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 Giovanni De Angelis racconta il suo ART REWIND #1, ritratti di artisti realizzati da un artista  
 
Senti chi parla
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La storia è un po’ lunga. Nel settembre 2011 parlo con l'amica Clara Tosi Pamphili della mia voglia di ritrarre giovani artisti che lottano per affermarsi in questo mondo dell’arte complesso e sordo. E lei la trova molto interessante.
Non volevo fotografare artisti già famosi, così decido di iniziare dai miei amici. Il primo appuntamento è con Davide Dormino. Lui disegnava a matita il ritratto di Clara ed io dirigevo lo shooting come su di un set. Quel giorno ci siamo divertiti molto, c’è stata una bella energia, ed il ritratto di Davide che salta in aria, restituisce perfettamente quell’atmosfera gioiosa dalla quale nacque la consapevolezza della linea da seguire per la creazione di una serie: ART REWIND.
Il nome è nato dal concetto del tornare al principio, alle origini dell’opera e dunque ripartire dall’artista. L’idea era quella di fotografare l’artista in corso d’opera, in una "microazione” in cui performava se stesso e la sua arte. All’inizio il mio progetto prevedeva ritratti dai miei amici, ma poi grazie al sostegno di Ines Musumeci Greco ho avuto la possibilità di incontrare e ritrarre altri artisti di cui conoscevo e apprezzavo il lavoro, ma che non avevo avuto mai l’opportunità di conoscere personalmente. È stato molto interessante frequentarne gli studi ed entrare in sintonia con loro per creare insieme qualcosa che potesse rendere al meglio la loro storia ed il loro lavoro. Con ogni artista si sono creati momenti di intimità che mi hanno aiutato a capire le diverse personalità così da poterle cogliere e rappresentare in uno scatto.
La creazione di un ritratto d’autore è un lavoro complesso che richiede concentrazione e creatività, ma quando è un artista ad essere ritratto, occorre molto di più. Bisogna conoscere la sua produzione artistica, il suo stile, i suoi codici che sono fondamentali per poter dare il corretto risalto al suo carattere e al suo lavoro. L’essere a tua volta artista ti permette di entrare in sintonia con l’altro più facilmente e quindi leggere ed interpretare correttamente i confini entro cui potersi muovere per fotografarlo senza sopraffare la sua immagine.
Ho lavorato a stretto contatto con gli artisti per varie ore creando ambientazioni, provando idee ed intuizioni come per esempio con Bellobono, Puppi, Piangiamore, Piccolo, Mendoza e tutti gli altri. La sintonia è necessaria e la complicità è il pepe che si trova alla base del mio modo di fotografare. In questo è stato utile per me aver collaborato per un periodo con Elisabetta Catalano che mi ha trasmesso la sua grande professionalità proprio nell’approccio con l’artista. 
Ora che ART REWIND #1 è diventato un libro, posso dirmi molto soddisfatto, è un progetto a cui lavoro da anni e che si è concretizzato anche grazie al sostegno di Maretti Editore che vi ha creduto dal primo istante in cui ha visionato le immagini del work in progress che avevo sul mio Iphone. Sono grato a Laura Cherubini per il bellissimo testo in cui rileva una sorprendente analogia del mio lavoro con quello di Alighiero Boetti. E sono anche molto contento perché questo progetto mi ha dato l’opportunità di conoscere ed entrare in contatto con artisti di talento ai quali auguro un grande successo.

 


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