11 giugno 2015

InVisible Cities Urban Multimedia Festival, Danila Gambettola, Interferenza Urbana, Gorizia

 

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Dal 4 al 7 giugno a Gorizia si è tenuta la prima edizione di InVisible Cities, Urban Multimedia Festival. Organizzato da Associazione Quarantasettezeroquattro il Festival ha attivato un numero elevato di partnership, producendo più di 50 tra live performance, workshop e incontri, 20 installazioni e coinvolgendo 160 tra artisti, esperti, professionisti, performers.
Attraversando il numero delle produzioni e la dimensione della partecipazione, vanno tracciate alcune delle caratteristiche comuni agli interventi, per iniziare a definire l’attitudine di questo soggetto culturale, che annuncia già la preparazione di appuntamenti a Londra (UK), Nimega (NL), Lubiana (SI), Capodistria (SI), Pola (HR), oltre che la sua seconda edizione.
Il programma ha reagito all’atmosfera di Gorizia, sospesa in un tempo emotivo ancora vicino alle memorie ormai miscelate delle due guerre mondiali. Se il Festival ha mantenuto le sensazioni del conflitto – tema di questa prima edizione –  ha registrato comunque una possibilità opposta a questa psicologia dolorosa. Con la posizione e la forma della città, marginale, incompleta e tagliata, che spingono adesso ad azioni veloci e contemporanee. In queste condizioni Il Festival ha scelto la tecnologia come mezzo tanto di rimessa in gioco della memoria, quanto di riattivazione di luoghi evocativi. 
Tutti i dispositivi e le performance attivate negli spazi lungo la via Rastello accennavano al ruolo di attrazione sensuale verso lo spazio che è possibile affidare ad una narrativa articolata di installazioni urbane. Sono pratiche artistiche legate alla tecnologia interattiva messe a punto dalla cultura del progetto di qualche anno fa, che il Festival ha esposto ad una partecipazione sociale ampia, producendo una idea di futuro attraverso un collage di scenari.
Allora se molte delle sensazioni espresse sono state legate all’identità, tutte hanno guardato ad una prospettiva di questa identità. (Federico Pirone ass.re cultura Udine, seminario del 6 giugno). Cercando un simbolo, questa dinamica tra condizione e vocazione, tra archivio e desiderio, si è risolta nella performance itinerante di Danila Gambettola. La sua Interferenza Urbana è stata prodotta nella galleria che attraversa il confine, passando sotto la montagna del castello, collegando Piazza Vittoria alla parte slovena della città.
Una performance tra video e danza che ha lavorato sul percorso del confine. Il valore collettivo è stato evidente nel coinvolgimento intimo del pubblico, nel supporto da parte degli altri artisti, come nell’uso delle installazioni presenti nello stesso spazio. Danila Gambettola qui ha agito come interprete completa di quel ruolo di riferimento tra antropologia e arte, formalizzato a livello internazionale, da alcuni intensi autori del Sud Italia, da Eugenio Barba a Emma Dante. Un ruolo che è necessario usare quando va messo in scena un sentimento che coinvolga popolazioni diverse, le loro case e paesaggi.
Luca Ruali
InVisible Cities
Urban Multimedia Festival
Danila Gambettola, Interferenza Urbana, 6 giugno 2015, Gorizia
Info: www.invisiblecities.eu
www.quarantasettezeroquattro.it

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