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Crisi della cultura in Italia? Bergamo rilancia, con il sì alla nuova sede della GAMeC
pubblicato giovedì 14 giugno 2012

[gamec] Latifa Echakhch - Le rappel des oiseaux - veduta della mostra presso la Gamec, Bergamo 2010 - photo Jacopo Menzani

Quasi 5mila e 500 metri quadri da destinare alla nuova sede della Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo. Un progetto che era stato proposto sin dallo scorso agosto, ma con i tempi che corrono si erano perse del tutto le speranze. Finché dopo 10 mesi arriva il sì definitivo e l’approvazione da parte dell’Ubi Banca, socio benemerito della GAMeC. «Il via libera ufficiale è stato dato, ora attendiamo solo che la proposta venga protocollata per poter cominciare» ha dichiarato l’assessore all’Urbanistica Andrea Pezzotta «Ma contiamo nell’attuare tutto nel più breve tempo possibile».
Il Pgt aveva in mente di demolire gli ex Magazzini Generali di Via Rovelli e di realizzare un parco ed abitazioni. Ma è stata proprio l’Ubi a controbattere proponendo di riconvertire i magazzini come nuova sede della GAMeC: «Un segno che vogliamo lasciare alla città uno spazio importante» erano state le parole di Emilio Zanetti, presidente del Consiglio di gestione di Ubi Banca. Una scelta che porterà così anche al recupero di una zona periferica e difficile dove però niente verrà demolito, ma anzi il restante spazio di Via Rovelli sarà utilizzato dalla stessa Ubi per realizzare spazi dedicati ad un centro di formazione, un ristorante, un bookshop e all’esposizione della collezione d’arte della banca. Ma insomma come sarà la nuova GAMeC? Il museo, collocato negli edifici più bassi dei Magazzini Generali prevederà nell’interrato i depositi, le collezioni permanenti e i prestiti, al pianterreno le mostre e le esposizioni e al primo piano gli uffici. Un piano ambizioso, quindi, che speriamo faccia bene i conti con le risorse effettivamente disponibili. E che fine farà la sede di Via San Tomaso? Si parla di spazi espositivi destinati alle mostre dell’Accademia Carrara, anche se il Pgt proponeva per quest’ultima la Montelungo. Per ora però meglio fare un passo per volta: lo "spazio" per la cultura sembra trovarsi sempre. (Francesca Iani)

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