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La Palestina non è solo segnata dalla guerra e dalla violenza. Lo racconta una mostra di videoarte e fotografia in Australia, che vuole esaltare il lato più divertente del Paese
pubblicato giovedì 30 agosto 2012

Beyond the last sky

C’è un crescente riconoscimento della pratica artistica contemporanea palestinese a livello globale, ma questa è la prima mostra in Australia dedicata esclusivamente ai video e alla fotografia contemporanea del Paese del Medio Oriente. Attualmente il territorio sta vivendo quella che potrebbe essere descritta come una vera rinascita culturale e con l'ammissione della Palestina come membro dell’UNESCO nel 2011, l'esperienza e l'identità del Paese devono essere debitamente riconosciute. "Beyond the Last Sky" -Oltre l'ultimo cielo-, che  ha inaugurato ieri presso l’Australian Centre for Photography, a Paddington, mette in mostra la diversità e l’originalità dell’arte contemporanea palestinese, che si è sempre più allontanata dal semplice lavoro di documentazione per approdare alle forme più sperimentali e innovative. Certa di coinvolgere i partecipanti, "Beyond the Last Sky" apre la strada a una nuova comprensione della politica, della cultura e delle tensioni della Palestina, offrendo la possibilità al pubblico a guardare il Paese da un punto di vista non convenzionale, giocoso e coinvolgente, facendo leva sul potenziale sovversivo dell’umorismo per minare gli stereotipi. La mostra prende il nome dal verso "Dove voleranno gli uccelli dopo l'ultimo cielo", contenuto in una poesia di Mahmoud Darwish, e nel libro di Edward Said "After the Last Sky" del 1986. E l'esposizione è stata proprio curata come se fosse l'evoluzione del libro di Said. Taysir Batniji, Khaled Hourani, Yazan Khalili, Khalil Rabah, Raeda Saadeh sono alcuni degli artisti chiamati a partecipare con le loro opere. Un ulteriore gradino per imparare a conoscere e apprezzare, più approfonditamente, la cultura di una delle zone più complesse del globo. (Francesca Iani)

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