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• Senza un investimento culturale più complessivo possono fare ben poco le ore di storia dell'arte nelle scuole; idem l'occupazione scarsa per chi esce da istituti legati ai Beni Culturali
• Una buona notizia che agirà alla base del futuro dell'arte e della cultura
• Aspettiamo una prossima riforma
• Non cambierà nulla come al solito e per ogni assunto ci sarà un nuovo precario in arrivo
• Le ore di storia dell'arte in alcuni istituti equivalgono alla ricreazione: tanto valeva non reinserirle e far studiare altro
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Vent'anni dopo, "Assolutamente Testori". Milano festeggia il suo poeta, con una serie di appuntamenti nomadi e live

   
   
 
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Giovanni Testori

Giovanni Testori, l'ultimo dei poeti. L'ultimo creatore di versi per una città, Milano, che non ha mai dimenticato il suo letterato scomodo, che militò nella gioventù fascista degli ambienti universitari della Cattolica, che succedette alla morte di Pasolini al Corriere della Sera, occupandosi della pagina culturale, che raccontò le dure storie della periferia in chiave neorealista, e che allo stesso tempo era devotamente cattolico. Una figura contraddittoria,  lontana dagli schemi e forse per questo ancora più affascinante, non solo come un pezzo di cultura prettamente meneghina difficilmente "esportabile” in altre zone d'Italia. E invece, nel 20esimo anniversario dalla morte del drammaturgo, critico e scrittore, l'Associazione Testori, che cura anche il programma della casa di Novate, dedica oltre un mese di mostre, spettacoli, passeggiate e rappresentazioni nel programma di "Absolut Testori”. Nel piccolo paese alle porte di Milano fotografie, video, proiezioni di spettacoli teatrali, e decine di dipinti inediti che vanno a comporre un ambiente "testoriano” in tutto e per tutto, mentre in diverse occasioni la casa è stata oggetto di "rivisitazioni” da parte di altri artisti nelle precedenti edizioni, a cui erano affidate le stanze dell'edificio per installazioni anche site specific. 
Fuori da Novate lo spettacolo continua, e continua per esempio al Teatro Franco Parenti, dove il 4 aprile sarà messa in scena la rappresentazione dell'Ambleto, la storia di una compagnia di scarrozzanti che recita una versione particolare della tragedia shakespeariana e lo fa con i poveri mezzi che ha a disposizione, pur consapevole della grande vicenda che porta in scena, tratta da una cronaca brutale riferita alla distruzione di una famiglia contadina concepita come metafora della distruzione del potere e della sconvolgente brama del possesso.
E lo sguardo rivolto agli ultimi, tipico della poetica di Testori, sarà anche il prossimo 6 aprile, con una passeggiata d’autore nei luoghi dei suoi romanzi, accompagnati dalle sue parole e ripercorrendo "live” le strade de Il Dio di Roserio, gli affacci de La Gilda del Mac Mahon e i passi de La Maria Brasca, cercando di ritrovare quello che era l'universo degli anni '50, di cui ancora oggi si possono scoprire le tracce. Per chiudere idealmente, ma il programma completo lo trovate al sito www.associazionetestori.it, al MACRO, in occasione della riedizione del libro Il senso della nascita, il prossimo 19 aprile. 
 


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