pubblicato martedì 3 aprile 2012
Painting Detours è la prima residenza per artisti legata alla pratica pittorica in Italia. Il progetto, nato da un'idea del curatore della Galleria d'Arte Contemporanea di Monfalcone, Andrea Bruciati, si terrà a partire dal prossimo 10 aprile, coinvolgendo gli spazi di Villa Gorgo-Guado dell'Arciduca, storica dimora situata a Nogaredo al Torre, in provincia di Udine.
Ma andiamo per gradi: si comincia stasera, alla Galleria di Moderna di Udine con la collettiva "Per te solo il cuore dimentica ogni suo affanno", a cura di Bruciati ed Eva Comuzzi. Una settimana scarsa di mostra dove sono presentati i lavori dei dieci artisti selezionati da Luca Bertolo, Francesco De Grandi, Maria Morganti e Marco Neri, i "tutor" che hanno "promosso" i giovani che prenderanno parte alla residenza. Il progetto, il cui titolo della mostra è tratto, come il precedente "Senza di te che sarei mai io" -dove avevano esposto i "big"- da Le Confessioni di un Italiano di Ippolito Nievo, fa parte di un programma più ampio di rilancio del territorio friulano su scala internazionale, grazie proprio all'ausilio delle arti visive. Un'iniziativa che stanno promuovendo soprattutto le associazioni locali di Nogaredo sul Torre, sede della Villa che ospiterà, al termine del periodo di ricerca, il 12 maggio, le opere realizzate durante la residenza da Riccardo Baruzzi, Thomas Braida, Silvia Chiarini, Sara Enrico, Pesce Khete, Ivan Malerba, Gionata Gesi Ozmo, Dario Pecoraro, Vito Stassi, Lucia Veronesi.
Nel corso di un mese i giovani avranno, oltre ai vari incontri con gli artisti "padri", anche una serie di studio visit da parte di critici e curatori e una serie di appuntamenti con gli abitanti della comunità locale. D'altronde il dialogo con il territorio è una delle finalità che la residenza vuole perseguire: un'indagine pittorica che attraversi non solo lo spazio architettonico ma anche paesaggistico, dove la nuova pittura diventi elemento di connessione tra i dipinti murali di Villa Gorgo, che rispecchia il gusto per l'effimero e l'attenzione per la decorazione scenografica settecentesca, che contraddistingue le ville venete, e la civiltà di stampo contadino della provincia di Udine. Interpretare dunque, guardare paesaggi di una particolarissima area geografica italiana che diventerà per gli artisti una sorta di "strumento" creativo e di ispirazione. Per la pittura e sulla pittura. In attesa della collettiva finale, opening il 12 maggio, che concluderà la residenza documentando in catalogo tutte le fasi del progetto.