04 giugno 2014

Fino al 5.VI.2014 Maria Mulas. Ritratti e architetture Galleria Francesco Zanuso, Milano

 
Un nuovo filone di ricerca per la ritrattista. Una serie di fotografie di architetture, risolte in originali e caleidoscopiche soluzioni di geometrie interconnesse ai limiti della surrealtà -

di

Maria Mulas, nota ed eccentrica ritrattista fotografica di vip e intellettuali nella kermesse degli eventi internazionali, valorizza per lo più le caratteristiche fisiognomiche, le abitudini di postura o gestuali delle celebrità immortalate con una vena ironica. Un taglio critico sulla società dei costumi  contemporanei, distingue i suoi ritratti di personalità più che di personaggi, in cui cronaca, mondanità e cultura si ibridano dietro uno scatto analitico ma  non cinico sulla vacuità che caratterizza l’arte contemporanea, in modo più incisivo dagli anni ’80 ad oggi. 
Queste riflessioni si evincono osservando la carrellata di ritratti di grandi dimensioni esposti in occasione della  sua  mostra personale ospitata nella Galleria Francesco Zanuso, in contemporanea con il Photo Festival a Milano, e tra gli altri personaggi, spicca per l’intensità espressiva il volto di Joseph Beuys e la ieraticità dell’affascinate Lea Vergine e, in questo contesto di celebrities, non poteva  mancare una serie di scatti dedicati a Andy Warhol, anticipatore di reality show e di facebook. 
Sono più interessanti  sul piano tecnico dell’elaborazione di un personale linguaggio fotografico le fotografie  dedicate alle  architetture di città  come New York. Milano, Venezia che sembrano declinare il tema  dell’innesto  stilistico proposto da Cino Zucchi nel Padiglione Italia nell’ambito della Biennale di Architettura 2014, a Venezia. Non si dimenticano  una  serie di  scatti  architettonici ( che costano più cari rispetto ai ritratti ) in cui manipolazioni della pellicola, realizzate manualmente attraverso, sovrapposizioni, deformazioni, scomposizioni e ricomposizioni di eco cubo-futurista, geometrizzante all’insegna del dinamismo sinestetico. In queste immagini i dettagli di architetture divengono presupposti  formali per composizioni astratte ispirate  alle ricerche  delle avanguardie storiche nel primo Novecento. 
Nelle Astrazione#1 e  Astrazione #2,  realizzate negli anni’70-80,  una New York così non si era  mai vista, sorprendono le composizioni di frammenti  di edifici di città, trasformate  in panoramiche caleidoscopiche che fanno pensare alle  impressionanti sequenze del film Iception (Christoper Nolan, 2010), stile Maurits Cornelis Escher (1898 -1972), all’insegna dello straniamento retinico e  dell’illusionismo ottico di forte impianto compositivo e iconico.
Jacqueline  Ceresoli
Mostra visitata  il 21 maggio
Dal 21 maggio al 5 giugno 2014
Maria Mulas. Ritratti e architetture 
Galleria Francesco Zanuso Corso  Vigentina 26 Milano
Orari:Lunedì – venerdì 15.30-19 
Info: info@irmabianchi.it   

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