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Vip Art Fair 2011

   
 Una fiera a portata di click. Nel turbinio delle fiere che “costringono” ad andare in giro per il mondo, ce n’è una che permette di non schiodarsi dalla poltrona. Ma solo per Very Important Person... antonello tolve 
 
pubblicato
Alla ricostruzione degli spazi - spazi reali virtualizzati che permettono allo spettatore di visitare sale gremite di opere, sezioni di collezioni, mostre, cataloghi ecc. - è subentrata negli ultimi tempi la realizzazione stessa di ambienti virtuali che si pone come un'ulteriore tassello del panorama tecnologico attuale. Dopo alcune esperienze volte a costruire un mercato dell'arte online - Christie's ha attivato, nel 2006, Live (un sistema di aste riservato agli utenti interattivi) seguita da Sotheby's che, nel 2010, ha inaugurato il progetto BidNow; Pierre Naquin, Stefania Angelini e Francesco Angelini (dell'omonimo gruppo farmaceutico), dal canto loro, hanno fondato, di recente, la società A&F Markets -, anche la fiera ha aperto i propri orizzonti organizzativi a una comunità "virtuale” dell'arte (collezionisti, curatori, appassionati, artisti) con una piattaforma globale a portata di click.
Difatti, con VIP Art Fair, una fiera interattiva collegata al popolo dell'arte dal 22 al 30 gennaio, si assiste ora a una prima struttura d'allestimento interagente costruita integralmente sul web e pensata come formula ubiqua.
Ideata e fondata da Jonas e Alessandra Almgren assieme ai galleristi James e Jane Cohan, curata dal duo Noah Horowitz / Stephanie Schumann e disegnata dal team della Supermetric, Vip Art Fair si presenta come un contenitore virtuale di taglio bidimensionale che permette al visitatore di attraversare con agilità padiglioni e stand forniti di opere (su pareti realizzate come fogli elettronici a scorrimento), artisti, spazi di interazione e informazioni multiple decisamente efficaci.
Pagina-stand virtuale della i8 Gallery, Reykjavik
Divisa in tre distinte aree espositive - VIP Premier (91 gallerie, ognuna delle quali presenta dalle 15 alle 20 opere, a seconda della dimensione del proprio stand contrassegnato da Premier Large e Premier Medium); VIP Focus (24 gallerie, ognuna delle quali presenta 8 opere di un singolo artista; straordinario è, in questa sezione, il lavoro di Naiza H Khan); VIP Emerging (24 gallerie, che presentano 10 opere prodotte da artisti emergenti) - e da un padiglione dedicato a Publisher & Partners, Vip Art Fair è eterotopia economica che bypassa il fastidio di uno spostamento fisico per proiettarsi lungo un canale virtuale in cui l'accesso interattivo alla visione delle opere e degli spazi detta le regole del gioco.
Portatile e su misura - a misura di schermo - la Vip Art Fair apre, così, una nuova finestra sulle meraviglie del contemporaneo (notevole è, fra l'altro, la performance di Brendan Fowler della Untitled, con cui l'artista dà l'illusione di essere presente e muoversi nel cyberspazio) che permette di frequentare da casa, con piacevole intimità, un segmento del sistema dell'arte, la fiera appunto, che si presenta, allo stato attuale, come l'ultima frontiera di un "grande circo errante” (Donald Thompson).
Al di là della VIP Lounge, in cui ritrovare una selezione di video commissionati dalla fiera e una serie di itinéraires curatoriali, ogni spazio espositivo mette a disposizione delle chat attraverso le quali dialogare con galleristi, assistenti di galleria, redattori o direttori di riviste. Per calcolare la propria statura di fronte all'opera è stata organizzata, inoltre, una Show scale, una sagoma in sei differenti forme e posture. Cliccando sul proprio profilo si entra, poi, in un'area personale nella quale modificare il proprio stato ed evidenziare le proprie preferenze artistiche.
Brendan Fowler - Untitled - 2011 - performance - courtesy l’artista & Untitled, New York
Quanti sono stati, tuttavia, i visitatori planetari? E quante opere sono state vendute con la prima fiera online? Ebbene, se nelle prime 72 ore sono state visualizzate ben 4.305.629 pagine e gli ingressi circa 291.476 (durante la preview, a causa della massiccia affluenza di persone, il sistema ha rallentato o ostruito l'accesso), al 31 gennaio, data di chiusura della fiera, sono stare visitate un totale di 765mila opere di cui zoomate ben 42mila e frequentate 42.300 pagine dedicate ai portfolio degli artisti. A questa campionatura va aggiunta, inoltre, la vendita confermata di opere quali, volendo proporre un ventaglio davvero minimo delle vendite (e il resoconto è davvero ampio), Sound Holes di Christian Marclay (50.000-100.000 dollari), la scultura in bronzo Mary Magdalene (Infinity) di Chris Ofili (250.000-500.000) o Die Birne di Rudolf Stingel (500.000-1.000.000).
Statistiche che non solo evidenziano una mobilitazione globale o il successo di vendita, ma anche un mutamento fieristico che si prospetta come un punto energico per quel pubblico, sempre più virtuale, del prossimo futuro.

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antonello tolve


Info: vipartfair.com

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indice dei nomi: Alessandra Almgren, antonello tolve, Chris Ofili, Christian Marclay, Donald Thompson, Francesco Angelini, James Cohan, Jane Cohan, Jonas Almgren, Mary Magdalene, Noah Horowitz, Pierre Naquin, Rudolf Stingel, Stefania Angelini, Stephanie Schumann
 

1 commento trovato 

17/02/2011
maria , roma
ma che sorta di resoconto è questo? SENZA una minimo approccio critico nell'analisi all'evento di cui si parla. ma antonello tolve l'ha capito che, tanto per fare un esempio, la chat nemmeno funzionava e che non si poteva nemmeno dialogare con i galleristi?

ma che senso ha leggersi questi articoli, tanto vale leggere un comunicato stampa.






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