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Didattica di periferia

   
 Il borgo medievale di Castelbasso come spazio-laboratorio a cielo aperto. Didattica dell’arte come opportunità per il luogo e i suoi abitanti. Questa è la sfida del progetto educazione della Fondazione Malvina Menegaz, a cura di Alessia di Clemente... Annalisa Trasatti 
 
pubblicato
Com’è nato il progetto educazione e con quali obiettivi?
È la risposta della Fondazione Malvina Menegaz per le Arti e le Culture di Castelbasso ai bisogni formativi del territorio in cui opera. L’intento della Fondazione Menegaz è quello di aprire un’area per così dire di periferia a innovative prassi del fare cultura, vedendo in ciò un’opportunità per il luogo e i suoi abitanti. La nuova sezione didattica opera affinché gli stimoli forniti possano agire in seno alla comunità in modo positivo e fruttuoso. Per questo motivo, il primo obiettivo che il progetto educazione si pone è quello di far sentire il visitatore a proprio agio di fronte all’arte contemporanea e non solo, in quanto la sua valenza educativa non è circoscritta ma affronta le diverse esigenze formative.

Quale la metodologia prescelta e le prime proposte ideate?
Sin dagli esordi, abbiamo presentato una nutrita offerta didattica collegata alle mostre ospitate a Castelbasso, differenziata in base ai pubblici: corsi di alfabetizzazione all’arte contemporanea per adulti, stage per studenti universitari, formazione del personale addetto alle mostre, percorsi guidati e laboratori dedicati alle scuole senza limite di ordine né grado, attività per giovanissimi e famiglie. Ma il progetto educazione organizza anche iniziative sciolte dalla programmazione espositiva della Fondazione, poiché vede nel borgo medievale di Castelbasso uno spazio-laboratorio a cielo aperto. La metodologia adottata si basa proprio sul principio del laboratorio, non soltanto esercizio pratico in cui vengono rielaborati i contenuti, ma clima formativo che stimola il pensiero e sollecita la riflessione personale. Il laboratorio è la strategia didattica trasversale a ogni attività, anche quando sembrerebbe non esistere una evidente manualità.

Attività di laboratorio per famiglie in occasione della mostra di Alighiero Boetti
Tornare a casa, lavorare in provincia, a dimensione umana, dopo un'esperienza pluriennale come la tua a Bologna prima e a Roma poi, cosa significa?

Ho sempre sperato di potere un giorno riversare nel territorio dove sono cresciuta quanto imparato presso realtà che sono leader in questo campo: il dipartimento educativo della Gam di Bologna e i servizi educativi delle Scuderie del Quirinale e del Palazzo delle Esposizioni di Roma. A Bologna ho compreso che la didattica museale non si ferma all’opera ma abbraccia il mondo e che un progetto didattico non è mai concluso, perché ogni volta si rinnova nella relazione col pubblico. A Roma mi sono trovata a ideare percorsi formativi anche per mostre di ambito archeologico e scientifico; ora riconosco che questo mi ha predisposta a un’apertura progettuale più ampia e pronta a soluzioni sempre nuove. Nel mio lavoro permangono elementi di questa esperienza lavorativa che ritengo indispensabili, come il valore educativo del libro d’arte, il cui ruolo pedagogico ho sperimentato utilizzando lo Scaffale del Palazzo delle Esposizioni, biblioteca specializzata nell'editoria internazionale d'arte per ragazzi. Dunque, il mio lavoro oggi non è cambiato nella sostanza, ma sicuramente nei numeri, che non sono quelli della grande città e che favoriscono una riconquistata "dimensione umana” del fare didattica.

La fondazione e il territorio... Quanto, per il progetto educazione, è importante investire in collaborazioni e partenariati e quali le strategie per l'anno scolastico in corso?
Con la prossima mostra Attraverso l’arte del ‘900: dal Futurismo all’Informale, la Fondazione Menegaz avvia un programma espositivo con finalità specificamente didattiche. Due appuntamenti - il secondo è previsto in autunno - che presentano in modo chiaro le fasi fondamentali degli sviluppi dell’arte italiana del Novecento, pensati proprio per avvicinare il pubblico più giovane all’arte moderna e contemporanea. In questa circostanza, a maggior ragione, il progetto educazione prosegue nel suo compito di mediazione culturale e opera per consolidare la fidelizzazione delle scuole e delle istituzioni culturali circostanti.

Attività di laboratorio in occasione della mostra di Alighiero Boetti
Altri progetti?

Quello sperimentale A futura memoria, che ha ottenuto il sostegno della Regione Abruzzo: un gruppo di giovani, guidati da un noto artista abruzzese, Giuseppe Stampone, faranno esperienza della memoria storica del luogo in cui vivono. Obiettivo del progetto, oltre impedire che la microstoria del territorio venga dimenticata, è favorire il dialogo tra le generazioni e creare un importante momento di crescita civile e culturale per i giovani.

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Boetti in mostra a Castelbasso

a cura di annalisa trasatti


Fondazione Malvina Menegaz - Palazzo Clemente
Via XXIV Maggio, 28 - 64020 Castelbasso (TE)
Orario: tutti i giorni ore 19-24
Info: info@fondazionemenegaz.it; www.fondazionemenegaz.it

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