pubblicato martedì 3 luglio 2012
Los Angeles World Airports (Lawa) e il Dipartimento degli Affari Culturali (DCA), ha ideato il progetto See Change, un innovativo impianto di video arte situato nel Terminal del Tom Bradley International Airport di Los Angeles -LAX-, nato dopo 7 anni di lavoro e con un costo totale di circa 250mila dollari (interamente finanziato dai ricavi raccolti attraverso le operazioni aeroportuali). Si tratta nello specifico di 27 opere multimediali site-specific accessibili al pubblico tutti i giorni dalle 6 del mattino alle 2 di notte. Diciassette il numero di artisti a cui è stato commissionato di creare filmati di 15 minuti incentrati su Los Angeles o sull’aeroporto e i temi ad esso legati. Una serie di scene mostra gente che va e viene attraverso i terminal e gli aerei che decollano e atterrano. «È stato un progetto realizzato pensando a come tutti gli aeroporti sono collegati, come fossero una città sospesa – ha detto la curatrice Anne Bray – un progettato per dare quel senso dell'essere parte di un fenomeno più ampio».
Una delle opere presenti è Current, degli artisti Patty Chang e Noah Klersfeld: si tratta di un video che segue una pianta d'appartamento in viaggio attraverso le viscere del sistema bagagli. «Abbiamo voluto alzare il sipario e dare ai viaggiatori una visione dei meccanismi interni di questa rete di trasporto di massa globale in modo del tutto personale», ha detto Klersfeld. «Una pianta d’appartamento è un'icona molto distinta della domesticità, è vulnerabile, ma allo stesso tempo forte». Alcune opere sono un montaggio di clip sui singoli canali che cambiano ogni pochi minuti. Altri, come Transit di Scott Snibbe, utilizza gli schermi come una tela di grandi dimensioni in cui silhouette improvvisano balli mentre parlano al telefono o trasportano bagagli. Todd Gray e Joseph Santarromana hanno invece utilizzato singole schermate per mostrare un ampio database di persone diverse che si incontrano e si salutano tra di loro attraverso cenni, sorrisi, strette di mano, abbracci e baci, programmati in modo che gli spettatori possono vedere somiglianze e differenze. Certo, un progetto bizzarro, visibile solo agli utenti dell'aeroporto, di certo non l'ambiente migliore per "osservare" opere, siano anche esse di videoarte, ma che almeno toglie un po' dell'anonimato internazionale a uno dei più grandi aeroporti del mondo. (Francesca Iani)