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fino al 31.I.2011
Mario Cresci
Bologna, Pinacoteca Nazionale

   
 L’ingrandimento del chiodo infisso nei piedi del Cristo. Oppure un “rosone non euclideo”. Sono due delle sorprese lungo il percorso della Pinacoteca... valeria ottolenghi 
 
pubblicato
Di grande interesse è la vasta ricerca di Mario Cresci (Chiavari, Genova, 1942) ospitata nelle sale sotterranee della Pinacoteca: diverse forme di bianco e nero, immagini di oggetti, di ambienti, elementi geometrici in rapporti spaziali ricercati, fotografie scandite nel tempo, cicli, raffinati assaggi che vanno dal 1972 al 2008. Ma è poi possibile fare diversi incontri, con opere questa volta in gran parte a colori, che dialogano contemporaneamente con l’itinerario seguito in precedenza e alcuni dipinti storici esposti ai piani superiori.
Una piacevolissima occasione per conoscere l’attività trascorsa di un autore e nello stesso tempo scoprirne le reazioni a un preciso invito, nel confronto con quadri del passato, una serie di scelte - poche, discrete, preziose - che a loro volta sono sorprese per i visitatori "tradizionali” della Pinacoteca.
Ne La casa di Anita, singoli elementi acquistano speciale, commossa energia comunicativa in sfondi di grande chiarore, una scarpa o un busto ortopedico, Mario Cresci - Environnement - Roma, 1968oppure particolari interventi tendono a creare straniamento allo sguardo, come per alcune vecchie foto appoggiate al pavimento di granito o una borraccia argentea rovesciata: immagini-ricordo di una casa che andava svuotandosi, finito il tempo di chi l’aveva vissuta, perduto il senso di quelle memorie concrete.
Diverse le ricerche geometriche, i rapporti tra le forme, come in Alterazione del quadrato, ma anche Anamorfosi, e per Casa Barcella la serie di nove lumache scompaiono nell’immagine a fianco, lasciando solo le tracce del loro stare. Belli i due antichi volti "vintage” da esposizione in vetrina e di affascinante teatralità il ciclo delle Riflessioni, corpi di marmo su sfondo nero e linee sottili di luce come laser. E nel gruppo di Interni, l’iperrealismo si coniuga a figure evanescenti, ombre, corpi come fantasmi.
All’ingresso della Pinacoteca - per il percorso storico - una serie di differenti nuche si sovrappongono alle opere che i diversi soggetti stanno osservando. Si devono quindi scoprire i piccoli segnali che indicano gli altri interventi di Cresci, ingrandimenti (il chiodo del Cristo, la cornice, i tessuti, il sangue in fondo alla croce...), ma anche creazioni autonome, come l’Ostensione Ipad con fuoco o inserimenti che meravigliano, come il grande Rosone non euclideo. Spaesamenti.
Mario Cresci - Interno con tv - Barbarano Romano, 1979
Questo viaggio di conoscenza di Mario Cresci non si conclude a Bologna. Successive tappe sono già in calendario, a Roma, Attraverso la traccia (marzo/maggio 2011), e a Matera, Attraverso l’umano (giugno/settembre 2011).

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mostra visitata il 13 gennaio 2011


dal 19 novembre 2010 al 31 gennaio 2011
Mario Cresci - Forse fotografia
a cura di Luigi Ficacci
Pinacoteca Nazionale
Via delle Belle Arti, 56 - 40126 Bologna
Orario: da martedì a domenica ore 10-19
Ingresso: intero € 6; ridotto € 4
Info: tel. +39 051420941; sbas-bo@iperbole.bologna.it;
www.pinacotecabologna.it

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