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Solidarietà alla Città della Scienza. Da Napoli il MADRE lancia il primo aiuto concreto per la ricostruzione dei capannoni di Bagnoli

   
   
 
pubblicato mercoledì 6 marzo 2013

Fabrizio Plessi alla Città della Scienza di Napoli, nel 2009

Un incendio che prende le tonalità sempre più sconcertanti del dolo, quello della Città della Scienza agli ex cantieri di Bagnoli, a Napoli. Sei capannoni, dodicimila metri quadrati, tredici ore di fiamme. Tanto è durato il rogo che si è portato via il gioiello culturale partenopeo e che ora vede anche oltre centocinquanta dipendenti che, a secco dello stipendio da quasi un anno, ora non si sa se torneranno mai a lavorare. Per domenica alle 11, davanti ai cancelli, è atteso un immenso flashmob dove, stando ai social network, parteciperanno decine di migliaia di persone, tutte in bianco e listate a lutto, in segno di dolore per una città che si vuole continuare ad affossare.
Ma tra le istituzioni vicine alla Città della Scienza, il primo progetto di un aiuto concreto arriva dal MADRE, con la Fondazione Donnaregina:  «Abbiamo deciso di devolvere, da subito, il dieci per cento dell'incasso del prossimo mese del Museo per sostenere la ricostruzione di Città della Scienza. Un atto di solidarietà oggi necessario per sostenere la cultura in città e mostrare, così come stanno facendo altri soggetti, la volontà di tutto il sistema istituzionale di essere al loro fianco», ha dichiarato il presidente della Fondazione Pierpaolo Forte. «È una decisione che abbiamo concordato con la Regione Campania, che si aggiunge a quelle analoghe di altre istituzioni culturali, per concorrere far rinascere immediatamente la speranza dei tanti lavoratori, in primo luogo, della comunità scientifica e della città intera. Studieremo poi misure più stabili nei prossimi giorni» sono state le parole del Presidente. Un'azione minima ma molto importante, soprattutto perché proveniente da un museo che sta rinascendo dopo molteplici crisi, in una città che nell'arte contemporanea ha fatto scuola, ma che pare non perda occasione per farsi del male.
 


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