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Movimento 5 Stelle e programma culturale

   
 di Adriana Polveroni  adriana polveroni 
 
pubblicato martedì 26 febbraio 2013
Ho sfogliato on line il programma di M5S. Non c'è traccia della cultura. Scelta grave per un movimento che vuole essere innovativo, mandando pure a casa tutti i falliti (e certo non ha torto), ma ponendosi come la vera alternativa all'Italia alla deriva. Ma come si fa a parlare di svolta, di nuovi programmi se in questi programmi non ci si mette la cultura? Non come diletto per anime belle, ma come una delle possibilità concrete della ripresa e, a questo punto, della svolta che loro stessi definiscono "storica".
Penso che con Grillo e il suo movimento, comunque la si metta, bisognerà imparare a parlarci, articolando (finalmente!) un nuovo linguaggio politico. Una lezione che può essere salutare per tutti, perché cambiare, nelle condizioni in cui siamo, non può farci altro che del bene. Ed è chiaro che occorre rivedere molte posizioni: lo scetticismo espresso nella facile accusa di demagogia o, peggio, populismo. Perché a guardare facce e curriculum dei grillini è chiaro che si tratta di gente perbene (e non è poco), non compromessa in precedenza con nessuna forza politica. E con molta e chiara voglia di fare. Faccio io stessa autocritica per giudizi troppo facili, dettati dalla mancanza di una attenzione vera alle cose. Affrettati, insomma. Capita, ed esserne consapevoli, fare marcia indietro e mettersi nella disposizione almeno di capire e osservare quello che accade, è il minimo che si possa, e si debba, fare.

Beppe Grillo davanti al logo di M5S

Resta, però, un però. In tutti i siti e i blog che ho spulciato, negli innumerevoli articoli che celebrano il boom di M5S, nei loro interventi passati sulle varie criticità italiane, la parola cultura manca. Forse i grillini sospettano che si tratti, appunto di trastullo, che ci sono emergenze ben più pressanti, che le priorità, insomma, sono altre. Nessuno nega che l'economia, la sanità, i trasporti, la scuola giochino un ruolo chiave per la ripresa di questo dannato Paese che ancora si lascia incantare da nani e ballerine. Ma bisogna che capiscano (e forse qualcuno glielo deve spiegare) che la salvaguardia del paesaggio è un gesto radicalmente culturale, perché il paesaggio è il nostro bene culturale numero uno. Che battersi per la scuola pubblica e per la sua qualità significa fare una battaglia culturale. Che voler richiamare, come ha detto ieri sera al Gr3 la neodepuata del Lazio 1 Marta Grande, i tanti giovani che in questi ultimi anni sono emigrati all'estero, portando con loro il sapere acquisito in Italia ma non valorizzato da questo stesso Paese, è una battaglia culturale, perché significa riportare in patria patrimoni di sapere che rischiamo di perdere. E che anche loro, come tutti noi, a questo punto devono abbracciare un impegno forte affinché il prossimo ministro della cultura non sia il solito rifiuto rottamato che in genere è, per far sì che questo ministero non sia più la discarica del governo (semmai ci sarà). Perché è anche da qui che passa la "svolta storica".
Se ci si intende su queste cose (impresa non difficile) e se si mettono a posto questi primi paletti, poi, probabilmente, si può andare oltre. E occuparsi di quello che a noi preme di più: il patrimonio dei nostri musei, contemporanei e non solo, dei tesori artistici, ma sopratttto del volto contemporaneo di un'Italia che specie oggi, con un parlamento più giovane, sarebbe un controsenso censurare o non voler aggiornare.



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12 commenti trovati  

04/03/2013
Gaetano
Ho tentato di inviare un messaggio in questo blog, ma stranamente in automatico sono stato impedito. Esaminavo la situazione e gli esiti vivi della attuale situazione politica, con riflessioni personali nel percorso della crisi, intesa come cambiamento non solo da evocare ,ma di cui prendere atto. Mi rivolgevo alla fine, per omaggio al metodo induttivo anche in politica ( partire dal basso e dalle competenze per rispondere ai bisogni dei cittadini, per la costruzione di una altra idea di Stato veramen te al servizio di) ad Albinori eletta nel Mov. a 5 stelle in Lazio I,affinche fosse recepito un contributo concreto si analisi e studio-proposta esemplificato su un comprensorio di 15oooo ab. del lazio, ed esportabile in altri comprensori: valorizzazione integrale di un territorio partendo dalle sue giacenze culturali ancora presenti ( materiali ed immateriali). Se va in porto questomsg, attendo risposta operativa.
Ho dovuto e voluto essere breve. Saluti ed in bocca a lupo.

ps. credo che nel Movimento si apra alla cooperazione partecipata di membri della societa' civile, attraverso le modalita' piu' ovvie, data l'urgenza delle necessita'finora ignorate.


01/03/2013
stefano rollero, Torino
http://www.beppegrillo.it/listeciviche/forum/2012/11/cultura-e-sostegno-pubblico.html
Gent.le Adriana Polveroni, invio il mio contributo pubblicato sul forum M5S : proponi le tue idee diventeranno parte del programma.
"Appunti sui Beni Culturali."
Cordialità, stefano.


La gestione dei beni culturali, salvo pochi casi, versa in una condizione disastrosa.
La mancanza di risorse, gli sprechi, le carenze organizzative e la presenza di persone incompetenti fanno sì che il nostro patrimonio sia spesso mal gestito; ci sono capolavori inestimabili nei sotterranei dei musei, un depositi di opere di grande valore penalizzate solo per limiti di spazio espositivo.

Sono vent'anni che dicono le stesse cose : milioni di euro dei contribuenti buttati per favorire il potente di turno, i compari, i servi e le mignotte, progetti mai realizzati ma finanziati, la politica affaristica, Ministero del Beni Culturali latitante con una gestione infame e arrogante, che non considera più la cultura come momento fondante della dignità di un popolo.
Ci troviamo in uno sfascio totale, alimentato da un'arroganza politica senza pari che non si preoccupa di null'altro che di se stessa!
Disse Tremorti: “con la cultura non si mangia.”

L’area archeologica di Pompei, è tra le più visitate al mondo con oltre 2,5 milioni di turisti l’anno.

I drammatici crolli delle Domus a Pompei , i monumenti, castelli, torri e cattedrali che in mancanza di manutenzione, crollano per il terremoto, sono l'ennesimo tragico emblema della condizione del nostro Paese che non è in grado di mantenere l'unica ricchezza: la bellezza artistica del territorio e la sua cultura.
Diversi paesi Europei, tutelano e valorizzando anche i loro piccoli tesori, che generano turismo e posti di lavoro.
In Italia invece si sprecano anche le risorse umane, archeologi, storici dell’arte e restauratori che hanno studiato con passione ma che per anni si ritrovano quasi sempre sottoutilizzati, per decenni, con pochi soldi, in lavori precari.

La priorità è il lavoro. Si potrebbe far ripartire l'Italia con le idee del M5S, riaccendere una speranza perché un Paese che non riesce a svilupparsi senza dare un futuro alle nuove generazioni è un Paese in estinzione..

La cultura, secondo me è un volano di crescita, anzi, un settore trainante, che può diventare una nuova occasione per l’Italia nella promozione dei beni e la realizzazione di eventi culturali in sinergia con centri di ricerca e istituzioni culturali pubbliche e private per formare nuove professionalità nella sua gestione.
Il rigore è necessario, ( basti pensare al colossale e folle spreco di centinaia di milioni di euro per il G8 alla Maddalena) ma c’è la necessità di avere un piano alternativo: investimenti capaci di raggruppare tutte le risorse intellettuali e materiali per fare della cultura un motore di cambiamento.

Coinvolgere il ricchissimo tessuto di istituzioni e associazioni, di una fiorente iniziativa creativa e culturale, di un vasto mondo di autoproduzione e microimprenditorialità artistica e artigianale.

Tutto questo però deve essere messo a sistema, dotato di strutture e infrastrutture di promozione turistica vere, anche di progetti internazionali, governato insomma da una visione d’insieme e una regia che coordini le tante energie creative del Paese.

Una buona politica per la cultura deve sostenere l'idea che i cittadini possano diventare attivi e fruitori dell'offerta culturale. Tra le prime interrogazioni nel nuovo Parlamento, il Movimento 5 Stelle deve presentarsi come protagonista per nuove forme di gestione culturale.


01/03/2013
stefano rollero, turino
http://www.beppegrillo.it/listeciviche/forum/2012/11/cultura-e-sostegno-pubblico.html
dal programma del M5S
http://www.movimentopiemonte.it/
_____________

La crisi che il nostro paese sta vivendo non è solo economica ma anche morale e culturale.
La mancata valorizzazione del ricchissimo patrimonio artistico e paesaggistico italiano, oltre a denotare
una progressiva svalutazione della dimensione culturale,  provoca anche ingenti perdite di risorse in termini di lavoro e
ricchezza dipendente dal turismo.

Il M5S ha come obiettivo prioritario il corretto investimento del Fondo unico per lo Spettacolo (FuS), su basi
trasparenti e meritocratiche, in associazioni culturali e in una politica concreta di valorizzazione del sistema
archeologico, museale, bibliotecario-archivistico, delle arti e dello spettacolo, del paesaggio e di tutti i servizi connessi al
turismo culturale-artistico e paesaggistico.

Per realizzare questo obiettivo proponiamo:
 Rilancio e sviluppo delle associazioni e delle imprese che operano nel settore cultura (cinema, arte, teatro, musica),
anche tramite l’attrazione di fondi privati tramite un’adeguata defiscalizzazione delle donazioni sul modello
del tax shelter o tax credit avviato per il cinema.

 Introduzione di criteri di selezione del personale amministrativo e dirigenziale di musei, fondazioni, teatri,
tv pubblica... basati su competenza, meritocrazia e trasparenza e non su clientele politiche.

 Trasparenza nella gestione dei fondi pubblici destinati alla cultura, con pubblicazione online presso il sito del MiBAC.
 Partecipazione dei lavoratori e degli operatori dei settori coinvolti alle scelte strategiche di sviluppo.

 Sviluppo di un sistema virtuoso con una politica integrata tra i ministeri di Turismo, Cultura, Università e Agricoltura in
modo da far recuperare attrattività all’Italia.


28/02/2013
SAVINO MARSEGLIA
la cultura non è solo quella scritta sui libri di scuola, quella della tv e della stampa addomesticata al potere di turno, quella finanziata dallo stato, quella allevata nelle gallerie, nelle fiere nei mercati, nei salotti radical schic; quella calata dall'alto, mercificata e venduta. Quella borghese e con la puzza al naso, quella dei cicisbei curatori musealizzati; quella dei dirigenti d'oro, quella dei critici acritici...

La cultura è anche quella che si trova per strada e ovunque...
La cultura e l'arte non è erogabile nè fruibile come una merce o un servizio fisso, assistenziale dello stato.
Essere artista, non significa affatto prendere a tutti i costi i soldi dallo stato. Cosa facciamo un esercito di artisti pagati dallo stato? No davvero!La natura non ti obbliga a fare l'artista e non si cura del fatto che tu lo possa fare, perchè l'arte e la cultura è patrimonio di tutti e non dovrà essere controllata, incasellata da inutili programmi politici. Quello che dovrà fare lo stato è garantire la libertà di pensiero e di mestiere a tutti. I governi migliori li hanno quei popoli che meno hanno bisogno di essere governati. L'arte e la cultura più bella e significativa è quella fuori da queste gabbie mentali.


28/02/2013
SAVINO MARSEGLIA
Ma guarda un pò, dopo anni di torpore nello stagno dell'arte, la casta culturale italiana, finalmente si è svegliata...
Cosa chiedono? Vogliono programmi e nuovi finanziamenti pubblici per rinvigorire, ancora una volta lo stagno morto.

Quante volte ci siamo trovati di fronte ad un museo vuoto, diciamo fantasma.
Quante volte l'offerta culturale, i progetti, le idee hanno fatto aumentare la partecipazione del pubblico?
Sarebbe utile istruire una specie di resoconto pubblico a chi ha gestito e gestisce tutt'oggi i musei pubblici e il patrimonio storico, artistico, Forse sarà sicuramente sufficiente a farci comprendere l'incapacità, le inefficienze, gli sprechi, le lacune e quindi riflettere più profondamente sulle responsabilità oggettive e su ciò che conviene cambiare e su che conviene eliminare dall'attuale gestione della cultura.

Tutto queste inefficienze il Movimento a Cinque Stelle lo sa!!!! Si tratta di aspettare!!!


28/02/2013
davide gherardi
Io l'ho letto il programma M5S.
La parola cultura non vuol dire solo "paesaggio" o "scuola civile", e nemmeno grandi musei o roboanti esibizioni, ma è un sistema, una filiera, una serie di istituzioni concrete. Ad esempio, vuol dire ricerca ed università. Ora, il programma del M5S su questo punto è, purtroppo, ampiamente contradditorio: si propone di abolire il Decreto Gelmini ed al contempo di aziendalizzare l'amministrazione degli atenei. Non si parla di parametri né di criteri per il finanziamento della ricerca. Sono punti, evidentemente da perfezionare ed da approfondire.
Dunque, non basta ragionare per slogan signori.
Spero solo che quei giovani neo-eletti di cui sopra sappiano liberarsi del loro "megafono"/trombone e mettersi a fare un buon lavoro, per tutti. Altrimenti è piuttosto lecito che la gente abbia paura di un potenziale incompetente che fa danni, anche solo per buona volontà di fondo; così come molti hanno paura dei vostri commenti rabbiosi, che non portano a molto, se non all'insulto ed all'attacco privato...


27/02/2013
adriana polveroni, italia
Gentile Luana, non mi pare che siamo su posizioni troppo distanti nel guardare (è vero, solo ora da parte mia, ma non per opportunismo, a che fine? semplicemente perché il primo partito d'Italia merita obbligatoriamente attenzione)questo fenomeno che sta dando una sonora (e salutare) sberla alla politica italiana. Ma, direi di più, la sberla la sta dando all'Italia tutta. Mi colpisce molto, in questi giorni,la reazione della gente, le parole che si sentono per strada, in treno, ovunque. Mi sembra di riscontrare una gran paura. Paura del cambiamento che, purtroppo, accomuna gli italiani alla loro classe politica. Di cui questa, purtroppo, è spesso specchio fedele. Nessuno di noi sa cosa accadrà quando quei ragazzi, in motorino, in bus o a piedi, come dice lei, andrannno in parlamento. Io mi auguro che siano preparati ad affrontare il compito più che impegnativo che hanno davanti, come qualcuno di loro ha già assicurato ("abbiamo studiato"). Non mi sento di criticarli prima dei fatti, sarebbe una posizione pregiudiziale. Né li temo. Penso, però, che compito della stampa sia dire anche a loro, come a tutti quelli che hanno responsabilità di governo (qualunque esso sia: parlamento o museo)le cose da farsi, anche se vengono da punti di vista diversi. Penso, insomma, che anche ai grillini vadano ricordati certi impegni che non possono tralasciare e poiché mi occupo di arte e di cultura, penso che questo sia il mio compito. Ricordandogli che il paesaggio che a loro (finalmente!) sta molto a cuore, come la scuola, sono a tutti gli effetti battaglie culturali e che quindi questa parola, che ogni tanto emana cattivo odore, e soprattutto le azioni legate ad essa, bisogna prenderle in considerazione con uno sguardo il più laico possibile. Penso anche che, rispetto al compito che tutti, come cittadini di questo Paese, abbiamo davanti, non sia il tempo di dividerci, ma di condividere il più possibile (come anche lei suggerisce) impegni comuni. E la "cultura" rientra in questi. Mi sembra che qualcosa si stia già muovendo in questo senso: la protesta della base sul blog di Grillo rispetto alle sua chiusura a Bersani, ne è la prova. Quindi, procediamo. Con modalità che nessuno di noi conosce.

27/02/2013
Luana
Eg Prof Adriana PolveroniHo letto con interesse larticolo da lei scritto e pubblicato su ExibartAnche io come Lei amo larte amo il bello e credo che la cultura messa al primo posto in questo paese possa diventare il volano per portarci fuori dalla crisi Tornando al suo articolo Lei stessa ammette che non ha mai dato molta importanza al nuovo fenomeno del movimento 5 stelle quindi facile dare giudizi affrettati senza approfondire per questo che la stampa fuori dal movimento 5 stelle Vedremo nei prossimi giorni grandi esperti della comunicazione avvicendarsi nei talk show a spiegare il fenomeno 5 stelle che non avrebbero mai pensato potesse diventare il primo partito italiano dopo le profetiche parole di Fassino sottovalutato dai pi Per chi come me segue il blog di Beppe Grillo dal suo inizio e si trovava in piazza San Giovanni il 22 febbraio era la giusta conseguenza di un operato molto attento e preciso della comunicazione allo scopo Un nuovo modo di comunicare lontanissimo dalla televisione Essere e non sembrare Limmagine televisiva che arriva distorta e falsa fatta da uomini e donna che modificano il loro aspetto per apparire chi non sono programmi televisivi in diretta studiati a tavolino questo il fallimento della comunicazionetelevisione oramai arriva solo ad una fascia di utenti sempre gli stessi una generazione che non ha interesse al cambiamento sociale In questo cambiamento anche lidea di cultura in una nomenclatura vecchia fatta purtroppo da amicizie e conoscenze e amici degli amici non rispecchia questo nuovo modo di cultura e di comunicazione Guardi un po pi profondamente per capire che in atto un cambiamento culturale le quali dimensioni ancora non si conoscono io Le posso solo accennare che oggi in questo cambiamento la cultura e la comunicazione passano in un percorso dove il protagonismo non esiste pi se non nellesserlo di se stessi La cultura passa attraverso la condivisione del fare insieme di proporre un progetto in prima persona e condividerlo responsabilmenta fino in fondo 100 ragazzi che Lei e io non conosciamo prenderanno lautobus la bici o il motorino e si recheranno in parlamento a lavorare restando in un anonimato televisivo fino a che ci resteranno saranno e saremo salvi Luana Firmani

27/02/2013
Angela
http://www.artenutella@altervista.org
La cultura offre da mangiare ad altri tranne che a se stessa, perchè è di pochi, perchè è chiusa alla società, inaccessibile come il Parlamento. Si nutre del poco cibo cucinato per loro stessi, nei simposi e nelle tavole rotonde, da cuochi politicizzati. Aprire il web a tutti, gratis, è difatti un regalo del Movimento 5 stelle alla cultura, perchè essa diventa accessibile oltre il bellissimo, ma per molti, costoso libro e ti immette nella meravigliosa spirale del sapere che poi finisce per trascinarti in carne ed ossa in un museo o in un cinema. Ed è solo quando la cultura diventa accessibile, cara a tutti, familiare, coccolata e si nutre di se stessa e per stessa che la si onora. Ed è già un primo grande passo!!!

27/02/2013
Claudia, bari
Questo "scritto" ha tanto l'aspetto di leccatina di cu.. decisamente generalizzata(dato come si son messe le cose).
Ha mai pensato che la politica dovrebbe occuparsi di legiferare anziché occuparsi di cultura?
A pensarci bene non riesco proprio a capire cosa vuole dire con "non c'è traccia della cultura".
Per lei è un problema di parola - "manca la parola cultura -
Forse è lei che non ha capito (forse troppo occupata a cercare la parola cultura) e qualcuno dovrà spiegarglielo: battersi per il paesaggio italiano e per una scuola pubblica civile, così come mandare a casa tutti i falliti con la forza delle idee (di tutti, E'UNA CONDIZIONE IMPLICITAMENTE CULTURALE.
C'è bisogno di scriverlo?




27/02/2013
simone crespi, roma-italia
la salvaguardia del paesaggio,sia naturale che storico-artistico va benissimo ma dare ancora soldi alla cultura contemporanea,ai musei tipo maxxi,è stato e resta un crimine contro la vera cultura.Il sistema in atto ha creato una messe di "artisti"incapaci,standardizzati,senza profondità.Questo è accaduto proprio grazie al denaro,sedi,mostre dati con troppa facilità.Il mondo dell'arte è un mondo di imboscati,pieni di menzogna e non dare un euro all'arte contemporanea non può che fare del bene a tutti: l'unico modo per spurghare l'infamia.


27/02/2013
Cristiana Curti
Ovvero, si deve fare tutto ciò che nessun (nessun) partito ha fatto da almeno tre-quattro lustri a questa parte, mentre si procedeva con la cementificazione della Penisola, con la distruzione dei nostri siti archeologici, con la depauperazione dei nostri archivi e delle nostre università, scuole di restauro, teatri, ecc. ecc.
Mi stupirei davvero se ora gli ineffabili che furono indifferentemente al potere o all'opposizione pretendessero da Grillo ciò che loro per decenni ignorarono o, peggio, agevolarono verso l'indifferenza dei più.
E' un modello, per l'appunto, culturale che deve cambiare e non solo perché oggi a far l'ago della bilancia ci sono (alcune) facce nuove. Io voglio che queste cose le si chiedano ai compagni di partito di ogni colore e non a quelli che ci sembrano la novità del momento.
Altrimenti è solo un altro sistema (illegittimo) di scaricare il barile e non comprendere dove si è sbagliato.


trovamostre