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La Lavagna |
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di Ludovico Pratesi Una grande bellezza sprecata L’ultimo film di Paolo Sorrentino punta l’indice su un mondo romano floscio e forse disperato che abita una città dalla bellezza ormai paradossale. Ma ce n’è anche per il mondo dell’arte contemporanea. Altrettanto malmesso e paradossale. Senza essere neanche particolarmente "bello". ... segue
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Speciale Biennale/Parlano gli artisti del Padiglione Italia |
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L’incontro tra Elisabetta Benassi e Paola Ugolini chiude il nostro viaggio per conoscere meglio gli artisti che ci rappresentano a Venezia. Benassi è l'unica altra donna presente, oltre Francesca Grilli. Di poche parole, come spesso sono gli artisti ... segue
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Ritratto del curatore da giovane |
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Continua il nostro viaggio nella giovane curatela. Questa volta Manuela Valentini intervista Cecilia Canziani. Toccando anche alcuni punti critici che possono generarsi dalla sovrapposizioni di ruoli e incarichi. E Cecilia risponde ... segue
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Parola d'artista |
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L'intenzione e il caso di Patrizia Cavalli
La poetessa ha da poco inaugurato una mostra presso lo studio Stefania Miscetti di Roma con, tra altre, un'installazione ricavata dai suoi appunti mattutini. Pubblichiamo il testo che ha scritto per la mostra romana ... segue
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Scacco alla crisi |
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Seconda tappa del nostro viaggio alla ricerca di realtà che provano a non farsi inghiottire dal buco nero della crisi. Questa volta la contromossa è di Eventi-Arte-Venezia. Ascoltiamo da Matteo Efrem Rossi, fondatore dell'associazione, come reagiscono all'impasse attuale di Elisa Decet ... segue
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Musica elettronica, parole d’artista, specchi e luci sono gli ingredienti del terzo appuntamento di “Con Parole Sue”, al Museo Del Novecento di Milano. Per coniugare note e arte contemporanea, sotto Lucio Fontana di Caterina Failla ... segue
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Contrordine. Dopo le dichiarazioni positive di Pisapia arriva lo sgombero. A MACAO tutti fuori |
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pubblicato martedì 15 maggio 2012
Una premonizione infausta: ieri sera l'annuncio di Pisapia che chiede agli abitanti di MACAO di partecipare a un bando pubblico. Stamattina la polizia a sgomberare.
L’annuncio è stato dato su facebook e Twitter poco dopo le 7. Gli sgomberi avvengono all’alba, certo. Per non lasciare organizzare nessuno. Gli occupanti di MACAO chiedono aiuto, ma poco succede. Lo sgombero invocato, temuto e sussurrato alla fine arriva questa mattina, dopo 10 giorni in cui a Milano "sembrava anche di volare". «È scandaloso che Pisapia non difenda Macao» twittano i cittadini. E dal canto loro, i ragazzi di MACAO, promettono che non finirà qui.
Il palazzo fino a pochi minuti fa era presidiato a ogni angolo da agenti. Mentre il tam tam in rete ribatte: «Lo spettacolo continua». Dove e quando ancora non si sa. Forse in un parco. Su facebook vi sono post in cui si invita a non incollarsi all’edilizia, soprattutto se mafiosa.
Pare inoltre che Dario Fo abbia sollecitato Stefano Boeri a recarsi sul luogo. Invito declinato dal più trendy degli Assessori italiani.
L’appello firmato dalle 3mila persone di cui vi avevamo annunciato è ancora valido. Ma per ora MACAO sara solo il ricordo di una breve resistenza. La sveglia di molte coscienze. E la torre Galfa tornerà ad essere il mausoleo vuoto di una Milano che si vorrebbe non esistesse più.
In un comunicato diffuso poco fa i lavoratori dell'arte hanno riportato il messaggio di Alberto Lucarelli, Assessore Beni Comuni del comune di Napoli, in merito alle occupazioni della Torre Galfa di Milano, del Teatro Valle di Roma e del Teatro Garibaldi di Palermo: «I casi del Teatro Valle, del Garibaldi, di Macao ci impongono di ritornare ad interrogarsi sull’annosa distinzione tra legalità e legittimità. Non tutti gli atti legali, ovvero conformi ad una legge, ad una regola scritta sono legittimi (quante leggi circolano indisturbate nella società pur contenendo norme in contrasto con la Costituzione e i diritti umani?), così come non tutti gli atti illegali, ovvero in contrasto alla legge, sono illegittimi. In sostanza vi sono occupazioni di proprietà pubbliche o private che oggettivamente sono illegali, in quanto in contrasto con le norme a difesa della proprietà, ma che tuttavia in alcuni casi trovano una loro legittimità attraverso forme di dissenso e di azione politica, in particolare nei momenti di crisi della rappresentanza e di negazione dei diritti sociali.
Talvolta la violenza legale delle regole può determinare l’insorgere di comportamenti illegali che tuttavia trovano la loro legittimità nel quadro politico, sociale ed economico, e nel recupero di una funzione sociale degli spazi».
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