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Rieti, la città creativa. Una settimana di spettacoli in RIC, da Gabriele Lavia a Fanny & Alexander, che mettono in scena "Him"

   
   
 
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Fanny & Alexander, Him, ph. Enrico Fedrigoli

Il titolo è un programma, soprattutto per un piccolo centro come Rieti, che a partire dal 27 luglio, fino al 3 agosto, sarà forse più semplicemente RIC, Rieti Invasioni Creative. Una vera e propria riflessione sulla contemporaneità, con una serie di "visioni” che vanno dal teatro alla danza, dalle installazioni alla letteratura, tutte sotto le stelle ogni sera, dalle 18 a mezzanotte senza interruzioni. 
«RIC - Rieti Invasioni Creative è un laboratorio di speranza, un luogo di incontro che non vuole nascondere i termini della crisi che avvolge tutto il nostro vivere sociale, ma ne rifiuta le ossessioni e cerca le parole, le note, l’arte per superarla. Quello che si propone non è un festival celebrativo: sono formule adatte ad altri palcoscenici, forse più grandi, certo con aspirazioni diverse. È piuttosto un "luogo della riflessione” - e l’ambivalenza del titolo del festival è tutta voluta - che vuole offrire un piccolo terreno di confronto e di palestra alla creatività» spiega l'Assessore alla Cultura della Regione Lazio, Lidia Ravera.
Arte dunque in ogni angolo della città, con gli spettacoli di prosa e di danza allestiti negli spazi del Teatro Flavio Vespasiano, delle Officine della Fondazione Varrone, del Palazzo Vecchiarelli e di Piazza San Rufo. A inaugurare la maratona sarà Gabriele Lavia, che porta in scena al Teatro Flavio Vespasiano I giorni del buio un folto campionario di clochard dalla varietà umana alle prese con immagini di disperazione, scene di miseria e aneliti di speranza. A cura del teatro Potlach invece "Angeli di città”, sotto la direzione di Pino Di Buduo: l’installazione trasformerà con la luce i vicoli e le piazze del centro storico, dove solo per la notte inaugurale le specificità architettoniche saranno restituite allo sguardo del pubblico e della cittadinanza di Rieti nelle sembianze di un territorio d’autore. 
Tra gli altri appuntamenti da segnalare, soprattutto per chi vuole sperimentare l'arte contemporanea anche nello spettacolo, il 31 luglio Fanny & Alexander presentano Him, il piccolo Hitler in ginocchio, come omaggio a Maurizio Cattelan, che stavolta sotto sembianze umane si ostina a doppiare bulimicamente tutti i personaggi e i rumori del Mago di Oz, il film di Fleming del ‘39. E se non avete abbastanza di otto giorni pieni di palcoscenici, alla Galleria 35 Arte Contemporanea saranno accessibili, per tutta la durata del festival, le video installazioni che raccolgono le suggestive immagini di Einstein on the beach di Bob Wilson, La classe morta di Tadeusz Kantor, Cafè muller di Pina Bausch e Amleto di Carmelo Bene, con le sonorizzazioni a cura dell’associazione reatina Musikologiamo. Rieti, RICca insomma, e creativa, come non mai.
 


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