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Bologna Premiopoli/ Dal rosa al nero le tinte dei premi dell'art week. Ma Furla non convince

   
   
 
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Margherita Cesaretti, Erbario, 2012, courtesy Galleria Montrasio, Milano

L'ultima nomina, in ordine di tempo, è arrivata ieri sera: Gianni Moretti, in coppia con la curatrice-critica Manuela Pacella, sono stati i vincitori del Premio, dedicato agli under 35, messo in palio da SetUp. Un monumento funebre per episodi di cronaca nera, come il femminicidio, a volte apparentemente senza movente, e sempre senza colpevole. Una piaga che l'artista umbro rilegge attraverso la vita delle falene, ma che potrebbe far riflettere molto anche sul tema della giustizia italiana. Nel bailame di SetUp, negli uffici al primo piano della stazione delle autolinee, in realtà lo spazio milanese di Fabbri.CA, insieme a Oltredimore e Sabrina Raffaghello, aveva le offerte e l'allestimento più curato (per quanto possa essere curato un allestimento in uno spazio dalle porte in pvc e con luci al neon e una sgualcita moquette grigia). Non c'è male. Euromobil, invece, che per il secondo anno consecutivo ha scelto un artista presentato dalla galleria Boccanera di Trento, andato a Valentina Miorandi ex aequo con Margherita Cesaretti, presentata da Montrasio di Milano, convince di più. Un premio total pink, dove i lavori delle due artiste, entrambe classe 1982, forse non hanno l'immensa forza del concetto, ma suggestionano lo sguardo: il Last di Miorandi è un "povero Cristo” lasciato solo alla sua mensa, in uno scatto in negativo: il profeta tradito prima del tempo e vittima di un verbo che non riesce più ad appassionare nemmeno i proseliti? Cesaretti invece, con il suo Erbario, sembra voler rimettere l'accento su una pratica dell'arte intesa come poesia dello sguardo, in una dimensione onirica e quasi surreale. L'arte torna arte? Sicuramente in casa Euromobil si vuole qualcosa che possa essere "piacevole”, ma non per questo meno intelligente. Buona la scelta insomma.
Anche Furla, il più quotato dei premi, ha virato in rosa, premiando, come vi abbiamo informato praticamente in diretta,  mentre era annunciata la vincitrice, Chiara Fumai. Due parole però su questo premio vanno spese. Intanto, lo sforzo era sembrato andare in direzione di una scelta ancora più "giovane”, visto che De Luca, Invernomuto, Stucchi e Tonus sono rispettivamente classe 1988, 1982 e'83, '88 e 1984, e invece il verdetto finale ha premiato un’artista prossima ai 35 anni (limite di età  per la partecipazione) con un lavoro molto anni Settanta. Poi, diciamolo, tanto rumore per nulla: illustri curatori nazionali e internazionali, giuria di primo livello, ma le scelte finali? Se si toglie il glamour della serata in cui si annunciava la vincitrice, affollata come non mai, a voi la mostra del Premio Furla è piaciuta? A noi no. E allora come si giustifica tanto chiasso mediatico e partecipazione di pubblico? Molto glamour, appunto. Sotto il vestito, poco insomma.
 


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