Prima Materia. Un altro colpo a segno per Pinault 3058 utenti online in questo momento
exibart.com
 
community
Express
18/07/2019
Banksy è ufficialmente l’artista più amato di tutti i tempi dagli inglesi
18/07/2019
Un uomo ha appiccato un incendio in uno studio di animazione giapponese. Almeno 20 morti
17/07/2019
Per il compleanno di Frida Kahlo, regalati la sua nuova collezione beauty
+ archivio express
Exibart.segnala
Blog
recensioni
rubriche
         
 

Prima Materia. Un altro colpo a segno per Pinault

   
 È un'esposizione che mischia atmosfere rarefatte e “colpi bassi” quella a Punta della Dogana; l'ennesima dimostrazione di come il magnate abbia fatto centro a Venezia
di Paola Ugolini e Matteo Bergamini
  
 
pubblicato
Suga Kishio Tokantai (In the State of Equal Dimension) 1973 Branches, rope, stones 5 elements 262,9 x 386,1 x 201,9 cm Courtesy Blum & Poe, Los Angeles Photo: David Regen ©Kishio Suga

Se non fossero a cadenze così diradate potremmo quasi definirle di "ordinaria bellezza”. Ma visto che Monsieur Pinault ci regala mostre annuali, si è invece nell'ambito di un'epifania. Che ancora una volta, anche in occasione di questa 55esima Biennale, non tradisce le aspettative. "Prima Materia”, a cura di Caroline Bourgeois e Michael Govan, è infatti un'altra esposizione eccezionale, negli spazi di Punta della Dogana. Una mostra che parla di dialogo, sia tra artisti che tra spazio e opere, non dimenticando di svelare quelle che sono provenienze geografiche molto diverse, che vengono però messe in scena con un'ineffabile armonia.
Il primo esempio grandioso è nella grande sala dove un gruppo di artisti concettuali giapponesi, appartenenti al collettivo Mono-Ha, sono messi in relazione con i nostri Poveristi: ne esce una "conversazione” tra Alighiero Boetti, Lee Ufan e Kishio Suga, Pistoletto, Penone, Mario Merz insieme a Susumu Koshimizu, in un dialogo equilibrato e magico, dove per un attimo pare che tutti questi grandi Maestri provengano dallo stesso ambiente, mentre si sta parlando da un lato di Torino e dall'altro dell'Estremo Oriente.

M. Dumas, Forsaken, 2011, Courtesy the artist and Frith Street Gallery, London  Lee Ufan Work Rope and wood 77 x 54,5 x 10cm © Maurice Aeschimann, Onex

Aprono la mostra il video Marquee di Philippe Parreno, e a seguire un pezzo esclusivamente sonoro, Raining (Sound Piece), di Dominique Gonzalez-Foerster: perché oltre ad un dialogo tra nazioni e opere c'è un altro dialogo, quello tra materiali.
É impressionante la disinvoltura con cui si passa dalle installazioni, come quella di Lizzie Fitch & Ryan Trecartin, giovanissimi artisti Los Angeles based, alla pittura, con esempi magistrali dati da Marlen Dumas, Llyn Foulkes e Mark Grotjahn.
Il successivo passaggio è quello dalla pittura figurativa all'immateriale, con una stanza commovente dedicata a Roman Opalka, in cui si sente la voce dell'artista che in quattro Détail declina numeri come una preghiera. 
Ancora sul meditavivo con Roni Horn a cui è dedicato l'ambiente di Well and Truly, 2009-2010: si tratta di un'installazione di contenitori in vetro pieni di sola acqua, che divengono qui preziosissimi, zen.
Arriva poi il "colpo basso” con la crocifissione di Adel Abdessemed, dove i Cristi non hanno il supporto del martirio, ma sono appesi direttamente al muro, in dimensione umana, a turbare e a provocare lo sguardo, seguendo il fil di ferro che compone la loro fisicità.

Llyn Foulkes The Rape of the Angels 1991 Mixed media 152 x 264 cm ©Llyn Foulkes

Quasi in ultimo un dialogo sublime tra un piccolo Achrome del 1962, firmato da Piero Manzoni, e un quadro concettuale di Bridget Riley mentre, alla voce "contrasto”, si materializza il torrino completamente ricostruito come involucro dorato per James Lee Byars, installazione del 2007 intitolata proprio Byars is Elephant, a confronto con un video molto secco di Robert Barry e una splendida sala di teschi di cristallo messi sotto teca, questi di Sherrie Levine. E poi ancora David Hammons, Thomas Shütte, e il cubo centrale con i due enormi dipinti ad olio del cinese Zeng Fanzhi, primo artista a cui è stato assegnato il nuovo "site specific" di Punta della Dogana. Che declina in tutti i modi, dal silenzio alla passione, dalla carne allo schermo, una materia perfetta. 
 


strumenti
inserisci un commento alla notizia
versione in pdf
versione solo testo
registrati ad Exibart
invia la notizia ad un amico
 

Il navigatore dell'arte
trovamostre
@exibart on instagram