Art Basel compie 42 anni e lo fa con il suo stile, impeccabilmente votato al contemporaneo. I riflettori sono puntati sulla ridente cittadina elvetica, termometro mondiale delle fluttuazioni, nella quantità e nella qualità, del mercato dell’arte contemporanea internazionale; evento fieristico che ora punta dopo l’America, con Art Miami, anche a Oriente con l’acquisizione della maggioranza di Art HK, società che gestisce la fiera di Hong Kong.
L‘
Art Basel Committee ha lavorato duramente fino ad arrivare ad una scrematura fittissima. Da 1000 gallerie che si sono proposte solo 300 le partecipanti, ovviamente il
gotha nel campo, per un totale di 2500 artisti esposti. La maggior parte delle gallerie provengono dagli Stati Uniti, 73 in tutto, a seguire le presenza tedesca che ne conta 50, poi la Svizzera e la Gran Bretagna, che in due fanno 60, Francia e Italia con 23 gallerie la prima e 20 la seconda, Cina e India si spartiscono invece 3 posti a testa.
Ma che "arte” si respira a Basilea quest’anno?
Gli occhi sono puntati sulla
main section della fiera
Art Unlimited, fiore all’occhiello dell’intero evento, che supera i confini convenzionali di una galleria d’arte
doc e offre agli artisti protagonisti uno spazio, la Hall 1, di 17.000 metri quadrati dove esporre le loro elaborazioni artistiche
oversize. Dalle sculture alle proiezioni video, dalle installazioni, ai murales, e ancora serie fotografiche e performance artistiche che superano le dimensioni consuete. Un invito dichiarato per stimolare il mercato ad

acquistare opere di grande formato.
62 in tutto le opere in formato maxi per una lista di artisti che rappresenta uno spaccato dell’attuale scena artistica internazionale. Anche quest'anno a concepire l'esposizione, generosamente sostenuta dall’UBS, è stato l'esperto curatore ginevrino Simon Lamunière.
Celebratissimo il gigantismo da un milione di dollari (queste le stime dell’installazione
Push Pull) dell’anglo-indiano
Anish Kapoor, quello che si dice un artista "sulla cresta dell’onda”, rappresentato dalla galleria Massimo Minini di Brescia, ora in mostra in due diversi sedi milanesi.
Seguono nomi di altri
big che presentano installazioni realizzate per l’occasione come l’americano
James Turrell (Almine Rech Gallery, Parigi), ad artisti dell'ultima generazione come
Jennifer Allora e
Guillermo Calzadilla (Galerie Chantal Crousel, Parigi) e
Mohamed Bourouissa (kamel mennour, Parigi). L’artista più giovane in fiera? Il 26enne
Jacob Kassay, che vive e lavora a New York. Presentato in fiera da due gallerie (Xavier Hufkens, Bruxelles; Art: Concept, Parigi), Kassay avrebbe dichiarato di voler vendere le sue opere in mostra esclusivamente ad istituzioni museali. In mostra anche un’altra giovane celebrità, l’ingelse
Mark Leckey, vincitore del
Turner Prize 2008 rappresentato dalla Cabinet Gallery di Londra.
La sezione Unlimited della fiera elvetica apre anche all’arte degli anni Settanta, Ottanta e Novanta. Ecco quindi sfilare artisti del calibro di
John Baldessarri (Mai 36 Galerie, Zürich; Marian Goodman Gallery, New York)
Daniel Buren (Galleria Continua, San Gimignano (Siena),
Thomas Shütte (Tucci Russo Studio per l'Arte Contemporanea, Torre Pellice - Torino). Tornano di moda anche i
mobiles dell’artista statunitense
Carl Andre (Alfonso Artiaco, Napoli), tra i fondatori del minimalismo
made in USA. In mostra un altro grandioso artista

americano
Robert Rauschenberg (Peter Freeman, New York).
Un pizzico di arte povera con le opere di
Mario Merz per la Galerie Tschudi, Glarus, e poi in Islanda con i
Masbedo, rappresentati da Noire Contemporary Art, Torino, che presentano in mostra un progetto sull’isola del nord europa.
Sempre nella famosa Hall 1 accanto ad Art Unlimited, le sezioni
Art Statements con 27 personali di giovani artisti, a 2 dei quali, l’uruguaiano
Alejandro Cesarco ed l’inglese
Ben Rivers, è stato assegnato il prestigioso
Premio Baloise. Ospiti della Hall anche le iniziative
Artists Books,
Artists Records,
Art Basel Conversations e
Art Salon talks.
Se il piazzale di fronte all’entrata del Messeplatz quest’anno risulta spoglio, ci pensa la sezione
Art Parcours a colmare il vuoto sfoderando una serie di installazioni (10 in tutto concentrate nel quartiere di St. Alban) di artisti internazionali come
Anne Chu,
Federico Herrero,
Chris Johanson,
Joan Jonas, tra queste anche un’opera dell’artista cinese
Ai Weiwei,
Old City Wall.
E’ la ricetta elvetica che punta sulle eccezionalità dell’arte contemporanea. Una ricetta che nell’edizione 2010, ha superato la quota di 60.000 visitatori, e che per l’attuale edizione tra addetti ai lavori, galleristi, artisti, operatori del settore, figure istituzionali, maestranze e curiosi, si candida a superare ogni precedente aspettativa.
Vedremo cosa diranno gli incassi (delle gallerie) a fine evento. Un pozzo da un miliardo di dollari, questo sembra essere il valore complessivo stimato.