pubblicato mercoledì 25 luglio 2012
La notizia ha un'allure a metà tra il grottesco e il drammatico: Palazzo Barberini di Roma, nei pomeriggi di agosto, sarà chiuso perché in servizio ci sono solo due persone. Che non possono fare il 50 per cento in più di straordinari sugli orari di contratto. Lo ha riferito Anna Lo Bianco, direttrice della Galleria Nazionale d'Arte Antica di Roma. La causa? Ovviamente è da ricercare nella ristrettezza di fondi, che costringerà il museo a chiudere anche la domenica. Un restauro complessivo del palazzo, durato fino al 2010, costato 18 milioni di euro e ora, si chiude. O si va avanti a metà, come preferite. Di certo però si tratta dell'ennesimo segnale non particolarmente positivo, giusto per usare un eufemismo, in cui versa l'amministrazione dei Beni Culturali in Italia. Quindi a metà anche Raffaello, Caravaggio, Holbein, Guido Reni, Poussin.
I dipendenti del ministero non bastano più, i pensionamenti nel settore sono all'ordine del giorno, la falce in pochi anni ha tagliato quasi 6mila posti e i giovani assunti non bastano a coprire tutte le strutture culturali in sofferenza.
Una soluzione possibile ma temporanea? Spostare alcuni custodi dalla Galleria Spada o da Palazzo Venezia, musei meno densi di visitatori e capolavori. Oppure si potrebbe appaltare a privati la concessione per il servizio di custodia. Ma il problema resta sempre uno. I soldi. E in seconda istanza, non meno grave, che Palazzo Barberini resterà chiuso proprio nei giorni festivi che, si sa, per un museo storico sono quelli più densi.