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C'è chi dice sì alla Biennale di Sgarbi e lo scrive pubblicamente

   
   
 
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l'opera di Guido Fabrizi scelta peril Padiglione Italia della regione Lazio a Palazzo Venezia. Courtasy di Guido Fabrizi
"Mi chiamo Guido Fabrizi, sono uno dei partecipanti della Biennale ed espongo a Roma presso il Padiglione Italia a Palazzo Venezia". Inizia così la lettera aperta apparsa su Il Giornale di oggi, dell'artista Guido Fabrizi che senza vergogna ha detto "sì" alla stracriticata Biennale di Vittorio Sgarbi.
L'artista è stato pescato dalla rete, come lui stesso dichiara, in cui è presente con un sito personale farcito di gallerie fotografiche che scorrono al ritmo ipnotico del Valzer di Shostakovich, evocativo di atmosfere kubrickiane (a buon intenditor poche parole). "Sono stato invitato ad esporre alla Biennale una mia fotografia senza essere appetibile come merce di scambio". Un artista senza padrini quindi, la cui presenza all'estensione laziale del Padiglione Italia non ha alcuna "matrice politica, né clientelare o salottiera". Fabrizi invoca la solidarietà degli artisti, e lo stesso rispetto di coloro che hanno deciso di non partecipare, perché chi ha deciso di farlo non è una "pecora asservita".
Se avessi espresso un "no, nel mio caso, sarebbe stato forse più conveniente da un punto di vista di marketing", dichiara in chiusura l'artista.


lettera aperta:
Mi chiamo Guido, sono uno dei partecipanti, della Biennale ed espongo a Roma presso il Padiglione Italia di Palazzo Venezia. Devo fare una piccola premessa. Penso di essere una persona che cerca di esprimere qualcosa a livello puro, senza fini nascosti. In questo contesto di crisi economica, continuo con le mie deboli forze a dare il mio piccolo contributo alla comunicazione sociale, come fotografo e regista, senza ritorni economici né di visibilità, poiché solitamente le campagne non si firmano e il no-profit non dà quadagni... (Toscani a parte!-). E in questo personale percorso, per mantenermi, non essendo ricco di famiglia, svolgo lavori manuali che molti degli artisti che hanno snobbato la Biennale non farebbero fare neanche al loro cameriere....
Sono stato invitato ad esporre una mia immagine fotografica senza conoscere nessuno, senza essere appetibile come merce di scambio. Un sabato pomeriggio Vittorio Sgarbi mi ha chiamato, avendo visto una mia immagine su internet, e mi ha proposto semplicemente di esporre alle Biennale senza secondi fini.  Non abbiamo neanche le stesse idee politiche...
Quindi ho pensato di accettare senza aristocratismi artistici perchè forse la Biennale 54, del centocinquantesimo dell'unità d'Italia, doveva esprimersi proprio in questo modo!
La scelta di non partecipare potrebbe essere solo una posizione politica pronta a prendere il prossimo treno, e non a vivere l'arte in "senso puro". Facile cogliere la provocazione del momento supportata dal consenso. L'arte non è questo! I partigiani erano un'altra cosa: lottavano e morivano coerentemente per la libertà, ed i miei parenti ne sanno qualcosa.
Quindi, da partecipante alla Biennale che vive la propria vita espressiva al di sopra delle parti, reputo ingiusto dovermi sentire non meritevole della vostra solidarietà, semplicemente per non aver espresso un "no" che, nel mio caso, sarebbe stato forse più conveniente da un punto di vista marketing... La mia presenza all'interno del Padiglione Italia di Palazzo Venezia non ha matrice politica, né clientelare, né proviene da un salotto. Quindi ritengo di aver diritto allo stesso rispetto e solidarietà di chi ha rifiutato, seguendo motivazioni che personalmente non mi sento di giudicare. La strumentalizzazione delle cose è uno dei principali problemi del Paese. Perchè voler far apparire tutti i partecipanti della Biennale come delle pecore asservite.. Parliamo di pregiudizio e generalizzazione. Due parametri di valutazione che da sempre distorcono la realtà. Guido Fabrizi


www.guidofabrizi.com


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6 commenti trovati  

21/07/2011
Enrico, Roma
Non per essere cerchiobottista ma per me ha ragione sia chi partecipa e chi ha detto no, anche
se chi ha rifiutato rinuncia ad una vetrina
importante. Ha me non piace l'idea dell'esportare Venezia altrove, e nutro dei forti dubbi sulla scelta fatta casualmente in rete. Alla biennale non ci vanno gli "artisti invisibili",la sezione raccomandati ovvero l'arte fatta nei salotti, o del mi "manda Picone" ne è la prova.


28/06/2011
Pietro Mancini, Pomezia /roma
http://www.pietromancini.com
Anch'io sono stato "pescato" e partecipo al padiglione calabria.....riguardo a questa Biennale ci sono critiche che condivido ed altre no....il discorso sarebbe lungo e sinceramente non mi va di fare una specie di tema in questa sede, in breve posso dire che "l'ammucchiata" al padiglione italia venezia, tecnicamente poteva essere esposta meglio, la scelta degli artisti? tanti validi a mio parere ed altri meno, sempre a mio parere (e quindi discutibile)....a favore dico che ampliare gli spazi nelle regioni ha dato una visibilità all'arte italiana che le precedenti biennali non hanno mai fatto.....e questo l'ho pensato anche prima del " mio pescaggio ".
Infine posso dire che per un "pesce" come me questa biennale comunque vada è una possibilità


24/06/2011
Vittorio Del Piano Atelier MediterraneArtePura, Grottaglie/Taranto/Nizza
E...CE CHI DICE SI e NO alla Biennale e lo scrive publicammente -
Vittorio Del Piano - di MediterraneArtePura.
_______________________

DICO SI: per far in modo così che un giovane si possa esprimere e "mostrare" non di apparire con la speranza di non "scomparire".
_______________________

DICO NO: per far "capire" (spero) che l'Arte la deve fare chi la "SA" e chi la sa fare. Senza intermediari (i critici del nulla), l'Artista colto, preparato, dotato, intelligente, è critico di se stesso.
Nessun "mercante", nessun "padrino", basta
la propria originalità e l'autogestione, senza passare da nessuna "cruna dell'ago".
_______________________

E ‘giunto il tempo di saper fare programmi e progetti di autogestione per l'arte intesa come Arte-Pura e come Comuni/Azione con originalità come Arte-Totale per essere cosmicamente "Natura-Cultura" d'oggi e con i vari linguaggi espressivi già in essere teorizzati e praticati (v.) Gillo Dorfles - Guido Le Noci - Pierre Restany - Marshall McLuhan...) e gli artisti originali esistenti...
("dalla notte che verrà avrò speranza")
__________
E-mail: delpiano.artepura@libero.it
Vittorio Del Piano Atelier MediterraneArtePura
Grottaglie-Taranto-Nizza



24/06/2011
Erminia Fioti, Catanzaro
Tra gli artisti "anonimi" selezionati per la 54 biennale (Padiglione Regione Calabria) ci sono anch'io, inizialmente con il cognome errato: Foti anzichè Fioti. Finalmente dopo tante sterili polemiche, leggere la lettera di Guido Fabrizi mi ha molto rincuorato e mi sono ritrovata in quasi tutto quello che ha scritto. Personalmente "muoio" d'Arte, ma non saprei vivere diversamente e quando è necessario scegliere lo faccio senza titubare: non sacrifico un tubetto di colore neanche per un panino. Sarà per questo e per mille altri motivi (vedi la gioia dei miei figli) che sono immensamente grata a chi mi ha selezionato. D'altra parte la paura di cadere nell'oblio non mi spaventa, per adesso ci tengo a godermi in pieno questi quindici minuti di "eccellenza".

23/06/2011
Massimo
Caro Signor Fabrizi, mi fa piacere notare ogni tanto qualcuno che ragiona col cervello e non con altre parti del corpo o ancor peggio con la tessera del partito.
Complimenti ed auguri.


22/06/2011
Sandro Bongiani, Salerno
http://www.ophenvirtualart.it
“IL PROBLEMA E' NON RICADERE NEL PROFONDO ANONIMATO"

Caro Guido Fabrizi, nonostante sia stato “pescato” occasionalmente dalla rete, si considera di fatto un artista senza padrini e padroni e quindi non intende essere associato a tanti personaggi che sono asserviti al miglior offerente. Ci dice che forse sarebbe stato più conveniente per quando riguarda il Marcketing non partecipare. Non sono del tutto convinto. Ha fatto, mi creda, la cosa più giusta e ragionevole. In fondo 15 minuti di successo, come lo intendeva Warhol, non si negano a nessuno. Come per il Grande Fratello la Biennale di Venezia da possibilità di essere presente e in vista per alcuni mesi. Il problema è se dopo il momentaneo interesse da parte dei "media" siamo ancora in grado di mantenere la stessa attenzione e lucidità di prima senza sprofondare nel consueto anonimato. Se vi è alla base di una ricerca la qualità non dovrebbe sussistere il problema. Questo e il motivo essenziale che differenzia un purosangue di razza da un povero ronzino paesano.
Cordialmente, Sandro Bongiani


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