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ANOTHER BRICK IN THE WALL

   
 Brick come mattone, laterizio, elemento fondante della storia architettonica italiana. Mattoni per ri-edificare un’attenzione al contemporaneo in un territorio che ha vissuto una diaspora. Nasce a Siena con grandi ambizioni, orchestrandosi su tre sedi per innervare l’affascinante città e l’ammaliante campagna, una nuova realtà pratica e teorica per l’arte e le arti. La collezionista Lucia Cresti e l’architetto Andrea Milani ne sono anima e corpo... Massimiliano Tonelli 
 
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Com’è nato Brick? Come siete arrivati alla prima presentazione dell’ottobre scorso?
Brick nasce molto prima di Brick. Il cuore del progetto è Casa Cresti, la sua architettura e la sua vocazione al contemporaneo. Quindi il passaggio a una forma meno privata e più partecipata di attività culturali ha portato alla nascita dell'associazione culturale. Uno strumento che riunisse le nostre esperienze e le mettesse anche al servizio di una più vasta fruizione. Non è un caso che quest'anno, in occasione della Giornata del Contemporaneo, Brick abbia aperto le porte della collezione ai cittadini curiosi di confrontarsi con l'arte e l'architettura. Il successo in termini di presenze ed entusiasmo ci ha confermato la bontà di operazioni come questa.

Chi siete? Chi c'è dietro Brick e da che tipo di pregresse esperienze (nel mondo dell'arte e non) provengono i soci fondatori?
Brick ha due presidenti, Lucia Cresti e Andrea Milani. Lucia è una professoressa che divide la sua passione per la cultura tra l'insegnamento attivo e la ricerca di nuovi linguaggi e forme di espressione dell'arte contemporanea. Andrea è architetto nel senso più vasto del termine. La sua formazione culturale lo pone naturalmente nella condizione di pianificare sia spazi fisicamente abitabili che strutture progettuali di condivisione culturale. Accanto a loro si muove lo studio di architettura inteso in questo caso come luogo di ricerca. A organizzare le attività dell'associazione si è da poco aggiunto Christian Posani, che con gli altri soci e i due presidenti ha condiviso anche la felice stagione senese del Palazzo delle Papesse.

Lucia CrestiMission dell’associazione?
Il momento particolare che sta attraversando la cultura contemporanea nella nostra città ci ha costretto a volgere, almeno per il momento, i nostri progetti verso una dimensione più divulgativa e formativa che espositiva. Pur non volendo sostituirsi alle istituzioni preposte a questo, Brick ha deciso di riservare alcune sue energie al riavvicinamento tra la cultura contemporanea e gli utenti, non solo quelli esperti del settore. Una maggiore comprensione di questi temi potrebbe significare una ristrutturazione del linguaggio che, sempre in divenire, ci circonda e che parla di noi e non di ipotetici altri. Quindi la nostra programmazione si sta concretizzando in tre aspetti specifici, almeno nel breve periodo. Per primo la ricerca sul contemporaneo, su cosa significa, su come si manifesta e cosa comporta, anche in termini di sviluppo tecnologico e teorico. Quindi un percorso in parte propedeutico alla cultura attuale. Poi con l'attivazione di residenze non solo destinate all'arte, ma anche all'architettura e alle scienze sociali, cercheremo di attrarre giovani menti e riunirle nella nostra sede di Fonteamara per lavorare attorno a progetti specifici ed interculturali. Per ultimo il tutoraggio di progetti che difficilmente sarebbero finanziati e/o sostenuti in questa contingenza economico-culturale, fornendo loro gli strumenti che sono venuti a mancare nel nostro territorio.

Che tipo di staff avete messo insieme per gestire le attività dell'associazione? Avete preso contatto con curatori, addetti ai lavori?
Stiamo inserendo con gli strumenti degli stage alcune giovani realtà, provenienti in massima parte dal mondo della ricerca culturale, nei processi organizzativi e attuativi dell’associazione. Accanto a questo aspetto formativo abbiamo attivato una dialogo sulla progettualità dello spazio di Fonteamara interpellando direttamente alcuni artisti vicini alle nostre posizioni ed esperienze (Pancrazzi, Cecchini, Pirri...), a cui abbiamo chiesto un apporto ideativo, creativo o anche solo teorico. Ovviamente il contributo dei curatori risulta essenziale per il coordinamento e in questo senso cerchiamo collaborazioni non esclusive ma specifiche per un progetto, senza predilezione sia per i curatori di una certa esperienza, che per giovani operatori anche alle loro prime prove.

I vostri spazi?
L’associazione si muove su tre assi complementari. Il primo, che è in fase di attuazione, è la sede operativa che condividerà con lo studio di architettura Milani alcune funzioni di ricerca e formazione e che si troverà in centro città, nel cuore di Siena. Il secondo riguarda il progetto e la realizzazione della sede di Fonteamara, sulle colline circostanti, la cui attuazione è al momento subordinata ai piani strutturali della città, che sembrano essere in fase di definizione. In questo spazio in divenire si svolgeranno le attività legate alla diffusione di contenuti culturali e alla conseguente presenza di pubblico, inoltre la sua struttura potrà ospitare residenze con finalità di studio e approfondimento sui temi del contemporaneo. L’ultimo è Casa Cresti, uno spazio che ha sempre accolto l’arte contemporanea e i suoi attori e che dalla nascita di Brick ospita appuntamenti e incontri mensili sviluppando e superando il concetto di salotto culturale. Accanto a questi spazi e anzi in relazione a essi si pone lo studio di architettura Milani, che oltre a ideare e realizzare i progetti architettonici legati a Brick costituisce uno dei rami operativi e di ricerca dell’associazione.

Andrea Milani - Scuola per l'Infanzia di Sinalunga
Per la grande sede "di campagna” a Fonteamara prevedete una nuova architettura contemporanea. Quali sono le difficoltà di costruire in un contesto così delicato come la campagna senese?

Un progetto di lunga gestazione in un sito altamente caratterizzato ha portato a un confronto serio, ma produttivo, tra le istituzioni e la committenza di quest’opera architettonica. Così anche la scelta di diluire la volumetria nel terreno è stata una conseguenza di questo proficuo scambio tra gli attori.

Tre sedi, una programmazione, incontri, residenze. Un progetto come il vostro costa...
Per ora Brick ha cercato di sostenersi con le sue sole risorse e anzi si è anche dedicata alla realizzazione di progetti condivisi con altre realtà a lei affini. Ovviamente, facendo un’attività non profit e volendo aprire a progetti più complessi e strutturati, la necessità di intercettare forme di finanziamento esterne si è resa necessaria. Considerando anche la singolarità che la nostra città rappresenta nella ricerca e accesso ai finanziamenti per la cultura, ci siamo resi conto che una strategia innovativa e non solo localistica sarebbe stata da preferirsi. Per questo, insieme ai nostri collaboratori, progettiamo non solo le attività, ma anche strategie di finanziamento.

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Quali saranno i prossimi eventi di Brick dopo la presentazione iniziale? Come si inizierà a strutturare la vostra programmazione?

La nostra attività, come detto in precedenza, è stata in parte condizionata non da un particolare clima, ma da una vera e propria necessità che il nostro territorio aveva di riattivare canali che per troppo tempo erano stati improduttivi. La scommessa sul contemporaneo e su come la cultura giochi un ruolo fondamentale nella vita delle persone ci ha prima spinti a creare l'associazione e poi a portarla a operare al livello del tessuto sociale. Accanto al progetto per residenze culturali e non solo artistiche, da realizzarsi non appena ristrutturata la parte abitabile di Fonteamara, abbiamo deciso di produrre e realizzare un ciclo di incontri sul contemporaneo a Santa Maria della Scala, che partiranno a marzo e che vedranno partecipare attori e interlocutori di livello internazionale (da Angela Vettese a Boris Groys). La scommessa non è sulla quantità, ma sulla qualità e sulla usabilità dei nostri progetti. Per questo, anche in un periodo di emergenza, continuiamo a guardare con ottimismo alla nostra mission.

a cura di m. t.

*articolo pubblicato su Exibart.onpaper n. 70. Te l’eri perso? Abbonati!


Brick. Centro per la ricerca e la cultura contemporanea
Via Tommaso Pendola, 8 - 53100 Siena
Info: tel.
+39 05771115930; info@actionbrick.org; www.actionbrick.org

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