17 maggio 2012

MACAO. Tutti al concerto. Dalle 21, in via Galvani, cento musicisti del Verdi alle prese con le “Nozze di Figaro” in un happening aperto a tutti

 

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Raduno alle 20 in stazione Centrale, e poi a piedi fino a via Galvani, incrocio via Fara. Inizierà così, con un corteo, la serata MACAO di stasera, dove protagonisti saranno 100 musicisti del conservatorio Giuseppe Verdi, diretti dal Maestro Monetti. Ovviamente a titolo gratuito, per rivendicare ancora una volta la capacità e la necessità di creare aggregazione costruttiva intorno a spazi che mancano. «MACAO intende promuovere tutte quelle iniziative tese ad aprire un libero dibattito tra i cittadini e cittadine per favorire il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori e le lavoratirici all’organizzazione culturale, politica, economica e sociale del Paese» è uno degli ultimi messaggi lanciati dal movimento sulla pagina facebook. “Sfrattato” dalla Torre Galfa MACAO continua a sfilare i suoi assi dalla manica, e ha raggiunto in poco più di dieci giorni un apprezzamento di quasi 30mila utenti facebook e, sociologicamente, si sta rivelando una sorta di valanga, l’innesco che ha unito un’intera fetta di popolazione in una lotta serrata, a colpi di creatività, con l’ostruzionismo del potere. Stasera l’Orchestra denominata “Macao Production”, formata dagli studenti del Conservatorio – partecipanti a titolo personale – e da tutti i musicisti di Milano che spontaneamente vorranno esserci, eseguirà l’Ouverture dalle Nozze di Figaro, il primo e il quarto tempo della Sinfonia mozartiana. Un’altra manifestazione che forse le alte cariche del “Palazzo” non commenteranno, non ascolteranno, così come per ora è rimasta senza risposte istituzionali la lettera indirizzata idealmente al sindaco Pisapia arrivata da Berlino, firmata dalla curatrice Barbara Fragogna, e pubblicata interamente nei commenti alla news “Macao: un Tacheles meneghino” dello scorso 7 maggio. Mentre arriva un’altra dichiarazione, non di guerra, ma certamente di intenti: «MACAO non cerca spazi: libera i luoghi chiusi». E così sia, sperando che questa valanga di coscienza non si arresti.

2 Commenti

  1. Macao è un totem di buon auspicio, ma va riempito di contenuti affinchè non rimanga un locale dove ascoltare musica il sabato pomeriggio. Macao è il miraggio di qualcosa che si ha bisogno di aspettare ma che non arriva, per questo motivo ha così tanto seguito. Ma anche la Lega Nord aveva tantissimo seguito..quindi? La differenza la fanno i contenuti che per ora in Macao non vedo, al di là di bombolette spray e musica a caso.

    Invito Macao a questo progetto in occasione della Biennale di Venezia 2013; senza luogo e tempo, ma con un blog di coordinamento: http://www.kremlino.blogspot.com

    Qualcosa che non si potrà arginare con uno sgombero a patto che ci siano contenuti.

    LR

  2. Un’Orchestra Sinfonica tra la folla, corroborata dal motorismo clacsonico urbano, pone degno monumento sulla fossa comune di Mozart, e sarebbe piaciuta a John Cage, a Satie, a Ornette Coleman e via dicendo.
    Prima del concerto, Assemblea sui termini del Presidio, e la proposta di Boeri.
    MACAO è il virus benefico che si diffonde in città.

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