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Mapping America Latina: Milano si tinge di Sud e di rosa, con il Festival “Sguardi Altrove”. Un mese di regia, parole e immagini al femminile

   
   
 
pubblicato giovedì 28 febbraio 2013

Tano da morire, still

Dall'Italia al Brasile, Cile, Messico, Venezuela e Argentina in un colpo solo. Attraverso immagini, videoinstallazioni, performance e film, in tutta Milano che domani inaugura la XX edizione di "Sguardi Altrove Film Festival”, che proseguirà a tempi alterni in tre degli spazi dei più importanti in città: Triennale, Fabbrica del Vapore e Spazio Oberdan. Una nuova ricerca per guardare a Sud del mondo, in un altro di quei territori che assomigliano tanto al miraggio americano, non tanto in fatto di economia ma come avamposti di una creatività forse più originale, meno contaminata dal sistema occidentale e allo stesso tempo ben spendibile, per tematiche e immagini, nell'Europa -e nell'Italia- in crisi. Ma c'è una caratteristica fondamentale di questo "Sguardi Altrove”, che non può essere tralasciata: si tratta di un festival di regia tutto al femminile, dove sarà lo sguardo delle videomaker a farla da padrone, anche per quanto riguarda le influenze latine sul territorio della metropoli italiana. A cura di Patrizia Rappazzo, fino al prossimo 4 aprile si potranno incrociare e rivedere, ascoltare e dibattere una serie di produzioni che hanno incrociato l'Italia e i Paesi Latini anche a livello più sottile e politico, dalla storia di Tano da Morire, che sarà riproposto allo Spazio Oberdan con l'intervento della regista Roberta Torre, fino ai sette ritratti della regista ad alcune donne palermitane dello Zen, nel mediometraggio Angelesse. Un festival che sposta l'attenzione su una cronaca talvolta più "umana”, per quanto spietata, con la denuncia dei misteri irrisolti dell'Italia contemporanea, vedi il delitto Pasolini, o la condizione femminile nelle periferie italiane, secondo gli affreschi cinematografici di Marina Spada, passando per un ritratto a una delle donne più grandi della storia dell'umanità, Rita Levi Montalcini, che si racconta a Virgilio Tosi in Elogio dell'Imperfezione. Tutt'intorno Milano, come palcoscenico sul quale posare uno sguardo lungo un mese, che possa raccontare quello che poche volte sale in cronaca, ma che fa parte di ogni  cronaca individuale e quotidiana. Per poter consultare il programma completo www.sguardialtrove.it


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