (zona Lingotto) - 10126 Torino
Orario: 4 novembre dalle ore 18 su invito; dal 5 al 7 novembre ore 12-20
Ingresso: intero € 15; ridotto €10
Catalogo disponibile
Info: tel.
+39 01119744106; fax +39 01119746106; info@artissima.it; www.artissima.it

[exibart]

 


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indice dei nomi: Antonio Colombo, Dorothy Iannone, Elizabeth Neel, Francesco Manacorda, Gianni Piacentino, Gioberto Noro, John Stezaker, Kiki Smith, Lorcan O’Neill, Maurizio Anzeri, Paul P., Sergia Avveduti, stefano castelli
 

2 commenti trovati  

17/12/2010
kapo
Solo un mesetto per questa recensione .....
Bravi


17/12/2010
lorenzo, mi
l'opera della Migliora era vergognosa, un tema del genere tattato con una leggerezza imbarazzante. vergogna vergogna vergogna. vergogna a chi permette che si realizzino pagliacciate così e irrispettose.
solo per cercare di fare colpo su chi? sulla critica dell'arte? sul pubblico senza cultura? provocazione che non funziona più e che la Migliora farebbe bene a prendersi una pausa di riflessione. visto che segue le mode del sistema dell'arte in base a dove funzionano di più non sarà difficile per le tentare una nuova strada.


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